
Noi esseri umani siamo animali profondamente "ritmici". Cantiamo, balliamo, riconosciamo una melodia anche quando cambia velocità. Questa capacità ci sembra così profondamente parte di noi da averla a lungo considerata un'esclusiva del nostro grande cervello. E invece non è così.
Un nuovo studio, pubblicato recentemente su Science, dimostra infatti che anche i bombi, insetti con un cervello grande quanto un seme di sesamo, sono in grado di apprendere e riconoscere strutture ritmiche. Non solo: riescono a farlo anche in modo astratto, indipendentemente da come il ritmo viene presentato.
Il ritmo è ovunque in natura
In realtà, il ritmo non è una nostra "invenzione", come quasi tutto del resto. È ovunque: nel canto degli uccelli, nei richiami delle rane, nei segnali ultrasonici dei pipistrelli. Lo vediamo anche nei lampi di luce sincronizzati delle lucciole o nelle danze di corteggiamento di molte specie.
Finora, però, si pensava che questi comportamenti fossero "programmati": sequenze innate, fissate dall’evoluzione e dalle selezione naturale. Non una vera capacità consapevole di apprendere e riconoscere un ritmo.
Solo pochi animali, soprattutto tra uccelli e mammiferi, hanno dimostrato in passato di saper riconoscere un ritmo anche quando cambia velocità. Si tratta di un'abilità considerata molto complessa, legata a cervelli grandi e più "sofisticati".
L'esperimento con i bombi

Per capire se anche un cervello minuscolo può fare qualcosa di simile, un gruppo di ricercatori ha lavorato con bombi – preziosi e instancabili impollinatori – addestrati a nutrirsi su fiori artificiali. Su questi fiori erano installate luci a LED che lampeggiavano secondo schemi diversi. Alcuni schemi erano associati a una ricompensa zuccherina, altri no. L'unico modo per distinguere i fiori era riconoscere il ritmo dei lampeggi.
Per esempio: una sequenza "breve-lungo-breve-lungo" contro "breve-breve-lungo-lungo". Con l'addestramento, i bombi hanno imparato a preferire il ritmo corretto. Ma il test più interessante è arrivato dopo.
I ricercatori hanno cambiato completamente il modo in cui il ritmo veniva presentato: non più luce, ma vibrazioni. I bombi, infatti, non sentono i suoni come noi, ma sono molto sensibili alle vibrazioni. In un piccolo labirinto, il pavimento vibrava con ritmi diversi, indicando quale direzione portava alla ricompensa. Dopo l'addestramento, i bombi hanno imparato a orientarsi correttamente.
Poi, un'altra sorpresa: eliminando le vibrazioni e reintroducendo la luce, i bombi sono stati comunque in grado di usare il ritmo per trovare il cibo. Questo significa che non avevano solo memorizzato uno stimolo specifico, ma avevano appreso la struttura astratta del ritmo.
Un cervello minuscolo, capacità sorprendenti
Fino a oggi, una capacità simile era stata dimostrata soprattutto negli esseri umani. Il fatto che anche i bombi ci riescano cambia il modo in cui pensiamo all'intelligenza animale, soprattutto quella degli invertebrati, considerati da sempre più "macchine" biologiche che esseri senzienti.
Nel nostro cervello, infatti, riconoscere un ritmo coinvolge molte aree diverse e processi complessi. Ma questi risultati suggeriscono che potrebbero esistere meccanismi molto più "semplici", capaci di ottenere lo stesso risultato anche in cervelli minuscoli come quelli di un insetto.
Del resto, tutti i cervelli – anche quelli degli insetti – sono pieni di attività ritmiche: impulsi nervosi che si sincronizzano e si alternano. È possibile che questa "architettura ritmica" renda naturale riconoscere schemi nel tempo.
Non è un caso isolato: come i bombi stanno cambiando la cognizione animale

Negli ultimi anni, i bombi sono diventati protagonisti di numerose scoperte sorprendenti. Studi precedenti hanno per esempio dimostrato che sanno risolvere problemi complessi, imparare osservando altri individui, giocare con delle palline persino usare piccoli "strumenti" per ottenere ricompense.
In alcuni esperimenti, hanno dimostrato di saper apprendere compiti complessi che richiedono più passaggi, di trasmettere queste abilità ad altri bombi: una forma semplice di apprendimento sociale. Ancor più recentemente, hanno dimostrato di possedere un certo grado di contagio emotivo e di saper leggere il codice Morse.
E se un bombo è in grado di fare tutto questo allora vuol dire che l'intelligenza non è solo una questione di dimensioni. Anche un cervello grande quanto un seme può nascondere capacità che, fino a poco tempo fa, avremmo considerato esclusivamente umane: imparare, ricordare, condividere, prendere decisioni. E tutto questo ha già cambiato per sempre il modo in cui guardiamo questi piccoli impollinatori e gli altri insetti.