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5 Gennaio 2026
16:54

Gatti ed elettricità statica, un rapporto complicato: ecco perché accarezzarli in inverno ti fa prendere la scossa

Accarezzare il gatto, soprattutto in inverno, può farti prendere la scossa: pelo, strofinio e aria secca favoriscono l’elettricità statica e l'accumulo di cariche elettriche sul mantello del micio.

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Il pelo dei gatti accumula facilmente cariche elettrostatiche. Foto da Wikimedia Commons

Se ti è capitato di allungare la mano per accarezzare il tuo gatto e ritirarla di scatto dopo una piccola "scossa", sappi che non sei solo. I gatti e l'elettricità statica hanno un rapporto piuttosto stretto e, a volte, decisamente complicato. Tanto che uno dei primi esempi citati quando si parla di elettricità statica, dopo il palloncino strofinato sul maglione, è proprio il pelo di un animale (vedere la pagina Wikipedia per credere).

Ma perché succede? E perché sembra capitare più spesso in inverno? La risposta sta in una combinazione di fisica, movimento e livelli di umidità dell'aria. Ma andiamo con ordine.

Cos'è l'elettricità statica (senza formule)

L'elettricità statica è una forma di elettricità "ferma": si genera quando due materiali diversi vengono messi a contatto e poi separati o strofinati. In questo processo, chiamato triboelettrificazione, alcune cariche elettriche si spostano da una superficie all'altra e il risultato è un accumulo di cariche che, prima o poi, cercano una via di fuga. Ed è lì che arriva la scossa.

Il pelo del gatto, secco e leggero, è un ottimo isolante, cioè un materiale che trattiene le cariche elettriche invece di disperderle. Ecco perché i gatti si "caricano" così spesso di elettricità elettrostatica.

Perché accarezzare un gatto produce elettricità

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Accarezzare il gatto facilità l’accumulo irregolare di cariche elettriche sul pelo

Accarezzare un gatto non significa semplicemente toccarlo, ma vuol dire anche far scorrere la mano sul suo pelo. Ed è proprio questo scorrimento a fare la differenza. Uno studio pubblicato nel 2024 ha inoltre chiarito un aspetto rimasto oscuro per tanto tempo: perché lo strofinio è così importante nella triboelettricità.

Secondo Laurence Marks, autore principale dello studio, quando due superfici scorrono una sull'altra non si deformano nello stesso modo. La parte "anteriore" e quella "posteriore" del movimento accumulano cariche diverse, creando così una piccola corrente elettrica. In altre parole, non è il contatto in sé a generare elettricità statica, ma proprio il movimento.

E quando passi la mano sul gatto, il tuo palmo e il suo pelo subiscono deformazioni diverse. Le cariche si accumulano in modo irregolare e, a un certo punto, si scaricano tutte insieme e: zap, arriva la scossa.

Perché succede soprattutto in inverno

Se in inverno le scosse aumentano, il motivo principale è legato all'umidità. L'aria fredda trattiene meno vapore acqueo e il riscaldamento domestico la secca ancora di più. L'aria umida, invece, aiuta le cariche elettriche a disperdersi lentamente.

In un ambiente caldo e secco come una casa riscaldata in inverno, quindi, le cariche restano "intrappolate" su pelle, vestiti e pelo dei felini domestici, pronte a scaricarsi al primo contatto. È lo stesso motivo per cui sempre in inverno prendiamo più spesso la scossa toccando un oggetto metallico, come la maniglia della porta.

I gatti sentono la scossa?

Una domanda legittima è se anche i gatti provino fastidio. Studi sul comportamento felino suggeriscono che i gatti possono percepire micro-scariche e vibrazioni elettrostatiche, anche se molto lievi. I gatti sono infatti estremamente sensibili a stimoli tattili minimi, soprattutto sul pelo e sui baffi, le vibrisse. Questo potrebbe spiegare perché alcuni reagiscono all'improvviso durante le carezze, irrigidendosi o allontanandosi.

Ma si può evitare la scossa? In parte sì. Aumentare l'umidità in casa, indossare tessuti naturali e accarezzare il gatto con movimenti più lenti riduce l'accumulo di cariche. Anche appoggiare prima la mano su una superficie metallica può aiutare a "scaricarsi" prima del contatto. Ma la verità è che non è colpa tua, né del gatto. È solo fisica e va bene così. A meno che il micio "elettrostatico" non finisca in una scatola piena di polistirolo.

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