
Annusano, seguono piste, individuano una molecola odorosa tra mille. Sono i cani cosiddetti "da fiuto", come le unità cinofile della Polizia che cercano droga o esplosivi negli aeroporti, oppure i segugi che seguono una pista nel bosco. In realtà l'espressione è molto più ampia e informale e comprende tutti quei cani selezionati e addestrati per usare l'olfatto come strumento di lavoro.
In inglese, vengono anche chiamati spesso "sniffer dog" (quando addestrati a cercare molecole specifiche), mentre in italiano "cani molecolari" (nel caso di ricerca di persone) o, nel termine più tradizionale, "segugi", almeno quando si parla di cani da caccia specializzati nel seguire una traccia odorosa.
I cani addestrati a seguire piste e odori imparano con il gioco, la collaborazione e il rinforzo positivo ad associare un odore specifico – per esempio una sostanza stupefacente, un esplosivo, una persona scomparsa – a una ricompensa. Quando poi individuano l'odore corretto, ricevono un premio, spesso un gioco, coccole o del cibo. Con il tempo imparano non solo a riconoscere quella molecola o quel "profilo" odoroso, ma anche a segnalarlo in modo chiaro al proprio conduttore, per esempio sedendosi o fermandosi davanti al punto preciso.

Questi cani vengono ormai coinvolti in tantissimi compiti e lavori differenti, come la ricerca di persone disperse, soccorso in caso di terremoti o valanghe, individuazione di sostanze illegali, traffici illeciti di parti di animali selvatici, ricerca di armi ed esplosivi, diagnosi medica (alcuni cani sono addestrati a riconoscere tumori o crisi glicemiche) e, più tradizionalmente, caccia. Ma in linea teorica, un cane può essere addestrato a individuare e segnalare qualsiasi odore.
Le razze più utilizzate per questi compiti appartengono spesso al gruppo dei segugi – come il Bloodhound o il Beagle -, ma anche Pastori Tedeschi, Labrador Retriever e Malinois sono molto impiegati nelle unità cinofile di polizia e protezione civile. Per molto tempo si è pensato che alcune di queste razze avessero un olfatto "più sviluppato" rispetto alle altre. Studi recenti, però, suggeriscono che le differenze tra razze siano molto meno marcate di quanto si creda: tutte le razze hanno un "super olfatto".
A fare la differenza, probabilmente, sono piuttosto le motivazioni, la capacità e la predisposizione a collaborare con l'essere umano, la resistenza fisica e il desiderio più marcato a seguire una traccia per lunghi periodi.
Quali sono le razze di cani da fiuto
Non esiste una sola "razza da fiuto", ma alcune sono state storicamente selezionate e allevate proprio per le loro capacità e ancora oggi sono tra quelle più coinvolte nella caccia nel rintracciare molecole o odori, oppure per ritrovare persone scomparse.
Il Bloodhound

Considerato uno dei migliori cani da traccia al mondo, il Bloodhound è un grande segugio di origine belga. Ha orecchie lunghe e pendenti e pelle abbondante sul muso. È famoso per la sua capacità di seguire piste anche molto vecchie, persino di diversi giorni. È stato utilizzato per secoli, oltre che per la caccia, anche nella ricerca di persone scomparse o fuggitive. Più che "superiore" nell'olfatto, è estremamente perseverante: quando aggancia una traccia tende a non mollarla mai.
Il Beagle

Più piccolo e compatto, il Beagle è un segugio inglese selezionato inizialmente per la caccia alla lepre. Oggi, però, uno degli sniffer dog più usati negli aeroporti, soprattutto per la ricerca di alimenti e sostanze proibite nei bagagli. È curioso, motivato e molto concentrato sull'odore, qualità che lo rendono ideale per il lavoro di ricerca.
Il Labrador Retriever

Nato come cane da riporto in acqua e considerato il compagno ideale per tutte le famiglie, il Labrador è oggi tra le razze più impiegate anche nelle unità cinofile di polizia e protezione civile. È equilibrato, estremamente collaborativo e predisposto a svolgere compiti con il proprio compagno umano. Il suo successo non dipende solo dal fiuto, ma soprattutto dalla grande predisposizione a vivere e a lavorare sempre in stretta sinergia con il suo conduttore.
Il Pastore Tedesco

Il Pastore Tedesco è probabilmente una delle razze più versatili in assoluto. Impiegato come cane da difesa, ricerca e soccorso, unisce buone capacità olfattive a intelligenza, resistenza fisica e forte attaccamento e collaborazione con il proprio umano. È probabilmente una la razza simbolo delle forze dell'ordine.
Il Pastore Belga Malinois

Anche il Malinois è oggi sempre più diffuso nelle unità operative di polizia e militari. Agile, energico e altamente motivato, è adatto a lavori incredibilmente complessi che richiedono concentrazione e rapidità. Anche in questo caso, la chiave non è tanto il naso, ma la combinazione tra capacità fisiche incredibili, concentrazione estrema e motivazioni collaborativa, affiliativa e comunicativa quasi al massimo.
Come funziona l'olfatto dei cani da fiuto e perché è così sviluppato

Per capire cosa rende speciale l'olfatto dei cani bisogna partire dall'anatomia. Nel naso di un cane sono presenti fino a 200-300 milioni di recettori olfattivi, contro i circa 5-6 milioni dell'essere umano. I recettori sono cellule specializzate che riconoscono le molecole odorose presenti nell'aria.
Quando un cane inspira, l'aria viene separata in due flussi: uno destinato alla respirazione e uno diretto verso l'epitelio olfattivo, la zona interna del naso dove si trovano i recettori. Inoltre, i cani possiedono un organo accessorio chiamato organo vomeronasale (o di Jacobson), una sorta di "sesto senso" che contribuisce alla percezione di alcune sostanze chimiche particolari, come per esempio i feromoni.
Ma non è solo una questione di quantità di recettori. Anche la parte del cervello dedicata all'elaborazione degli odori è proporzionalmente molto più sviluppata rispetto alla nostra. Questo permette ai cani di distinguere odori mescolati tra loro, seguire una traccia lasciata sul terreno e perfino "ricostruire" la direzione di provenienza di un odore.

Un cane da fiuto può seguire due tipi principali di traccia: quella lasciata dal contatto diretto con il suolo (impronte, cellule della pelle, microrganismi smossi) e quella costituita dalle particelle odorose disperse nell'aria. È in grado di discriminare l'odore di una singola persona in mezzo a molti altri e di seguirlo per chilometri.
Eppure, come mostrano le ricerche più recenti, questa straordinaria capacità non è un'esclusiva di poche razze "superdotate". Tutti i cani condividono una struttura olfattiva altamente specializzata. Le differenze emergono soprattutto nella motivazione a usare il naso, nella capacità di mantenere la concentrazione e nella predisposizione a lavorare sempre a stretto contatto con l'essere umano.
In fondo, il cane è una specie che si è evoluta al nostro fianco. E se oggi alcuni sono diventati simbolo del fiuto infallibile, è perché storia, selezione e relazione hanno lavorato insieme tanto quanto il loro naso.