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28 Dicembre 2025
9:00

Cervi, lupi, orsi: l’impatto dei botti di Capodanno sulla fauna selvatica

I botti di Capodanno non spaventano solo cani e gatti: esplosioni, luci e fumo mettono a rischio anche cervi, lupi e uccelli, causando stress, fughe pericolose e morti.

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Un fringuello morto a causa dei fuochi d’artificio

Quando si avvicina la notte di Capodanno, la preoccupazione per i botti si concentra quasi sempre verso gli animali che vivono con noi. Cani terrorizzati, gatti che scappano a nascondersi, animali domestici spaventati per ore. È una preoccupazione più che legittima, ma spesso ci si dimentica un'altra parte importante del problema: l'impatto dei fuochi d'artificio e dei petardi sulla fauna selvatica.

Per gli animali che vivono nei boschi, nei campi, nelle zone umide o in città, la notte del 31 dicembre può trasformarsi in un evento improvviso e violento. A spaventarli non sono solo i rumori fortissimi e inattesi, ma anche le luci intense, i lampi nel cielo, il fumo e gli odori chimici prodotti dalle esplosioni. Tutti questi stimoli, concentrati in poche ore, possono avere effetti seri sul comportamento e sulla sopravvivenza degli animali selvatici.

Quali sono gli animali selvatici più a rischio la sera del 31 dicembre

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I botti colpiscono soprattutto gli animali che vivono dentro o intorno alle città

Non tutte le specie sono colpite allo stesso modo, naturalmente. Gli animali più a rischio sono prima di tutto quelli che vivono vicino agli insediamenti umani: parchi urbani, campagne, aree agricole e zone boscate frammentate intorno alle città. In questi ambienti, i botti arrivano inevitabilmente con maggiore intensità e senza possibilità di fuga verso aree più tranquille.

Sono particolarmente vulnerabili anche gli animali che non trascorrono l'inverno in letargo o in rifugi ben isolati e lontani dagli esseri umani. Cervi, caprioli, cinghiali, volpi e lupi, per esempio, sono attivi anche in inverno, vivono spesso vicini agli insediamenti umani e possono trovarsi improvvisamente esposti a un disturbo improvviso ed estremamente stressante e pericoloso.

Un capitolo a parte riguarda però gli uccelli. Oltre a essere il gruppo più numeroso e diffuso soprattutto in ambiente urbano, sono anche quelli su cui l'impatto dei botti è stato studiato maggiormente. Molte specie trascorrono la notte posate sugli alberi, nei canneti o sugli edifici, spesso in grandi gruppi. I fuochi d'artificio possono spaventarli all'improvviso, costringendoli a decollare nel buio, in condizioni di forte disorientamento, spesso con esito fatale.

Cosa succede agli animali selvatici durante i botti di Capodanno

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Gli animali, spaventati fuggono al buio e spesso senza un metà, rischiando collisioni, incidenti e sprecando preziose energie

Il primo effetto dei botti è inevitabilmente lo spavento. L'animale percepisce un pericolo improvviso, con un aumento di adrenalina e cortisolo, gli ormoni dello stress. Nelle specie terrestri, come cervi e caprioli, questo può tradursi in fughe incontrollate e sono documentati casi di animali che corrono per chilometri senza una direzione precisa, attraversando strade, recinzioni e centri abitati, con un aumento del rischio di incidenti e ferite. Anche i predatori come lupi e volpi possono allontanarsi bruscamente dai loro territori, con conseguenze sul dispendio energetico in un periodo dell'anno già critico per la sopravvivenza.

Per gli uccelli, gli effetti possono essere ancora più drammatici. Uno studio condotto nei Paesi Bassi dal Max Planck Institute ha mostrato che, durante la notte di Capodanno, migliaia di uccelli si alzano in volo contemporaneamente, raggiungendo altitudini molto elevate nel buio e mantenendo il volo per tempi insolitamente lunghi.

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Studi successivi hanno anche dimostrato che i comportamenti anomali e costosi per gli uccelli non si fermano affatto con la fine dei festeggiamenti, ma proseguono anche per diversi gironi successivi. Questo comportamento aumenta il rischio di collisioni, esaurimento e perdita di orientamento, come accaduto a Roma nel 2021, con migliaia di storni feriti o morti a causa delle collisioni con edifici e cavi.

Altri studi hanno evidenziato un aumento della mortalità diretta e indiretta, con animali che muoiono per traumi, per lo shock o nei giorni successivi a causa dello stress accumulato e per il dispendio di energie. Anche chi sopravvive può subire effetti a lungo termine, come l'abbandono di aree importanti per l'alimentazione o la riproduzione. Cosa prova un uccello durante la notte di Capodanno, potete vederlo direttamente con i vostri occhi in questo video.

Cosa possiamo fare per proteggere la fauna selvatica dai botti

La soluzione più efficace è anche la più semplice: smettere di sparare botti e fuochi d'artificio. Non si tratta però solo di una scelta individuale, naturalmente, ma di un cambiamento culturale. Sensibilizzare amici, familiari, colleghi e comunità locali sull'impatto reale di questa pratica è perciò un primo passo fondamentale.

Possiamo anche sostenere e pretendere decisioni più coraggiose da parte delle amministrazioni locali e delle istituzioni. In alcuni paesi, proprio come Paesi Bassi, e in diverse città italiane, i botti sono già stati vietati o fortemente limitati, proprio per tutelare animali, persone e ambiente, oppure sostituiti da spettacoli luminosi silenziosi o altre alternative meno impattanti sulla fauna.

Proteggere gli animali selvatici significa riconoscere che i nostri festeggiamenti hanno conseguenze che vanno oltre le mura di casa e la notte di Capodanno. Ridurre il rumore, le esplosioni, il fumo e l’inquinamento luminoso nella notte di San Silvestro è un gesto concreto per convivere in modo più rispettoso con gli altri abitanti di questo pianeta, umani e non.

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