
Nell'ultima Legge di Bilancio erano stati previsti dei fondi per sostenere la custodia e la riabilitazione dei cani sequestrati e salvati dai combattimenti clandestini ed ora il Ministero del Lavoro ne ha disciplinato l’accesso, facendo sì che un milione di euro potrà andare a sostenere le spese di chi si occupa della loro riabilitazione.
In prima fila ci sono due associazioni, Humane World for Animals Italia e Fondazione Cave Canem, che sono state promotrici del progetto “Io non combatto” e che sono in attesa ora della sola pubblicazione del bando. "La copertura dei costi di custodia rappresenta un passo fondamentale – spiegano le presidenti Martina Pluda e Federica Faiella – in grado di rendere più efficace l’attuazione dei sequestri e di contribuire, nel lungo periodo, al contrasto di questa pratica crudele e illegale. I cani coinvolti nei combattimenti sono vittime di violenze estreme e necessitano di percorsi strutturati di recupero comportamentale, che consentano loro di superare i traumi subiti e di tornare a vivere. Solo attraverso un impegno competente e continuativo possiamo garantire a questi animali una concreta possibilità di riscatto e di una nuova vita”.
Le risorse verranno destinate alla copertura dei costi di custodia derivanti appunto dal sequestro e dalla confisca di animali impiegati nei combattimenti, nonché di animali affetti da problematiche comportamentali, affidati a strutture, gestite o affiancate da enti del Terzo settore, specializzate nel recupero comportamentale.
Humane World for Animals Italia e Fondazione Cave Canem, da anni impegnate nel contrasto ai combattimenti tra cani attraverso il progetto “Io non combatto”, accolgono favorevolmente la pubblicazione del provvedimento, frutto di un percorso di confronto costruttivo avviato con il Parlamento e successivamente proseguito con il Ministero.
La Senatrice Anna Bilotti, prima firmataria dell’emendamento alla Legge di Bilancio 2026 che ha permesso di stanziare i fondi, ha così commentato la notizia: “Accolgo con soddisfazione la pubblicazione del decreto da parte del Ministero, un segnale concreto dell’attenzione riservata alla necessità di sostenere adeguatamente le organizzazioni che offrono una seconda possibilità agli animali salvati dai combattimenti. Nei prossimi mesi continueremo a lavorare affinché queste risorse vengano confermate e rafforzate, estendendone idealmente l’impiego non solo alla copertura delle spese di gestione dei cani sequestrati e confiscati, ma anche alla formazione specialistica delle Forze di polizia impegnate nel contrasto di questi gravi reati”.
Le spese ammissibili possono riguardare l’accoglienza e la gestione quotidiana degli animali, l’assistenza veterinaria, la progettazione di piani riabilitativi e le sedute con gli educatori. Per ottenere i rimborsi, sarà necessario presentare, tra le altre cose, una copia della documentazione comprovante l’affidamento degli animali e un’autocertificazione che dimostri il possesso dei requisiti necessari. La domanda dovrà essere presentata successivamente alla pubblicazione del bando, attesa per la fine dell’anno, e comunque entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese.
Con il progetto “Io non combatto”, Humane World for Animals Italia e Fondazione Cave Canem collaborano da anni per prevenire e contrastare il fenomeno criminoso dei combattimenti tra cani, attraverso l’erogazione di borse di studio, corsi di formazione per le Forze di polizia, percorsi di riabilitazione per i cani salvati, conferenze, webinar e campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte alla popolazione. Tra i materiali messi a disposizione del pubblico figurano un’analisi dei casi di combattimenti tra cani in Italia, una guida informativa destinata alla cittadinanza e una brochure educativa dedicata alle scuole.