
Il paesaggio migratorio di Boma-Badingilo nel Sud Sudan ospita la più grande migrazione di mammiferi terrestri conosciuta al mondo. In questa zona, nota anche come "la Grande Migrazione del Nilo", circa 6 milioni di animali si spostano ogni anno tra i parchi nazionali di Boma e Badingilo, nelle pianure alluvionali e nelle savane che sono caratteristiche del luogo.
L'Unesco, ora, tramite una procedura d'emergenza ha inserito l'area nella lista dei siti pericolosi, ovvero quelli a rischio di scomparire secondo la procedura di emergenza che viene solitamente applicata a causa ad esempio di presenza di conflitti armati, cambiamenti climatici e altre crisi che rappresentano "gravi minacce" per il patrimonio culturale e naturale.
Boma-Badingilo sta subendo danni a causa della crisi umanitaria costante che caratterizza il martoriato Sud Sudan, tanto da mettere a rischio anche il patrimonio naturale. Secondo l'UNESCO, il sito "riflette l'importante diversità culturale e linguistica della regione, con numerosi gruppi etnici che sono stati custodi di questo paesaggio attraverso la pastorizia, l'agricoltura e la pesca per secoli e persino millenni". Ma il bracconaggio commerciale, il traffico di specie selvatiche, lo sviluppo delle infrastrutture e la persistente insicurezza stanno sottoponendo l'ecosistema a una pressione crescente e ostacolando gli sforzi di conservazione.
L'immenso patrimonio faunistico, caratterizzato appunto dal passaggio ogni anno di circa sei milioni di animali, è rimasto quasi sconosciuto al mondo per decenni a causa delle lunghe guerre civili che hanno isolato la regione, venendo mappato e documentato su vasta scala solo di recente dall'organizzazione African Parks. I risultati del primo rilevamento aereo completo, effettuato nel 2024, hanno appunto confermato il numero enorme di animali che transitano nella regione, tra cui principalmente ci sono diverse specie di antilopi come il kob dalle orecchie bianche, la gazzella di Mongalla, il tiang e la cervicapra.
Nel luglio 2026, l'area era stata proclamata Patrimonio dell'Umanità UNESCO e per arrivare ad avere un numero così preciso rispetto agli esemplari che effettuano la migrazione sono state utilizzate tecnologie incrociate e complesse. Diversi velivoli leggeri hanno volato per centinaia di ore lungo rotte parallele prestabilite (transetti), coprendo l'intero ecosistema. Gli aerei non si sono limitati all'osservazione visiva ma hanno scattato centinaia di migliaia di fotografie ad altissima definizione della savana sottostante. E sono stati anche utilizzati dei collari satellitari GPS, posizionati su centinaia di antilopi di specie diverse per mappare con precisione le rotte e capire dove i branchi fossero diretti. E' stata anche già usata l'Intelligenza artificiale, fondamentale per elaborare la mole di immagini, con algoritmi in grado di scansionare le foto e contare automaticamente i singoli pixel corrispondenti agli animali, riducendo al minimo l'errore umano.
Oltre ai milioni di antilopi, il Boma-Badingilo ospita anche grandi predatori, mammiferi stanziali e oltre 400 specie di uccelli. Il parco è un rifugio cruciale per specie minacciate che beneficiano di un habitat fluviale e di savana quasi incontaminato. Tra le specie più iconiche ci sono il leone settentrionale, una sottospecie in pericolo critico, il ghepardo dell'Africa nord-orientale, il leopardo, il licaone e il caracal.
L'influenza della situazione politica sulle altre specie è l'elemento dirimente che puntualmente affligge gli altri esseri viventi che chiaramente nulla hanno a che fare con le problematiche degli esseri umani. Il Sud Sudan si trova in una completa paralisi economica e finanziaria, dovuta principalmente alla guerra civile che va avanti dal 2023 nel confinante Sudan. La fonte principale di reddito del Paese sono gli oleodotti che ad oggi sono completamente bloccati nelle esportazioni, cosa che causa praticamente una rendita inesistente per le casse dello stato. Gli animali, in tutto questo, subiscono pesantemente gli effetti di un dissennato bracconaggio e anche la continua deforestazione delle aree naturali.