
Un’oasi per i gatti accanto a un carcere. Un’oasi per animali malati, che non possono essere reinseriti sul territorio dal quale provenivano e che hanno bisogno di assistenza ma, soprattutto, di una vita serena e lontana da pericoli dovuti all’ambiente e anche alla coesistenza con i loro simili.
Parte da questo presupposto il progetto che nasce dalla collaborazione tra Comune di Padova, Direzione della Casa di Reclusione Due Palazzi, ULSS 6 Euganea (servizi veterinari) e l’associazione Granello di Senape, realtà già attiva in progetti di inclusione sociale e volontariato nel contesto penitenziario.
Il percorso che ha portato all’idea di avvicinare i detenuti alla tutela e al benessere degli animali ha dunque basi forti radicate sul territorio perché si arrivi appunto alla realizzazione di un rifugio accanto alla struttura carceraria, cui potranno accedere i detenuti per la cura dei gatti.
Non è la prima esperienza relativamente a progetti alternativi che possano dare “respiro” alle persone recluse ma ora si vuole puntare alla relazione con gli animali come fonte che determina beneficio sia per gli umani che per l’altra specie. I detenuti saranno affiancati da personale qualificato, volontari e operatori che hanno conoscenza dell’etologia felina al fine di garantire il benessere degli animali e non solo incentivare la responsabilizzazione con attività empatiche da parte delle persone recluse.
Sul territorio padovano il randagismo felino è ancora frequente, con casi di maltrattamento ma anche situazioni di abbandono che vengono, come in tutta Italia del resto, gestiti poi principalmente da un volontariato animalista molto attivo. Supportare le persone che operano in strada e nelle colonie feline, soprattutto rispetto all’impossibilità di integrare gli animali in colonie già formate o in cui si potrebbero verificare incompatibilità con un nuovo luogo di ricovero in cui i gatti possono stanziarsi è un’operazione interessante e che può essere davvero utile.
Chiaramente, il coinvolgimento dei detenuti significa apportare un tassello in più rispetto a percorsi di recupero in carcere, lì dove il rapporto con gli animali ha già dimostrato in altre realtà carcerarie un miglioramento delle condizioni di vita e nell’ambito rieducativo della pena.
Tutto il progetto è ancora sulla carta, però. L’amministrazione comunale è chiamata il prossimo lunedì 20 aprile a decidere se proseguire o meno, cosa che dipenderà dalla decisione di effettuare una variazione sul bilancio previsto in funzione del finanziamento necessario per la creazione dell’oasi felina. L’investimento previsto non è da poco: fonti locali riportano che si tratta di una cifra intorno ai 280 mila euro e che il numero di animali previsti è di 60 gatti.