L'ex presidente della Camera Laura Boldrini è stata vittima ieri di un'aggressione verbale: all'aeroporto di Fiumicino un passeggero di un volo Roma-Milano ha iniziato a insultarla prima durante il check-in, e poi a bordo dell'aereo. L'uomo, sulla sessantina, gridava lo slogan: "Prima gli italiani, prima gli italiani". Boldrini si stava recando a Lodi, per partecipare alla ‘Festa di Natale' organizzata dalle associazioni del circolo Cerri e dal Coordinamento Uguali Doveri, nella scuola in cui i bimbi stranieri sono stati esclusi dalla mensa.

Presidente cosa è successo sul volo di ieri pomeriggio?

Questo signore era pieno di livore, ho cercato di non rispondergli per non creare ulteriore scompiglio all’interno dell’aereo, però lui continuava ad alzare la voce. Era evidente che volesse solo insultarmi, non cercava un dialogo, perciò ho evitato uno scontro diretto.

Ha avuto timore che la situazione potesse degenerare?

Per fortuna sono intervenuti tempestivamente il personale di bordo, il mio portavoce Flavio Alivernini, e altri passeggeri seduti vicino a me. Lui non voleva ascoltarmi. Non ho avuto paura, ma trovo sia stata una manifestazione di intolleranza molto grave, dovuta a una narrazione costruita sulle fake news, che hanno costruito su di me. È assurdo pensare che proprio io che ho rappresentato lo Stato per cinque anni, ricoprendo la carica di presidente della Camera, non abbia a cuore gli interessi degli italiani. Questo è altamente offensivo nei miei confronti, è frutto di una strategia di mistificazione, messa in atto da persone senza scrupoli, tra cui l’attuale ministro degli Interni Matteo Salvini.

Proprio ieri lei era in viaggio per partecipare alla festa di Natale dei bimbi protagonisti della vicenda della mensa di Lodi.

Ci tenevo a essere lì a scuola per portare i miei auguri e per ringraziare il comitato Uguali Doveri che aveva denunciato la discriminazione subita da questi bimbi stranieri e dai loro genitori, che sono migranti regolari che pagano le tasse. Questo comitato è riuscito a sensibilizzare moltissimi cittadini, che hanno sposato la causa e manifestato solidarietà. Sono stati raccolti 168mila euro, per appianare la distanza tra i bimbi italiani e quelli stranieri, esclusi dalla mensa. Presenziare a questo evento è stato un modo per ritrovarci tutti insieme attorno a certi valori, di condivisione e fratellanza. Agli alunni della scuola era stato chiesto di partecipare a un concorso a tema sulla convivenza e l’accoglienza, esprimendosi attraverso i disegni. Le maestre che hanno organizzato questa gara sono state bravissime, un presidio di civiltà. Volevo essere presente alla premiazione soprattutto per ringraziare tutti per il loro impegno.

Cosa ci dice la sentenza del tribunale di Milano, che di fatto ha accertato la "condotta discriminatoria" della giunta leghista di Lodi?

La sentenza ci dice sostanzialmente che abbiamo una Costituzione, che afferma all’articolo 3 il principio dell’uguaglianza. Ci dice che non si possono fare discriminazioni sulla pelle dei bambini. E il fatto che ci sia stata una mobilitazione spontanea da parte dei lodigiani mi è sembrata una boccata d’ossigeno per il Paese.

Si aspettava un messaggio di solidarietà da parte del ministro in questa circostanza?

Quello che è accaduto dimostra quale clima ci sia in questo momento. Io vorrei solo che in Italia i diritti di tutti venissero rispettati. Quest’uomo mi ha apostrofato in modo molto aggressivo, prima al check-in, e poi durante il volo. E a cosa non stupisce, se pensiamo che il ministro degli Interni ha fatto il suo comizio a Piazza del Popolo a Roma l’8 dicembre , utilizzando la mia faccia nei cartelloni, accompagnata dalla scritta ‘Lei non ci sarà’, per alimentare l’odio contro di me. Ma come titolare del Viminale lui dovrebbe garantire la mia sicurezza. E invece io ho subito un’aggressione verbale da parte di una persona che utilizzava il suo stesso linguaggio, le sue stesse parole. C'è un cortocircuito. Significa che Salvini non sta svolgendo il suo lavoro, sta facendo esattamente il contrario. Strumentalizza la contrapposizione politica al punto da trasformare l’avversario politico in nemico. In una situazione normale mi aspetterei una presa di posizione netta da parte di un ministro degli Interni. Ma non mi meraviglierei se ciò non accadesse oggi.