Un canale nel deserto per aggirare lo stretto di Hormuz: la strana idea dell’ingegnere saudita è virale

Nel pieno della crisi geopolitica che ha portato alla paralisi dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici per l'intera economia mondiale, un ingegnere arabo ha fatto impazzire il web con una proposta tanto ambiziosa quanto stravagante. A lanciarla è stato il saudita Abdulaziz Al-Suhaibani, consulente di ingegneria civile e membro del Consiglio degli Ingegneri sauditi, che su X ha ipotizzato la costruzione di un canale artificiale lungo più di 800 chilometri per aggirare il blocco. L'idea è stata rilanciata con un'immagine generata con l'intelligenza artificiale che mostra il possibile percorso del canale. In molti hanno bollato il progetto come irrealistico, ai limiti della fantascienza, trasformando la trovata di Al-Suhaibani nella base per meme e prese in giro.
Un canale attraverso il deserto: la proposta per salvare l'economia mondiale
Lo Stretto di Hormuz rappresenta una delle arterie fondamentali per il commercio globale di petrolio, collegando il Golfo Persico al Mar Arabico. Da questo "imbuto" transitano le esportazioni dei principali produttori della regione che riguardano non solo il greggio, ma anche materie prime fondamentali per l'agricoltura e l'industria di mezzo mondo. Il recente aggravarsi delle tensioni in Medio Oriente, con l'attacco degli Stati Uniti e Israele contro l'Iran, ha portato il governo di Teheran a serrare il proprio controllo sullo stretto, attaccando le petroliere, minando le acque e inviando droni che di fatto hanno paralizzato il traffico navale della zona. Le conseguenze si sono fatte subito sentire, con il prezzo del petrolio schizzato alle stelle e la conseguente cascata di rincari su moltissimi settori produttivi. Una situazione che preoccupa tutti, anche i grandi attori dello scacchiere internazionale non direttamente coinvolti nel conflitto, come la Cina.
Per risolvere il problema alla radice e beffare il regime degli ayatollah, Al-Suhaibani ha quindi suggerito su X la sua ricetta. Nella mappa di Google Maps, modificata con Gemini, l'ingegnere saudita ha illustrato l'idea di costruire un corridoio navigabile attraverso il deserto della penisola araba per collegare il Golfo Persico con il Mar Arabico che bagna le coste dell'Oman. Un progetto che, secondo Al-Suhaibani, non solo offrirebbe una via sicura per il naviglio commerciale, ma offrirebbe una colossale opportunità di sviluppo per la zona, favorendo (e qui citiamo) "grandi progetti di acquacoltura" per potenziare la filiera ittica interna, "progetti turistici all'avanguardia sulla sabbia" e "progetti agricoli che utilizzano la desalinizzazione dell'acqua tramite energia solare". A completare il quadro, la costruzione di infrastrutture portuali e cantieri navali, con l'idea di fare del deserto un nuovo hub del commercio globale.
L'ironia del web: scivoli acquatici e tettoie per stare al fresco
Se la proposta puntava a stimolare una riflessione sulle alternative strategiche, la reazione dei social ha preso tutt'altra direzione. Su X, migliaia di utenti hanno risposto con sarcasmo, trasformando il progetto in uno sberleffo virale. Sotto al post di Al-Suhaibani sono immediatamente comparse versioni ancora più creative del progetto, con scivoli acquatici e trampolini lungo il tragitto, navi con ruote gigantesche per attraversare il deserto e persino un'immensa tettoia costruita vicino al canale per "rinfrescare" l'intera Arabia Saudita.
Qualcuno ha invece proposto altre strategie fantasiose, come una scorciatoia dal Mar Rosso al Golfo Persico (tagliando quindi a metà l'intera Penisola arabica) o l'utilizzo di rondini per trasportare il petrolio dalle navi ferme fuori dallo stretto di Hormuz ai punti di raccolta dentro al Golfo Persico.