Studenti cavie dell’IA: l’esperimento della scuola d’élite con due ore al giorno di lezioni

La promessa è di rivoluzionare la scuola. La Alpha School è istituto privato statunitense che si presenta come una “AI-powered private school” per studenti dalla scuola primaria fino al diploma (K-12), ha diverse sedi in Stati americani e un programma remoto chiamato Alpha Anywhere. L'obiettivo è di ridurre il percorso didattico a due ore al giorno grazie all‘intelligenza artificiale, il costo è di 65.000 dollari l’anno. L'istituto è stato celebrato da Linda McMahon, Segretaria all'Istruzione nominata da Trump, e raccontato con toni entusiastici da testate internazionali. Dietro però alla patina brillante della tecnologia futuristica sembra esserci altro.
Un'indagine condotta da 404Media mostra l'altra faccia della scuola del futuro. Studenti tracciati, test inaffidabili, allucinazioni artificiali, "alunni cavie", così sono stati definiti dagli ex dipendenti della scuola. Il caso solleva interrogativi sulla qualità della didattica, uso dei dati e sorveglianza degli studenti, e su cosa davvero succede all'interno della aule di Alpha School.
La promessa: due ore di studio, il resto è creatività
Il cuore del progetto è la filosofia del “2 Hour Learning”: concentrare in due ore l’intero percorso necessario a preparare gli studenti ai test standardizzati americani – dagli esami statali agli AP (Advanced Placement), fino al SAT, il principale test d’ingresso universitario negli Stati Uniti. Secondo la dirigenza, il resto della giornata può essere dedicato a competenze trasversali, passioni personali e “life skills”.
Il programma si basa su tutor virtuali, generazione automatica di lezioni personalizzate e sistemi di valutazione basati su modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM). L’istituto sostiene che i propri studenti si collochino nel top 2% nazionale nei test standardizzati.
Dietro la narrazione ottimistica: le testimonianze degli ex dipendenti
Uno dei software centrali del sistema è AlphaRead, una piattaforma di comprensione del testo che genera articoli su misura e successivamente pone domande a risposta multipla per verificarne l’apprendimento. Il sistema si appoggia a LLM esterni per creare contenuti e quiz personalizzati. Secondo documentazione interna, però, molte domande risultavano formulare in modo ambiguo, risolvibili senza leggere il testo e in alcuni casi grammaticalmente scorrette. Non solo, sono state rilevate anche le cosiddette "allucinazioni” tipiche dei modelli generativi (risposte plausibili ma sbagliate). Documenti interni indicano un tasso di errore superiore al 10% nella generazione di spiegazioni testuali – una percentuale significativa se applicata a centinaia di studenti.
C'è anche un altro elemento controverso che sta alla base del processo. Sembra infatti che la verifica della qualità dei contenuti generati dall’IA venisse spesso affidata a un’altra IA. Una dinamica circolare in cui un sistema potenzialmente fallace "corregge" se stesso. E infatti, in alcuni casi i chatbot avrebbero confermato come corrette risposte sbagliate, fornendo spiegazioni convincenti ma inaccurate.
Più di due ore? La realtà dietro lo slogan
Secondo ex membri dello staff, il modello delle “due ore” non funziona: molti studenti necessitano di tempi più lunghi, soprattutto quando emergono lacune pregresse. In alcuni casi, studenti iscritti a corsi avanzati come AP Biology presentavano carenze nelle competenze di base, rendendo necessario un percorso di recupero prima dell’accesso alle classi di livello superiore.
Gli ottimi risultati nei test? Nessuno li mette in dubbio. Ma la stessa cofondatrice ha ammesso che potrebbe incidere un fattore di selezione: Alpha School è una scuola privata molto costosa, frequentata da studenti provenienti da famiglie con elevato capitale economico e culturale. Numerose ricerche accademiche mostrano una correlazione significativa tra reddito familiare e punteggi nei test standardizzati. Non solo, diversi ex dipendenti sostengono che i risultati migliori siano spesso frutto dell’intervento dei tutor umani – chiamati “guides” – più che dei sistemi automatici.
Sorveglianza totale: rischio privacy per gli studenti
Se l’IA è il motore didattico, la sorveglianza è l’infrastruttura invisibile. Alpha School utilizza un software proprietario chiamato StudyReel, che monitora attività sullo schermo, movimenti del mouse, utilizzo di app e siti web, videocamera e microfono e tempi di inattività.
Le registrazioni – chiamate internamente “game tape” – vengono archiviate per analisi successive. Ufficialmente, il 99% dei video non verrebbe mai visionato da esseri umani. Tuttavia, ex dipendenti sostengono che archivi con video e schermate degli studenti fossero accessibili tramite link condivisi, anche a personale non direttamente coinvolto. Un sistema che solleva interrogativi su privacy e sicurezza dei dati, specie considerando che si tratta di minori.
Non solo, secondo gli ex dipendenti il tracciamento continuo genera ansia negli studenti. "Non siamo computer o algoritmi. Siamo semplicemente persone che hanno bisogno di una pausa. Siamo persone a cui non piace essere osservate attraverso i loro computer", ha scritto uno studente della Alpha School in un modulo di feedback all'azienda.
Un laboratorio sul futuro (e i limiti) dell’AI educativa
Alpha School rappresenta una delle sperimentazioni più radicali nel panorama dell’educazione privata americana. Il suo obiettivo – personalizzare l’apprendimento e liberare tempo per attività creative – è condiviso da molti pedagogisti. Ma il caso evidenzia questioni centrali per il futuro della scuola nell’era dell’AI. Per esempio: quanto è affidabile l’IA nella costruzione di percorsi didattici? Chi controlla la qualità dei contenuti? E soprattutto, come vengono tutelati i dati sensibili degli studenti?