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“So che la mia morte è vicina”: i video dei bambini soldato sono ovunque sui social

Un’indagine di Bellingcat ha rivelato decine di video virali dei bambini soldato su TikTok. Violano le regole della piattaforma, ma continuano a diffondersi, alimentando la propaganda e il reclutamento forzato attraverso la visibilità online.
A cura di Elisabetta Rosso
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Ci sono bambini, ci sono morti, ci sono fucili. Ci sono tante cose che su TikTok non dovrebbero esserci, eppure i video dei Lion Cubs sono diventati virali. Decine di pagine stanno pubblicando video di bambini soldato in Sudan, video che hanno raggiunto milioni di visualizzazioni. Le clip mostrano ragazzini che alzano pistole al cielo, fanno discorsi motivazionali, vengono premiati come eroi sul campo di battaglia o mentre camminano in mezzo ai cadaveri con le uniformi militari.

Appartengono a due fazioni le Forze di Supporto Rapido (RSF) e le Forze Armate Sudanesi (SAF), che da anni si scontrano per il controllo del Sudan. I video sono stati segnalati da Bellingcat e si inseriscono in un contesto complesso. Nel 2023, la relatrice speciale delle Nazioni Unite per la tratta di persone, Siobhán Mullally, aveva denunciato che i bambini soli o in contesti di estrema povertà erano tra le principali vittime del reclutamento delle RSF. E la guerra civile ha reso il Sudan un terreno fertile per l’arruolamento forzato.

I video virali su TikTok sono solo l’ultimo tassello. Una propaganda celebrativa per attrarre sempre più bambini. Non solo contribuiscono a normalizzare la violenza, ma agiscono anche come uno strumento di reclutamento che sfrutta le vulnerabilità dei giovani in cerca di visibilità e di appartenenza. "Sono diventati famosi, quasi come le star bambine della Disney negli Stati Uniti, dove tutti conoscono il loro nome", ha spiegato Mia Bloom, professoressa di Comunicazione e Studi sul Medio Oriente presso la Georgia State University, a Bellingcat. "Il messaggio diventa: guarda quanto è diventato famoso facendo così – forse se mi unisco al movimento, posso diventare famoso anch'io".

TIKTOK | I video segnalati da Bellingcat
TIKTOK | I video segnalati da Bellingcat

I video pubblicati su TikTok e Facebook

Migliaia di bambini vengono reclutati per conflitti armati in tutto il mondo. Tra il 2005 e il 2022, stando ai dato di Unicef, sono oltre 105.000, ed è molto probabile che il numero effettivo sia molto più alto. Vengono usati per i combattimenti, come esploratori, facchini messaggeri, ci sono anche ragazze molto giovani, spesso vittime di violenza di genere. La narrazione mostrata su social è chiaramente molto diversa: un misto di sangue, gloria e medaglie. Un video, visto 1,6 milioni di volte prima che TikTok rimuovesse l'account, mostrava un bambino che diceva “so che la mia morte è vicina”.

Bellingcat ha esaminato due esempi significativi: uno legato alle Forze di Supporto Rapido (RSF) e l'altro all'Esercito Sudanese (SAF). In entrambi i casi, i bambini vengono ritratti in ambienti militarizzati, dove celebrano conquiste sul campo di battaglia, a volte insieme a figure di alto livello, tra questi il comandante Salih Al-Foti delle RSF. Sono state trovare anche pagine Facebook che sponsorizzavano contenuti simili, sembra però che TikTok sia la piattaforma che ha raccolto più visualizzazioni.

El Basha Tebeig, portavoce delle RSF, ha giustificato la presenza di minori con le adesioni volontarie. Pur essendo vietato dalla legge il reclutamento di bambini, dice, alcuni di loro si uniscono spontaneamente ai combattimenti senza che l'organizzazione ne sia a conoscenza o li incoraggi. Ha poi minimizzato l'episodio, definendolo un fenomeno isolato che non rispecchia le pratiche ufficiali delle RSF. Tuttavia, i numeri su TikTok raccontano un’altra storia.

A cosa servono i profili dei bambini soldato

I video hanno uno scopo preciso: dare visibilità ai bambini soldato per alimentare il reclutamento. I gruppi armati sfruttano la fama e l'ammirazione online per attrarre nuovi giovani. I video virali normalizzano la violenza e stimolando l'emulazione tra i ragazzi in cerca di riconoscimento.

Come ha spiegato a Bellingcat Gina Vale, autrice di una ricerca sul reclutamento dei bambini soldato da parte dello Stato Islamico, i minori armati sui luoghi dei combattimenti sono molto efficaci per la propaganda. Le immagini sono pensate per scioccare ed emozionare, mostrando allo stesso tempo il potere di un gruppo armato sulle future generazioni.

I bambini soldati spesso vengono rapiti, minacciati o costretti a entrare nelle milizie armate. Altri sono spinti dalla povertà, per sopravvivere o per proteggere le loro comunità. Qualsiasi sia il motivo, anche se su base volontaria, come sostiene il portavoce delle RFS, l'impiego di bambini da parte delle forze armate costituisce una grave violazione dei diritti dell'infanzia e del diritto internazionale umanitario.

Come è possibile che questi video diventino virali sui social

Il fenomeno dei bambini soldato non è nuovo, ma la propaganda dei social media crea un nuovo fronte critico. Come è possibile che video simili diventino virali? Sono contenuti che violano le linea guida dei social. TikTok sulla sua pagina ufficiale scrive. "Non consentiamo minacce, incitazioni alla violenza o celebrazioni della violenza, né la promozione di attività illegali o istruzioni per compiere atti dannosi." E poi: "Non consentiamo la presenza di persone o gruppi che promuovono l'odio o la violenza, come estremisti violenti, organizzazioni criminali o autori di atti di violenza di massa. Allo stesso modo, non è consentito sostenere o promuovere tali entità né svolgere attività di reclutamento per loro conto."

E poi: "Non consentiamo contenuti che promuovono o favoriscono il traffico o la tratta di esseri umani." E poi: "Non consentiamo contenuti eccessivamente espliciti, violenti o inquietanti, soprattutto se possono provocare disagio emotivo negli spettatori." E allora ci chiediamo: come è possibile che video di propaganda che sfruttano bambini soldati, che mostrano armi, sangue, cadaveri raggiungano milioni di visualizzazioni?

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