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“Scoperta l’identità dell’inventore dei Bitcoin, Satoshi Nakamoto è Adam Back”: lui smentisce

Secondo un’inchiesta del New York Times, dietro il leggendario pseudonimo di Satoshi Nakamoto, l’inventore dei Bitcoin, ci sarebbe il 55enne Adam Back, molto noto negli ambienti di esperti e appassionati di cripto. Lui però smentisce: “No, non sono io”.
A cura di Niccolò De Rosa
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Dopo quasi vent'anni dalla nascita di Bitcoin, un'inchiesta giornalistica potrebbe aver scoperto la vera identità di Satoshi Nakamoto, lo pseudonimo dietro il quale si cela l'ideatore della criptovaluta più famosa del mondo. Secondo l'indagine del New York Times, l'hacker che nel 2009 inventò la moneta virtuale decentralizzata – senza banche o qualsiasi altro controvalore fisico, come l'oro – sarebbe Adam Back, sviluppatore britannico tra i pionieri della crittografia applicata alle valute digitali.

Chi è Adam Back

Figura di primo piano nella comunità Bitcoin e fondatore di Blockstream, un'azienda di infrastrutture informatiche interamente dedicate a Bitcoin, Back è da anni considerato uno dei possibili candidati per celarsi dietro il mitologico nickname. Classe 1970, è famoso soprattutto per aver inventato nel 1997 "Hashcash", un sistema di Proof-of-Work"(prova di lavoro) nato inizialmente per contrastare lo spam via email. La sua invenzione è stata fondamentale per la nascita del Bitcoin. Ora il reporter John Carreyrou, autore dell'indagine, è convinto di aver scoperto la verità.

Le prove che rivelano l'identità di Satoshi Nakamoto

Insieme al collega Dylan Freedman, Carreyrou ha analizzato anni e anni di email, post online e coincidenze temporali tra l'attività di Adam Back e quella attribuita a Nakamoto.

Innanzitutto, Back aveva già concepito molti degli elementi chiave del Bitcoin anni prima della sua nascita: dall'idea di una rete decentralizzata resistente a tentativi di controllo, fino all'utilizzo combinato di Hashcash e b-money, che costituisce di fatto l'architettura su cui Satoshi ha costruito la criptovaluta. A questo si aggiunge un contesto comune. Entrambi sono stati attivi nei Cypherpunks – attivisti che sostengono l'uso della crittografia e delle tecnologie informatiche per proteggere la privacy individuale e promuovere il cambiamento sociale e politico– e condividono la medesima visione ideologica. Tutti e due hanno lavorato per per usare la crittografia allo scopo di  sottrarre gli individui al controllo governativo ed entrambi hanno competenze tecniche sovrapponibili (la sicurezza delle reti, i sistemi distribuiti e la crittografia a chiave pubblica). Anche dettagli più specifici, come l‘interesse per la lotta allo spam e l'uso di pseudonimi, risultano coincidenti.

Un elemento particolarmente suggestivo riguarda poi le tempistiche delle attività dei dei personaggi. Mentre Satoshi compare e sviluppa Bitcoin fino al 2011 per poi sparire, Back (molto attivo per anni nelle discussioni sul denaro elettronico) smette improvvisamente di intervenire proprio quando Bitcoin viene lanciato, per riapparire solo dopo la scomparsa di Satoshi.

Infine, Carreyrou e Freedman hanno notato anche notevoli somiglianze nello stile di scrittura. Nel confronto tra i testi di Satoshi e quelli degli utenti delle mailing list cypherpunk, solo Back è l'unico a condividere diverse peculiarità linguistiche, dalle scelte ortografiche agli errori ricorrenti, fino alle abitudini di formattazione.

La risposta di Back: "Non sono io"

La risposta di Back non si è fatta attendere. Intervistato dalla BBC e intervenuto sui social, il crittografo ha respinto con decisione le accuse, definendole il risultato di un "bias di conferma". Back ha quindi ribadito di non essere Nakamoto, pur riconoscendo di aver condiviso con lui interessi e ambiti di ricerca "Sono stato tra i primi a lavorare sulle implicazioni sociali della crittografia e del denaro elettronico, ma non sono Satoshi", ha dichiarato. Su X ha anche contestato alcune ricostruzioni temporali dell'inchiesta, sostenendo di essere stato attivo nei forum anche nei periodi in cui, secondo il New York Times, sarebbe scomparso.

Nelle è la prima volta che qualcuno viene identificato come il creatore di Bitcoin. Negli anni, diversi nomi sono stati associati a Nakamoto, spesso senza prove definitive. Tra questi anche Craig Wright, che si è autoproclamato inventore dei Bitcoin salvo essere smentito anche in sede giudiziaria. Probabilmente nelle prossime settimane sapremo se l'intuizione di Carreyrou e Freedman è riuscita a cogliere nel segno.

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