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Quando Fabrizio Corona potrà tornare su Instagram: l’analisi degli scenari

Gli account ufficiali di Fabrizio Corona sono stati rimossi da Meta per violazioni degli Standard della community. Tra ricorso e nuovo profilo, le possibilità di ritorno restano incerte.
A cura di Elisabetta Rosso
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Se cerchi Fabrizio Corona su Instagram compare qualche pagina gestita dai fan, quella ufficiale con la certificazione blu è scomparsa. Stessa cosa su Facebook. Gli account sono stati rimossi. La decisione arriva da Meta, per capire meglio abbiamo contattato il portavoce dell'azienda. "Abbiamo rimosso gli account per violazioni multiple degli Standard della community di Meta", ha spiegato a Fanpage.it. Sembra quindi che il blocco degli account non sia legato alla sentenza che nei giorni scorsi aveva bloccato la messa in onda di Falsissimo.

La rimozione degli account di Fabrizio Corona rientra nelle misure che Meta può adottare quando ritiene che un profilo abbia violato ripetutamente o in modo grave gli Standard della community – le regole che disciplinano cosa è consentito o vietato sulle piattaforme del gruppo (come Facebook, Instagram, Messenger e Threads). In questi casi le possibilità di manovra sono limitate. Corona, infatti, può presentare un ricorso formale per chiedere la riattivazione dell’account o decidere di creare un nuovo profilo con il rischio che venga bloccato una seconda volta da Meta. Cerchiamo di capire meglio quali sono le possibilità sul piatto, i tempi di recupero e le chance che i profili di Corona vengano riattivati.

Chiedere la revisione a Meta

Quando un profilo viene disabilitato da Instagram perché viola le regole della community non è più accessibile né visibile. Come spiega Meta, se pensi che la disabilitazione sia un errore, puoi chiedere una revisione della decisione seguendo le istruzioni che compaiono in app dopo il tentativo di login. Questo è il primo e principale strumento previsto dal regolamento ufficiale per cercare di far riattivare un profilo.

La procedura ufficiale di appello prevista dal Centro assistenza di Instagram può portare alla restituzione dell’account solo se la piattaforma stabilisce che la sospensione è stata un errore o non giustificata. Difficile però stabilire con certezza un tempo di recupero. 

Non è infatti specificato da Meta un termine fisso entro cui Instagram deve rispondere o riattivare un account. La durata dipende infatti dal tipo di violazione contestata, dalla complessità del caso e dal carico di richieste che Instagram deve gestire. I tempi di attesa possono durare da pochi giorni fino a diverse settimane.

Il piano B: creare un nuovo profilo

C'è anche una seconda strada, più veloce ma rischiosa. La policy ufficiale di Meta spiega che “se il tuo account è stato rimosso, nessuno potrà più vederlo o accedervi, ma puoi provare a creare un nuovo account con lo stesso indirizzo email usato prima”, pur senza alcuna garanzia che questo nuovo profilo non venga a sua volta bloccato.

Instagram, infatti, permette di iscriversi di nuovo usando lo stesso indirizzo email o numero di telefono, o anche credenziali completamente nuove. Tuttavia, non equivale a un “reset” automatico della storia delle violazioni: Meta può associare il nuovo profilo ai dati del precedente, e se la rimozione è stata motivata da presunte violazioni gravi o ripetute, il nuovo account potrebbe incontrare limitazioni, blocchi o una nuova disabilitazione.

Quali sono le presunte violazioni di Meta

Secondo il documento ufficiale pubblicato da Meta, le violazioni degli standard della community si verificano quando un contenuto o un profilo rientra in categorie considerate dannose o pericolose per gli utenti o per la piattaforma stessa. Tra queste categorie figurano, per esempio, i contenuti che promuovono odio, discriminazione o violenza contro individui o gruppi, con linguaggio o immagini che possano incitare ad atti aggressivi o perpetuare molestie e intimidazioni, sono inclusi anche comportamenti legati al bullismo e molestie che possono rendere insicura l’esperienza di altri utenti.

Un’altra forma di violazione riguarda i contenuti che trattano di autolesionismo, suicidio o disturbi alimentari in modo che possa incoraggiare o romanticizzare tali comportamenti come la diffusione di materiale sessuale esplicito non consentito o sfruttamento sessuale. 

Infine, gli standard vietano contenuti che promuovono o facilitano attività pericolose o illegali e quelli che violano la proprietà intellettuale, come la condivisione non autorizzata di materiale protetto da copyright o marchi. Per ciascuna di queste violazioni, Meta può intervenire riducendo la visibilità del contenuto, rimuovendolo oppure applicando sanzioni più gravi come la sospensione o la disattivazione dell’account – come è successo a Fabrizio Corona – in conformità con le regole ufficiali pubblicate sul suo sito di policy. Per Corona, dunque, le strade possibili si riducono alla procedura di ricorso o alla creazione di un nuovo account, entrambe con risultati non garantiti.

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