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Intelligenza artificiale (IA)

Perché l’India è così arrabbiata con Elon Musk: l’ultimatum da 72 ore

Nuova Delhi impone modifiche urgenti a Grok, l’IA di X, dopo segnalazioni di immagini oscene: ultimatum di 72 ore e rischio sanzioni per la piattaforma di Elon Musk.
A cura di Elisabetta Rosso
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Un chatbot che crea immagini provocanti, un governo che alza la voce e una delle piattaforme più discusse al mondo sotto pressione. L’India ha ordinato a X, il social di Elon Musk, di intervenire con urgenza sul suo assistente di intelligenza artificiale Grok, accusato di aver generato contenuti ritenuti osceni e contrari alla legge, inclusa la creazione di immagini sessualmente esplicite.

Il Ministero dell’Elettronica e delle Tecnologie dell’Informazione (MeitY) ha notificato a X un provvedimento formale che impone modifiche tecniche e procedurali immediate al funzionamento di Grok. L’obiettivo dichiarato è impedire la produzione e la diffusione di contenuti illegali secondo la normativa indiana.

Un ultimatum di 72 ore

Nel documento, il governo ha concesso alla piattaforma 72 ore di tempo per presentare un “action taken report”, ovvero una relazione dettagliata sulle misure adottate per prevenire la circolazione di contenuti definiti “osceni, pornografici, volgari, indecenti, sessualmente espliciti o pedopornografici”. In caso di inadempienza, X rischia di perdere il cosiddetto “safe harbor”, la protezione legale che in India – come in molte altre giurisdizioni – limita la responsabilità delle piattaforme per i contenuti pubblicati dagli utenti.

La perdita di questa immunità rappresenterebbe un colpo durissimo: significherebbe esporre l’azienda e i suoi dirigenti a procedimenti civili e penali per violazioni commesse sulla piattaforma.

Le segnalazioni e l’intervento politico

L’azione del governo è stata innescata da numerose segnalazioni di utenti che hanno mostrato i contenuti generati da Grok in particolare immagini di donne spogliate con l'IA. Il caso ha assunto una dimensione politica quando la parlamentare Priyanka Chaturvedi ha presentato una denuncia formale, chiedendo un intervento immediato delle autorità.

A questo si sono aggiunti, nei giorni successivi, rapporti ancora più gravi: la generazione di immagini esplicite di minori. X ha riconosciuto pubblicamente il problema, attribuendolo a falle nei sistemi di sicurezza di Grok, e ha rimosso quei contenuti.

Un giro di vite già annunciato

L’ordine contro Grok arriva in un momento critico. Solo pochi giorni prima, il Ministero dell’IT aveva diffuso una circolare generale indirizzata a tutte le piattaforme social, ricordando che il rispetto delle leggi indiane su oscenità e contenuti espliciti è una condizione imprescindibile per mantenere le tutele legali. Il messaggio è chiaro: rafforzare i controlli interni o affrontare conseguenze legali severe, senza ulteriori avvisi.

In una nota, il governo ha anche avvertito che la mancata conformità potrebbe portare ad azioni legali non solo contro la piattaforma, ma anche contro i dirigenti responsabili e gli utenti che violano la legge.

L’India come banco di prova globale

Con oltre 800 milioni di utenti internet, l’India è oggi uno dei mercati digitali più grandi e strategici al mondo. Un eventuale irrigidimento dell’applicazione delle norme indiane potrebbe avere effetti a catena, influenzando le politiche di moderazione e conformità delle grandi aziende tecnologiche anche in altri Paesi.

Al momento, né X né xAI, la società di Elon Musk che sviluppa Grok, hanno rilasciato commenti ufficiali sull’ordine del governo indiano. Ma il messaggio di Nuova Delhi è inequivocabile: nell’era dell’intelligenza artificiale generativa, l’innovazione non può prescindere dalla responsabilità legale e sociale. E chi opera in India dovrà adeguarsi, rapidamente.

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