Ora su Grok puoi ancora spogliare le immagini, ma solo a pagamento: la decisione di Musk

Dopo le polemiche per il boom di immagini "denudate" senza il consenso dei diretti interessati e gli ultimatum di India e Regno Unito per imporre severi provvedimenti, il social network di Elon Musk ha finalmente deciso di mettere un freno alle funzioni più controverse di Grok. Da qualche ora, infatti, il chatbot di X (ex-Twitter) sta dicendo a chiunque gli chieda di realizzare l'editing di un'immagine postata da altri utenti che solo gli abbonati paganti potranno farlo. Nella realtà dei fatti, però, la possibilità di usare impropriamente le foto altrui non è stata cancellata del tutto.
Perché X ha fatto un passo indietro
Il problema di Grok si era palesato lo scorso dicembre, quando X aveva introdotto un pulsante per generare e ritoccare immagini direttamente sulla piattaforma. Tra le opzioni figurava anche una modalità chiamata "Spicy", capace di aggiungere nudità o contenuti espliciti. In breve tempo, quello che doveva essere un esperimento creativo si è trasformato in un'autentica fabbrica di abusi, con migliaia di utenti che chiedevano all'intelligenza artificiale di svestire, sessualizzare o rendere violentemente provocante qualsiasi immagine caricata sul web, spesso coinvolgendo personaggi famosi o altri utenti del tutto ignari.
Per modificare le foto bisogna identificarsi
Dopo giorni roventi in cui le autorità di diversi Paesi, India e Regno Unito su tutti, hanno minacciato serie conseguenze per la piattaforma di Musk, X ha quindi deciso di ricorrere alla strategia del paywall, obbligando gli utenti desiderosi di utilizzare la Spicy Mode ad acquistare la "spunta blu" e pagare un abbonamento che può andare dai 9 ai 44 dollari al mese (la funzione "Base", a 3 dollari, non dovrebbe includere i servizi premium di Grok).
Tale mossa dovrebbe servire non solo a limitare la portata del fenomeno, visto che non tutti sono disposti a pagare solo per inseguire un becero passatempo, ma anche a tracciare eventuali abusi, visto che al momento dell'upgrade gli utenti sono chiamati a fornire molti dati personali, oltre a quelli della carta di credito.
Un problema risolto a metà
La corsa ai ripari di Musk serve ad arginare un'ondata d'indignazione che rischiava di comportare conseguenze molto gravi per X. Dopo che la BBC ha raccolto le testimonianze di numerose donne che hanno spiegato di essersi sentite "umiliate" e "disumanizzate" per colpa di immagini manipolate senza alcun consenso, il primo ministro britannico Keir Starmer ha definito la vicenda "vergognosa" e "disgustosa", mentre l'Ofcom – una specie di Agcom del Regno Unito – ha immediatamente avviato un'indagine che, stando ai poteri forniti all'ente governativo, potrebbe risolversi con la richiesta ai tribunali di bloccare X su tutto il territorio nazionale, stoppando anche tutte le entrate derivate da pubblicità e abbonamenti. Un danno non da poco.
Le criticità non sono però svanite del tutto. Utilizzando l'app separata di Grok che non condivide pubblicamente le immagini, anche gli utenti free possono ancora generare immagini sessualizzate di donne e bambini. Ci abbiamo provato anche noi e, come si può notare dall'immagine sottostante, il risultato è molto esplicito.

Nel frattempo Musk ha assicurato che chi usa Grok per produrre contenuti illegali subirà le stesse conseguenze di chi li carica manualmente. Ma il caso dimostra quanto l'intelligenza artificiale abbia bisogno di regole chiare e mettere un paywall sembra più un compromesso pratico che una vera soluzione etica.