Non è chiaro come Giancarlo Devasini sia diventato l’uomo più ricco d’Italia: i dati

La differenza è netta. Nella classifica pubblicata da Forbes, Giancarlo Devasini al momento occupa il 21° posto tra le persone più ricche del mondo. Patrimonio stimato: 89,3 miliardi di dollari. Bloomberg è più cauto: posizione numero 191 e patrimonio stimato da 15,2 miliardi di dollari. La differenza di misura è anche simbolica. Se avesse 89,3 miliardi di dollari Devasini diventerebbe l’uomo più ricco d’Italia. Con 15,2 miliardi invece il primato sarebbe ancora della famiglia Ferrero.
Ora. Il punto non è solo quale classifica abbia fatto la stima più accurata. Tendenzialmente Bloomberg è più cauta di Forbes. Ma l’origine del patrimonio di Devasini che secondo entrambe le fonti è cresciuto parecchio nelle ultime settimane.
L’ultimo giro di valutazione: quota 500 miliardi di dollari
Le notizie sulla vita privata di Devasini non sono molte. È nato nel 1964, ha studiato medicina e per qualche anno ha lavorato come chirurgo plastico per poi dedicarsi all’imprenditoria. La svolta però è stata nel 2014, quando ha lanciato Tether. Solo un breve inquadramento: siamo nel mondo delle criptovalute. Tether nello specifico è una stablecoin, una criptovaluta che viene vincolata a un prezzo stabile. Nello specifico Tether è legata al dollaro americano, una valuta di riferimento per i mercati mondiali. Il codice nel mercato è USDT.
Le fortune recenti di Devasini arrivano proprio dalle strategie che Tether sta seguendo per crescere e aumentare la sua valutazione. Secondo Bloomberg il suo obiettivo è quello di arrivare a una valutazione di 500 miliardi di dollari. È un dato pubblicato nel reportage Here Comes Tether a firma di Ryan Weeks, Todd Gillespie e Annie Massa. Parliamo di una soglia molto alta, che porterebbe Tether a diventare la terza private company al mondo. Le private company sono le aziende non quotate in Borsa.
Per capirci: al momento Tether è sotto colossi come OpenAI e SpaceX. Se davvero arrivasse a 500 miliardi di dollari come valutazione supererebbe Bytedance, la società che ha lanciato TikTok. Tra l’altro sarebbe anche l’unica delle prime 10 private company a non avere il quartier generale negli Stati Uniti o in Cina. E no, non è in Italia: Tether ha scelto come sede El Salvador, il piccolo Stato dell’America Centrale.
In ogni caso, il fatto che sia una private company e non una società quotata in Borsa rende più difficile stabilire con esattezza la sua valutazione e quindi anche il patrimonio di Devasini. Questa può essere una delle ragioni che rendono il patrimonio di Devasini così diverso in base alle classifiche.
Tutti gli investimenti di Tether in Italia: dai media alla Juventus
Oltre a raccogliere fondi, negli ultimi anni Tether ha cominciato a investire anche in altre attività. Nel 2025 in Italia ci sono stati tre investimenti. Il primo è stato a marzo: 11 milioni di dollari in Be Water, media company che gestisce Chora e Will. Il presidente è Guido Maria Brera. Nel dicembre 2025 è stata diffusa la notizia di un secondo investimento: questa volta 150 milioni di dollari nella Juventus Football Club. Attualmente Tether ha circa l’11% della società, il socio di maggioranza resta Exor con circa il 65%.
Sempre a dicembre 2025, Tether ha investito in Italia anche 82 milioni di dollari in Generative Bionics, una startup nata dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova. Questa azienda, guidata dal Ceo Daniele Pucci, si occupa di sviluppare robot umanoidi. L’IIT è noto per i robot, anche al grande pubblico. Nell’aprile del 2016 il suo prototipo iCub era salito sul palco di Italia’s Got Talent. I robot di Generative Bionics però non sono pensati per esibirsi a teatro: l’obiettivo è quello di entrare nelle fabbriche.