Netflix, il modulo da compilare per avere i rimborsi: 25.000 già interessati, anche non abbonati

Il caso dei rimborsi per l’aumento degli abbonamenti Netflix è esploso. Secondo il Movimento Consumatori, solo nelle ultime ore, circa 25.000 persone hanno contattato la loro associazione. Nel dato non viene specificato se questi abbonati, o ex abbonati, hanno solo contattato l’associazione per avere qualche informazione in più o hanno sottoscritto direttamente il modulo messo a disposizione per chi è interessato alla class action.Tutto è partito il 1° aprile 2026, con una sentenza pubblica dalla 16° sezione civile del Tribunale di Roma.
La sentenza è stata firmata dai magistrati Giuseppe Di Salvo, Maurizio Manzi e Cristina Pigozzo. Come si può leggere dal documento ufficiale, vengono dichiarati illegittimi gli aumenti degli abbonamenti definiti da Netflix Service Italy dal 2017 al 2024. La possibilità di aumentare i prezzi è inserita nel contratto firmato dagli utenti quando sottoscrivono il servizio ma il tribunale ora ha definito queste clausole “vessatorie”.
Questa sentenza, secondo il Movimento Consumatori, porta a due effetti. Il primo è il ritorno dei prezzi degli abbonamenti a quelli inizialmente sottoscritti dagli utenti. Non è poco. Come abbiamo ricostruito su Fanpage.it, nel 2017 un piano di abbonamento Premium costava 11,99 euro. Ora invece costa 19,99 euro. Quasi il doppio. Il secondo effetto è il rimborso degli aumenti registrati fino a questo momento. Fanpage.it ha intervistato uno degli avvocati che hanno seguito la causa per capire come chiedere il rimborso.
Il modulo da compilare del Movimento Consumatori
In linea teorica Netflix dovrebbe contattare tutti i suoi clienti, abbonati ed ex abbonati. L’azienda però ha spiegato subito di essere contraria alla sentenza e si prepara a un ricorso. La sua posizione ufficiale è: “Presenteremo ricorso contro la decisione. In Netflix i nostri abbonati vengono prima di tutto. Prendiamo molto sul serio i diritti dei consumatori e crediamo che le nostre condizioni siano sempre state in linea con la normativa e le prassi italiane”. Una posizione che potrebbe rendere più macchinosa la pratica per avere un rimborso.
Il Movimento Cnsumatori ha già risposto alla nota di Netflix, suggerendo all’azienda di intervenire subito per non rompere la fiducia con gli abbonati. Lo spiega Alessandro Mostaccio: “Se Netflix intende anteporre ad ogni altro interesse i diritti dei propri abbonati e i diritti dei consumatori rispetti la sentenza del Tribunale di Roma e provveda ai rimborsi, risparmiandosi un contenzioso giudiziale collettivo e individuale imponente che durerà anni con danno di immagine e fiducia conseguente”.
Quindi. Teoricamente con questa sentenza Netflix dovrebbe provvedere ai rimborsi. Vista la posizione dell’azienda sembra però che l’iter giudiziario sia ancora parecchio lungo. Anche perché parliamo di rimborsi cospicui. Un utente che ha sottoscritto un contratto Premium dal 2017 a oggi potrebbe ad ave diritto a circa 500 euro. Per questo sulla piattaforma del Movimento Consumatori è stato pubblicato un modulo per partecipare alla Class Action contro Netflix che partirà nel caso in cui l’azienda decida di non pagare.
Lo specifichiamo. La Class Action è un’azione legale collettiva. Al momento non è ancora partita. Il modulo, al netto dei dati personali, chiede soprattuto informazioni sullo stato dell’abbonamento: quando è stato sottoscritto, in che modalità, attraverso quale canale e quando (o se) è stato sospeso. La sensazione è che tutta la faccenda sarà, in ogni caso, discretamente lunga. Vi lasciamo qui sotto un’immagine che mostra nello specifico le domande a cui rispondere.
