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Netflix, come chiedere il rimborso per gli abbonamenti: la procedura per avere fino a 500 euro

Dopo la sentenza del Tribunale di Roma sugli aumenti illegittimi di Netflix, la piattaforma è chiamata a effettuare rimborsi che possono arrivare a cifre intorno ai 500 euro. A Fanpage.it l’avvocato Corrado Pinna spiega come recuperare le somme per i piani Premium e Standard e l’ipotesi di una class action per tutelare anche gli ex abbonati.
A cura di Niccolò De Rosa
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Dopo il comunicato del Movimento Consumatori che annunciava la decisione del Tribunale di Roma sugli aumenti degli abbonamenti Netflix, dichiarati illegittimi, cresce l'attenzione degli utenti italiani su come ottenere un rimborso che, per gli abbonati più fedeli, può arrivare fino a 500 euro. Secondo quanto riportato dall'associazione, i giudici hanno rilevato come le condizioni imposte dalla piattaforma violassero il Codice del consumo, perché permettevano di ritoccare tariffe e condizioni economiche senza trasparenza né adeguata motivazione. Da qui la decisione: gli aumenti introdotti negli anni 2017, 2019, 2021 e, da ultimo, nel 2024 sono da considerarsi illegittimi per tutti i contratti sottoscritti prima del gennaio 2024. Stando così le cose, da un lato Netflix dovrà ridurre i prezzi attuali degli abbonamenti, riportandoli ai livelli precedenti agli aumenti contestati, mentre dall'altro gli utenti avranno diritto alla restituzione delle somme pagate in più nel corso degli anni.

Quanto si potrà ricevere come rimborso: le stime del Movimento Consumatori

Contattato da Fanpage.it, l'avvocato Corrado Pinna – che insieme al collega Paolo Fiorio ha assistito l'associazione nella causa – ha spiegato che gli aumenti illegittimi sono stati quattro negli anni 2017, 2019, 2021 e 2024 e ammonterebbero oggi complessivamente a 8 euro al mese per il piano premium e 4 euro al mese per il piano standard. Ciò significa che gli utenti abbonati al piano premium già nel 2017 e che negli anni hanno continuato a pagare abbonamenti sempre più salati avrebbero diritto a vedersi restituire circa 500 euro. Per gli abbonati standard, invece, il risarcimento sarebbe della metà, circa 250 euro.

Anche chi in questi anni ha deciso di disdire il servizio – magari proprio per colpa degli aumenti – avrebbe diritto a un risarcimento. "Il diritto al rimborso spetta anche a chi oggi non è più cliente, ma lo è stato in quegli anni. Anche chi ha sottoscritto il servizio solo per alcuni mesi, o ha disdetto e riattivato il contratto più volte, può richiedere la restituzione limitatamente ai periodi di effettiva fruizione", ha sottolineato Pinna.

Come si può chiedere il rimborso

Stando a quanto comunicato da Movimento Consumatori dovrebbe essere Netflix a contattare i clienti (sia quelli ancora abbonati che quelli che hanno interrotto il servizio) e informarli sulle modalità e le tempistiche del risarcimento. Anzi, lo stesso tribunale ha imposto alla piattaforma di pubblicare il contenuto della sentenza sul proprio sito e sui quotidiani di rilevanza nazionale.

In attesa delle mosse ufficiali della piattaforma, i consumatori possono iniziare a tutelarsi. Il primo passo è conservare o recuperare la documentazione relativa al proprio abbonamento e alle comunicazioni dei rincari da parte di Netflix, utili per dimostrare la durata e gli importi versati. Successivamente, Pinna ricorda la possibilità di aderire all'iniziativa di Movimento Consumatori che sta già raccogliendo le adesioni per una possibile class action nel caso in cui i rimborsi non vengano riconosciuti automaticamente. Il form da compilare è già online sul sito dell'associazione.

"Oltre a raccogliere informazioni per la tutela dei consumatori, la class action ha inoltre lo scopo fondamentale di interrompere la prescrizione, garantendo il diritto al rimborso anche per il futuro nel caso in cui la questione si protragga nel tempo", ha precisato Pinna. "Grazie alle procedure più snelle, potremmo ottenere il riconoscimento dell'ammissibilità e della richiesta risarcitoria in circa un anno e mezzo. Non parliamo di pochi mesi, ma sono tempi decisamente più contenuti rispetto al passato".

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