Morto Luca Conti, è stato uno dei primi blogger in Italia: nel 2002 aveva aperto Pandemia.info

I primi salvataggi di Pandemia.info risalgono al febbraio del 2004. Una grafica semplice, dei post fatti solo da qualche riga di testo e un archivio dove si può vedere che le prime tracce del blog risalivano al 2002. Pandemia.info è stato uno dei primi blog in Italia. Per anni è stato scritto e curato da Luca Conti, morto a Senigallia (provincia di Ancona) all’età di 50 anni. Secondo il Post, Conti è stata una delle persone ad avere seguito nel pubblico italiano per un blog online.
Come riporta l’agenzia di stampa Ansa, Conti era malato di tumore. Negli ultimi mesi ha raccontato la sua storia su Luca Conti Blog, un sito aperto nel 2005 in cui raccontava la sua vita e quindi anche le cure per il tumore. L’ultimo post è stato pubblicato nel febbraio del 2026. Si intitola: “Terapia no, pronto soccorso, nuova strategia”.
Qui raccontava uno gli ultimi passaggi delle sue cure: “Complice una mia visita per dolori fuori controllo, ho fatto radiografia e TAC che hanno permesso all’oncologa di avere la conferma che l’attuale terapia non ha funzionato”. Il post si conclude con queste parole: "Permane uno stato di stanchezza e debolezza. Normale, considerando la terapia in corso e la dieta ultraleggera. Scrivere mi stanca molto, ragion per cui chiudo e mi rimetto a sonnecchiare un’altra ora, fino al pranzo”.
Il blog Pandemia.info: "Lo rifarei mille volte"
Pandemia.info si occupa in generale di innovazione. Oltre a questo blog, e a lucaconti.it scriveva anche per saperimparare.it. Il blog ha avuto circa 21 anni di attività. Se i primi post sono di dicembre 2002, l’ultimo è stato pubblicato nel febbraio 2023. “Questi 20 anni sono stati un’occasione unica per condividere, approfondire, imparare, entrare in relazione con centinaia di persone, incontrarle di persona, lavorarci insieme, vivere esperienze uniche, viaggiare, scrivere, pubblicare libri, andare in televisione, essere oggetto di interviste e di interesse”. E conclude: "Lo rifarei mille volte”.