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Luiza, professione OnlyFans: “Devo pagare una tassa etica sul mio lavoro: ho scelto di non farlo”

La tassa etica è un’imposta che si applica a diverse categorie, tra queste ci sono anche i lavoratori dell’industria della pornografia. Negli ultimi mesi la Guardia di Finanza ha iniziato a fare controlli su questa tassa a chi lavora con OnlyFans.
Intervista a Luiza Munteanu
Creator di OnlyFans, divulgatrice attivista anti sessista
A cura di Valerio Berra
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Luiza Munteanu ha 32 anni. Su Instagram ha una rete di profili. Luiza__mum con 118.000 follower. Luiza.conlazeta 23.000 follower. Ma il suo volto compare anche su alcuni profili di divulgazione: L’avvocato dell’atomo, con 253.000 follower e Coscienza di genere con 29.000 follower. Diversi lavori. Tutti sui social. Ma il centro della sua professione è su un’altra piattaforma.

Luiza lavora su OnlyFans, il sito dedicato ai contenuti espliciti. O almeno. OnlyFans teoricamente è aperto a chiunque voglia pubblicare contenuti a pagamento ma ormai viene usato principalmente per chi lavora con materiale erotico. Negli ultimi mesi i conti di chi guadagna da questa piattaforma sono parecchio attenzionati dalla Guardia di Finanza.

Molte di queste creator, sono soprattutto donne, stanno ricevendo accertamenti per la verifica della tassa etica. Parliamo di un'addizionale Irpef del 25 % sul lordo. Un’imposta aggiuntiva alla normale tassazione che si applica a chi lavora in diverse aree, come abbiamo spiegato in questa analisi. Oltre alla pornografia ci sono anche i “programmi televisivi di incitamento alla violenza” e “trasmissioni televisive volte a sollecitare la credulità popolare”.

Quando hai scoperto che dovevi pagare questa tassa?

Ho capito cos’è la tassa etica quando mi sono informata da sola sulle tasse. La mia commercialista non la conosceva. E ancora adesso non è chiaro dove si applica: il criterio con cui un contenuto è definito pornografico è la presenza di un atto sessuale esplicito "non simulato tra due adulti consenzienti”.

Una definizione abbastanza stretta.

Ora la tassa etica viene chiesta su tutto il materiale pornografico, di norma venduto su piattaforme come OF. Spesso ci sono contenuti dove sono da sola che quindi non rientrerebbero nella definizione di pornografia.

La tassa quindi si applica a tutti gli introiti della piattaforma. Chi decide quali contenuti sono pornografici e quali no?

Il problema è proprio a chi spetta decidere la tipologia di contenuto. È la creator o l’Agenzia delle Entrate che deve verificare ogni contenuto che produciamo? Dovrebbero entrare direttamente sul mio profilo. Anche perché ci sono contenuti pubblici e contenuti che mando in privato ai clienti.

Quindi tu lavori anche con contenuti che non sono espliciti?

Io sulla mia home ho zero roba esplicita. Il 40% dei miei introiti deriva dagli abbonamenti, che danno accesso solo alla home: e quindi stando alla legge non è nemmeno considerabile pornografia. Il 60% invece arriva da contenuti che mando in privato. Non so, dovrei lasciare alla Finanza la password del mio profilo.

Come vi state organizzando da un punto di vista fiscale?

Conosco anche una ragazza che sta fatturando ogni singola vendita in base alla tipologia.

Chi colpisce la tassa etica?

In Italia la tassazione dipende dagli scaglioni di reddito. La tassa etica invece è come una flat tax: è uguale per tutti. Questo crea problemi soprattutto alle creator più piccole. C’è questa idea che su OF tutte guadagnano tanto ma la media da dati global è 200 dollari al mese. Di norma quindi se sei su OF non è quello il tuo lavoro principale. Ha senso considerarlo lavoro solo quando sei nella Top 5% dei profili.

Praticamente le creator che guadagnano meno si ritrovano una pressione fiscale enorme. Facciamo un esempio, anche con redditi alti. Se guadagni 100.000 euro all’anno su OF con la tassa etica e la tassazione normale rischi di trovarti con una pressione fiscale anche di 60-70.000 euro all’anno. Se sei forfettario, come la maggior parte delle creator, paghi più di tassa etica che di sostitutiva.

Tu quanto paghi di tassa etica?

Ah, io non pago nessuna tassa etica.

Come mai?

Aspetto i controlli e voglio affrontare un processo. L’ho pagata un anno, all’inizio. Avevo fatturato 5.000 euro. Poi ho cominciato a lavorare di più e il costo della tassa etica era diventato davvero alto. Ho deciso che la mia è disubbidienza civile.

Chi colpisce la tassa etica?

Hanno voluto colpire una categoria debole e emarginata. Pensavano che non avremmo alzato la voce, magari perché ci vergogniamo del nostro lavoro Non è andata così. Abbiamo alzato la testa.

Le ragioni della tassa etica, anche guardando alle altre categorie, sono tassare chi guadagna con comportamenti che possono provocare un danno alla società.

Facciamo un esempio con il tabacco. I danni del tabacco sono chiari: c’è una causalità diretta tra fumare e presentare sintomi di certi problemi legati alla salute. Con il porno no. Non ci sono causalità accertate. Al massimo parliamo di casi più rari, dove l’abuso di porno si lega ad altri problemi. La norma è un rapporto sano con il porno. È antiscientifico e amorale continuare a vedere il porno con un’aura negativa.

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