“L’IA non deve uccidere”: le lettera dei dipendenti di Google e OpenAI ai loro capi per dire no Pentagono

Un gruppo di dipendenti di OpenAI e Google ha diffuso un comunicato congiunto per sostenere pubblicamente la scelta di Anthropic di rifiutare nuove condizioni imposte dal Pentagono sull'uso militare dell'intelligenza artificiale. I firmatari non si sono però limitati ad applaudire la decisione dell'azienda concorrente, ma hanno chiesto alle proprie compagnie di seguire lo stesso esempio e di opporsi alle richieste del governo presieduto da Donald Trump. "Non saremo divisi" è la promessa dei lavoratori di due delle principali aziende di intelligenza artificiale al mondo.
Perché chi lavora per Open AI e Google sostiene Anthropic
Il clima di tensione nasce dallo scontro tra il Dipartimento della Difesa e il fondatore di Anthropic, Dario Amodei. Due giorni fa il segretario del Dipartimento di Difesa (anzi, della Guerra, secondo il nuovo nome del dicastero voluto da Trump) Pete Hegseth aveva imposto all'azienda un ultimatum per eliminare le limitazioni integrate nei sistemi dell'azienda che non consentono l'impiego dell'IA nello sviluppo di programmi militari avanzati.
Nel comunicato di risposta, Amodei ha fatto sapere di non aver intenzione di fare marcia indietro soprattutto sui due punti citati nella lettera: i sistemi di sorveglianza di massa dei cittadini e lo sviluppo di armi autonome letali senza supervisione umana. Anthropic non è stata tra le prime società di IA a firmare contratti da centinaia di milioni di dollari con la difesa statunitense e i suoi strumenti sono già utilizzati da numerosi fornitori dell’esercito. Proprio per questo il rifiuto ha un peso politico rilevante.
Le motivazioni addotte sono di natura tecnica ed etica. Secondo Anthropic, l'attuale livello della tecnologia non garantisce sicurezze sufficienti per sistemi d'arma autonomi affidabili, mentre la sorveglianza di massa basata su IA rappresenterebbe un rischio diretto per le libertà fondamentali. La normativa, sostiene l’azienda, non ha ancora raggiunto la velocità di sviluppo di queste tecnologie, lasciando zone grigie legali che potrebbero consentire usi invasivi su vasta scala.
Cosa c'è scritto nella lettera congiunta
Nella lettera intitolata appunto "Not divided", 415 dipendenti – 65 di Open AI, 350 di Google – hanno apposto la loro firma a una decisa presa di posizione contro le pressioni del governo statunitense che vuole utilizzare l'intelligenza artificiale a scopo militare.
Dopo aver riassunto la controversia tra il governo Trump e Anthropic, i firmatari hanno ricordato che anche le loro aziende sono in trattativa con il Pentagono per questioni analoghe. Da qui la decisione di esporsi pubblicamente, per far capire ai vertici delle due compagnie da che parte si colloca una parte consistente di chi vi lavora.
"Ci auguriamo che i nostri leader mettano da parte le loro divergenze e restino uniti per continuare a rifiutare le attuali richieste del Dipartimento della Guerra di autorizzare l'uso dei nostri modelli per la sorveglianza di massa nazionale e per uccidere autonomamente persone senza la supervisione umana".
Al momento né Open AI, né Google hanno rilasciato comunicazioni ufficiali in merito.