Le gemelle siamesi che non esistono fanno soldi veri: siamo entrati nell’inquietante mondo del porno IA

Valeria e Camelia sorridono nel loro micro-bikini dorato. Bevono cocktail sulla spiaggia, fanno smorfie sexy alla telecamera e posano in slip appoggiate alla penisola di marmo della loro cucina. "Due in uno, sai che lo vuoi", c'è scritto in un post Instagram. Sono sorelle siamesi, un corpo, due teste. Non sono reali, ma create con l'intelligenza artificiale, anche se non tutti sembrano essersene accorti. Tra i commenti compaiono a intermittenza cuori infuocati, emoji di goccioline e faccine con gli occhi a cuore. Il profilo in poche settimane ha raccolto 282.000 follower, i reel hanno raggiunto milioni di visualizzazioni. Non stupisce. Valeria e Camelia fanno parte di nuovo mercato erotico creato con l'IA.
Negli ultimi mesi, infatti, su Instagram e TkTok sono comparsi account erotici di persone con disabilità, donne mutilate, con tre seni, in sedia a rotelle, ragazze con sindrome di down. Tutti creati con intelligenza artificiale, tutti che rimandano a canali paralleli su Telegram e Onlyfans dove viene venduto materiale pornografico. Anche Valeria e Camelia ne hanno uno. La loro biografia rimanda a una pagina Beacons, che porta a un canale Telegram dove vengono venduti contenuti “piccanti”. Qui, i follower possono accedere pagando con una valuta virtuale chiamata “stelle”, acquistabile in pacchetti che arrivano fino a 150.000 unità per un costo massimo di 2.329 dollari. Per capire meglio come funziona, siamo entrati in questo nuovo business che sfrutta immagini artificiali di persone con disabilità.
La strana evoluzione dei profili IA erotici
Partiamo dall'inizio. Profili fake generati con strumenti di IA non sono una novità su Instagram. La prima generazione di “influencer virtuali” risale almeno al 2016, con personaggi come Lil Miquela, considerata una delle prime influencer completamente digitali con milioni di follower. Negli ultimi anni, tuttavia, la creazione di avatar è diventata sempre più accessibile. Oggi è possibile generare volti, corpi e perfino storie di vita credibili partendo da comandi testuali e software di sintesi d’immagini o video.
Sono nate così le prime modelle artificiali. Donne iper sessualizzate che sui social mostrano i glutei sorridendo o in modo servile chiedono “cosa vorresti per pranzo?” mentre stringono un décolleté strabordante. Ma la vecchia legge dei social ci ha insegnato che servono contenuti, estremi, scioccanti, controversi per aumentare l'engagement. E così dopo le modelle generiche si sono create nicchie: milf, bbw, rosse. Poi si è alzata l'asticella e sono spuntati profili di donne sexy con disabilità o caratteristiche fisiche rare.
Cosa abbiamo trovato sui social
Il profilo di Valeria e Camelia non è un caso isolato. Sui social abbiamo trovato profili di ragazze create con l'IA in sedia a rotelle, sfregiate, con nanismo o arti amputati. Abbiamo persino trovato software con sezioni specializzate nel generare immagini fake di donne senza braccia o senza gambe. Durante i test sono state generate persino immagini sexy splatter con sangue e ferite esposte. Media 404 ha anche segnalato Kayla, un profilo con 844.000 follower di una ragazza IA con tre seni. Anche in questo caso collegato a un canale a pagamento esterno.

Sono nati anche decine di profili fake di ragazze affette da sindrome di down. Il trend è partito dagli Stati Uniti con Maria Dopari, ma ha raggiunto rapidamente l'Italia, abbiamo trovato infatti account che condividono contenuti in italiano, tra questi Marta Speciale, Ragazza Down o la sindromedigaia. I video sono tutti a sfondo sessuale, le didascalie più comuni sono: "Al tuo caz*o non interessa se ho la sindrome di Down", "La sindrome è Down ma so che hai qualcosa up", "La 104 non mi basta così ho aperto un canale Onlyfans". I post hanno raccolto migliaia di mi piace e visualizzazioni. É nata anche una community di Reddit, r/pussydownsyndrom per promuovere i contenuti.

Il business nascosto del mercato IA: dai social ai canali a pagamento
Il meccanismo di monetizzazione è sempre lo stesso. La pagina social è la vetrina per attrarre utenti con immagini erotiche soft. I profili poi reindirizzano gli utenti ad account OnlyFans, Fanvue o gruppi Telegram. Siamo entrati nei canali per capire come funzionano. Su Telegram è una classica chat erotica, vengono condivisi contenuti ammiccanti che spingono a contattare le creator privatamente per acquistare contenuti personalizzati. I gruppi oscillano tra i 1.000 e i 5.000 iscritti. Ci sono anche abbonamenti fissi per ottenere materiale extra. È difficile stimare quanto possano guadagnare con questi account ma i numeri social sono indicativi: Valeria e Camila 282.000, Kayla 848.000, Maria Dopari 184.000.
Il mercato erotico completamente digitale funziona grazie a un modello di business studiato che sfrutta meccanismi di engagement tipici dei social : like, commenti, visualizzazioni e follower vengono tradotti in denaro grazie ai canali paralleli come Telegram e OnlyFans. Una strategia che, oltre a sollevare questioni etiche, sfrutta in maniera indiretta gruppi vulnerabili, creando contenuti voyeuristici e potenzialmente offensivi.

Disinformazione e discriminazione: i rischi sociali dei profili IA erotici
Il caso solleva due problemi. Il primo: questi account raccolgono migliaia di follower. Molti utenti le scambiano per vere, c'è chi scrive "ti amo", "voglio uscire cin te", "sei bellissima". Non tutti, sicuramente però troppi. Molti non hanno gli strumenti per capire che dietro a questi account ci sono utenti pronti a monetizzare da profili fake. Secondo: per le persone con disabilità questi account falsi rappresentano un nuovo livello di discriminazione.
"Si tratta di una forma di strumentalizzazione della disabilità", aveva spiegato a Fanpage.it Martina Fuga, presidente di CoorDown, associazione per i diritti delle persone con la sindrome di Down. "Questo fenomeno rischia di svuotare di senso anni di lavoro culturale e rischia di cancellare in un attimo i progressi fatti sul fronte dei diritti, della rappresentazione e dell’autodeterminazione, anche sul tema della sessualità." Sono contenuti lesivi che incidono sull'immaginario collettivo, che costruiscono un'immagine falsa, e una sessualizzazione distorta, "con effetti profondamente lesivi della dignità di queste persone."