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L’avviso via SMS, poi la chiamata per rubare il credito: come funziona la truffa del finto CAF

Con questa nuova frode telefonica, finti avvisi da CAF e ASL segnalano via SMS anomalie nei documenti per spingere a richiamare numeri che prosciugano il credito telefonico in pochi istanti.
A cura di Niccolò De Rosa
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Dopo la truffa "della ballerina" via Whatsapp, negli ultimi giorni si moltiplicano le segnalazioni di una nuova frode digitale, la cosiddetta "truffa del CAF" che viaggia via SMS e sfrutta il nome di enti affidabili, come appunto un Centro di Assistenza Fiscale, l'ASL o altre strutture sanitarie. Il messaggio, costruito per sembrare formale e piuttosto urgente, avvisa di presunte irregolarità nei documenti o di pratiche sospese, invitando a richiamare immediatamente un numero. L'obiettivo è spingere chi legge ad agire d'istinto, facendo leva sulla preoccupazione di avere problemi burocratici. Una volta richiamato il contatto, però, la vittima si vede prosciugare il credito telefonico in pochi istanti.

Il meccanismo della chiamata a pagamento

Lo schema è semplice ma efficace. L'SMS chiede di contattare "con urgenza" un fantomatico ufficio o un numero di assistenza. Il numero indicato, spesso con prefisso 893 o simili, appartiene però a linee a tariffazione speciale. Basta una chiamata per ritrovarsi il credito telefonico azzerato. In altri casi la truffa è più elaborata e parte da una voce registrata. Poi subentra un falso operatore che trattiene la vittima al telefono con la scusa di verificare la posizione. Dopo qualche minuto la linea cade, ma il costo è già stato addebitato.

Questa tecnica è nota come smishing, fusione di SMS e phishing. Consiste nell’inviare messaggi ingannevoli con link o numeri trappola progettati per sottrarre dati personali o denaro. Le segnalazioni legate alla cosiddetta "truffa del CAF" si sono moltiplicate al punto da spingere diverse circoscrizioni a diffondere avvisi pubblici. In queste comunicazioni si ricorda che le sedi "utilizzano esclusivamente contatti ufficiali" per rivolgersi agli iscritti e che ogni messaggio proveniente da recapiti sconosciuti va considerato con estrema cautela.

Come riconoscere i segnali di pericolo

I tratti distintivi sono quasi sempre gli stessi. Linguaggio allarmistico, richieste immediate e riferimenti generici a non precisate pratiche amministrative. Un esempio tipico è il messaggio che parla di una "documentazione incompleta" senza indicare dettagli né dati identificativi. Un'esca particolarmente insidiosa, soprattutto nei mesi in cui molti cittadini sono impegnati con la compilazione della Dichiarazione dei redditi.

In presenza di comunicazioni simili, la regola è non richiamare e non cliccare su eventuali link, ma verificare direttamente tramite i contatti ufficiali dell'ente citato, facilmente consultabili sui siti web o sulle bacheche fisiche fuori dai centri aperti al pubblico. Gli esperti raccomandano pertanto di controllare sempre il mittente, bloccare preventivamente i numeri sospetti (oggi tutti i cellulari mostrano l'anteprima del contatto che sta effettuando la chiamata) e diffidare da richieste urgenti ricevute via SMS o Whatsapp.

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