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L’algoritmo di X è studiato per renderci più di destra: lo sapevamo già, ma ora c’è la conferma della scienza

Un team di ricerca internazionale ha dimostrato come l’algoritmo di X privilegii i contenuti conservatori, condizionando le opinioni politiche degli utenti. Lo studio, pubblicato su Nature, svela come il feed personalizzato orienti le priorità del dibattito pubblico.
A cura di Niccolò De Rosa
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La notizia non può essere definita un fulmine a ciel sereno, ma ora trova conferma con il rigore del metodo scientifico. X, l’ex Twitter acquisito nel 2022 da Elon Musk, tende a privilegiare contenuti di orientamento conservatore e a proporre post capaci di spostare verso destra le opinioni degli utenti.

A dirlo è una ricerca, guidata da Università Bocconi insieme alla University of St. Gallen e alla Paris School of Economics. Si tratta di uno dei rari studi condotti direttamente su una grande piattaforma sociale analizzando il comportamento di utenti reali. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Nature.

L'esperimento sui feed

Gli studiosi hanno coinvolto quasi cinquemila utenti statunitensi attivi, assegnandoli casualmente per sette settimane a due diverse modalità della piattaforma: da un lato il feed algoritmico dei "Per te", che seleziona i contenuti ritenuti più coinvolgenti sulla base delle interazioni dell’utente (pagine visitate, like, condivisioni)includendo anche post di account non seguiti. Dall’altro il feed cronologico, che mostra esclusivamente i contenuti pubblicati dagli account seguiti, nell’ordine di pubblicazione. La maggior parte del campione utilizzava già il feed algoritmico prima dell’esperimento, mentre solo circa un quarto era abituato a consultare i post in sequenza temporale.

I partecipanti sono stati quindi riassegnati in modo casuale a una delle due modalità, permettendo un confronto diretto tra due esperienze di fruizione della piattaforma. Il risultato ha evidenziato una differenza netta negli effetti sugli utenti. Al termine delle sette settimane, chi aveva utilizzato X attraverso le proposte dell'algoritmo mostrava uno spostamento significativo verso posizioni più conservatrici; al contrario, il passaggio dal feed algoritmico a quello cronologico non ha prodotto variazioni rilevanti negli orientamenti politici.

X offre molta visibilità alla destra

L'analisi tecnica operata dai ricercatori ha svelato i motivi dietro queste particolare dinamiche. Secondo gli autori, l'algoritmo della piattaforma di Musk tende a promuovere i contenuti riconducibili  a un pensiero conservatore (incluse le sfumature più estreme) e declassa i post dei media tradizionali. In media, i contenuti di orientamento conservatore avevano circa il 20% di probabilità in più di comparire nel feed personalizzato, mentre quelli etichettati come "liberal", ossia afferenti a una dimensione maggiormente progressista, solo il 3,1%. Ancora più marcata la differenza per ciò che riguardava profili e pagine che potremmo definire "fonti": i post di testate giornalistiche apparivano infatti circa il 58% in meno, mentre quelli di attivisti politici il 27% in più. Un dato chiaro di come X tenda a sacrificare l'oggettività di una notizia (che per quanto un giornale possa essere schierato, rientra comunque nelle sue peculiarità) in favore del messaggio politico.

L'algoritmo altera anche le opinioni

Come in un effetto domino, ciò che viene portato all'attenzione di un utente finisce per influenzarne anche le convinzioni, gli interessi e persino le idee riguardo ciò che dovrebbero essere le priorità della classe politica. Stando a quanto riportano i ricercatori, gli utenti esposti al feed algoritmico hanno indicato maggiore attenzione verso temi cari ai repubblicani (immigrazione, criminalità, inflazione) e una visione più critica delle indagini giudiziarie su Donald Trump. Sul piano internazionale, risultavano anche 7,4 punti percentuali meno propensi a valutare positivamente Volodymyr Zelensky, leader ucraino spesso in contrasto con le strategie del presidente americano, sintomo di un lieve spostamento verso posizioni maggiormente filo-russe.

Questo condizionamento, rilevano gli studiosi, non è però passeggero. Spingendo gli utenti a seguire più account di area conservatrice, l'algoritmo sembra infatti in grado di modificare stabilmente il loro orizzonte informativo. Anche tornando al feed cronologico, le nuove abitudini di follow restavano, segno che l’influenza non è solo immediata ma strutturale.

Il problema di una piattaforma non neutrale

Il tema è sensibile perché X conta centinaia di milioni di utenti ed è ormai parte dell'infrastruttura del dibattito pubblico globale. Indagini giornalistiche precedenti avevano già ipotizzato una maggiore amplificazione dei contenuti di destra, ma Musk ha sempre respinto accuse di manipolazione, definendo alcune verifiche "politicamente motivate", pur ammettendo di voler migliorare il sistema.

Per quanto gli stessi autori abbiano invitato alla calma (lo studio riguarda una sola piattaforma, in un solo Paese e in un periodo limitato), i risultati della ricerca ci hanno dimostrato ancora una volta come le regole dell'algoritmo siano capaci di orientare l'opinione pubblica. Il paragone proposto dagli studiosi in un recente articolo comparso sul sito The Conversation è quello dei ponti progettati negli anni Trenta dall'urbanista Robert Moses, costruiti volutamente bassi per impedire l’accesso degli autobus alle spiagge di Long Island. Allo stesso modo, un veicolo come X, apparentemente neutrale, riesce in realtà a farsi promotore di precise scelte politiche. Ma se i social sono ormai infrastrutture sociali, concludono gli scienziati, la loro progettazione non può essere poco trasparente. Per questo servono regole e controlli pubblici capaci di chiarire come funzionano davvero gli algoritmi che organizzano l'informazione quotidiana di milioni di persone.

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