La miracolosa guarigione di Andrea Stramezzi: la storia social del mese ha qualcosa che non torna

Da giorni su X (l'ex Twitter) non si parla d'altro. Dopo un malore improvviso, un medico di 67 anni si è svegliato miracolosamente dal coma ed è subito tornato alla vita di tutti i giorni, frequentando ristoranti, dedicandosi all'attività fisica e raccontando la sua incredibile esperienza tra la vita e la morte con tanto di apparizioni mistiche. Per il diretto interessato il merito del prodigio è tutto della preghiera e della sua tempra fisica fuori dal comune, ma per qualcuno l'intera storia presenta diversi punti oscuri. Il protagonista è Andrea Stramezzi, da anni voce di riferimento di quella galassia anti-sistema che si alimenta sui social e mescola no-vax, sfiducia nella scienza ufficiale e suggestioni complottiste. Il palcoscenico è proprio X, dove il medico, insieme al figlio Pietro, ha costruito il racconto di una vicenda che, tra sospetti di avvelenamento, guarigioni prodigiose e scontri interni al fronte del dissenso, finisce per somigliare a una commedia surreale dal finale ancora aperto.
Padre e figlio: chi sono Andrea e Pietro Stramezzi
Prima di ricostruire quanto successo è bene chiarire anche a chi non è pratico del microcosmo di X chi sono i due principali protagonisti della storia. Andrea Stramezzi è un medico odontoiatra e sostenitore di teorie alternative in ambito oncologico. Durante la pandemia si era imposto come figura di riferimento per una parte del mondo no-vax (pur essendosi vaccinato) promuovendo terapie domiciliari a base di idrossiclorochina (mai validate dalla comunità scientifica) per contrastare gli effetti del Covid.
Nel 2021 ha anche lanciato una raccolta fondi con la sua associazione Covid Healer Onlus per sviluppare un'app in grado di mettere in contatto pazienti e medici. Nel dicembre dello stesso anno il Garante della Privacy aveva però aperto un'istruttoria per indagare sul trattamento poco trasparente dei dati contenuti nella piattaforma. Finita la pandemia, Stramezzi ha continuato a operare (e a twittare) nei più svariati ambiti, dalla ricerca a terapie alternative per la cura del cancro all'analisi del conflitto russo-ucraino, parteggiando ovviamente per Putin e il suo ruolo di difensore dei valori contro la decadenza occidentale incarnata da Zelenskyy, spesso appellato da Stramezzi come "il cocainomane".
Insieme a lui c'è il figlio Pietro, che sui social si presenta come Pietro V.A. Stramezzi, dove V.A sta per "Veniamin Andreevich". Stramezzi Junior è infatti un promotore di iniziative filo-russe ed è vicino agli ambienti anti-mainstream del generale Roberto Vannacci.
L'inizio della storia: il malore e il sospetto di avvelenamento
Il 3 marzo è proprio Pietro a comunicare su X che il padre è stato trovato in fin di vita e che ora versa in uno stato di coma presso il Policlinico di Milano. Il messaggio, carico di tensione, lascia spazio a un sospetto preciso: non si è trattato di un semplice malore, ma di un possibile avvelenamento. L'ipotesi viene alimentata nei giorni successivi da una denuncia contro ignoti presentata (e forse successivamente ritirata) dallo stesso Pietro per consentire esami tossicologici più approfonditi. L'idea è che qualcuno potrebbe aver voluto mettere a tacere un personaggio scomodo e nemico del mainstream.
Sui social si moltiplicano messaggi di sostegno, preghiere e richiami alla lotta contro i poteri forti. Anche il virologo Roberto Burioni – con il quale in passato Stramezzi aveva ingaggiato liti furibonde – interviene con un commento, augurando una pronta guarigione sottolineando come, nel momento del bisogno, Stramezzi si sia affidato "alla medicina che utilizza cure di provata efficacia".
Il racconto di un risveglio miracoloso
Nei giorni successivi cresce la preoccupazione e alcuni dei sostenitori organizzano piccoli gruppi di preghiera all'esterno del Policlinico per sostenere il medico con le loro orazioni. La situazione sembra disperata, ma il 7 marzo arriva l'annuncio del risveglio. Anche stavolta è il figlio Pietro a darne notizia durante l'incontro "Avanguardia del Dissenso" con Vannacci e altri esponenti del sottobosco anti-sistema. Un video postato dallo stesso Stramezzi Junior cattura l'applauso liberatorio della sala al momento dell'annuncio. Terminato l'evento, Pietro rilancia i dubbi sulle cause del malore e riporta altri dettagli durante un'intervista al canale Byoblu: il padre è cosciente, anche se ancora paralizzato, e gli stessi medici non sanno ancora spiegare cosa sia successo.
Sembrerebbe l'inizio di una lunga fase di recupero, ma pochi giorni dopo, il 10 marzo, Andrea Stramezzi ricompare sui social e raccontare la propria versione. Parla di una "brutta broncopolmonite secondaria", di un ricovero che lasciava spazio a poche speranze e, soprattutto, di un evento straordinario che ne ha comportato la piena e rapida guarigione. Insomma, per Stramezzi è stato un vero e proprio miracolo a riportarlo al mondo.
"Sono rimasto intubato alcuni giorni in Terapia intensiva al Policlinico di Milano (di cui ringrazio tutto il personale) con i Medici, che non avevano molte speranze. Ringrazio mio figlio e Mons. Viganò, per chiedere delle preghiere che evidentemente sono state ascoltate. Io credo sia stato un miracolo. Sono un uomo fortunato. Stubato e migliorato, anzi guarito".
Per chiarire, monsignor Carlo Maria Viganò è il vescovo no-vax scomunicato nel 2024 da Papa Francesco per le sue posizioni ostili all'autorità del Pontefice.
Dalla terapia intensiva alla gita in gondola in sette giorni
I passaggi più controversi arrivano però nei giorni successivi. L'11 marzo Pietro Stramezzi pubblica una foto con il padre, sorridente e per nulla provato, durante un evento del Circolo della Marina Militare, in Darsena, a Milano. Per i seguaci del dottore è il lieto fine della storia. Per gli altri, l'immagine alimenta qualche dubbio: com'è possibile che un uomo di quasi 68 anni che tre giorni prima si trovava in coma fosse tranquillamente seduto al ristorante, in forma apparentemente smagliante?
Qualche ora dopo ci pensa proprio Stramezzi a fare chiarezza, pubblicando un'altra foto scattata durante i giorni del coma che lo ritrae incosciente, intubato e circondato da macchinari di quello che sembra un reparto di terapia intensiva. Anche questa volta però gli scettici intervengono a contestare la versione del medico. Alcuni dettagli (come il tubo tracheale non attaccato alla bocca o al naso) sembrerebbero tradire qualche ritocco di troppo. Qualcuno fa anche notare come le sale di terapia intensiva siano luoghi preclusi a qualunque visitatore, mentre Stramezzi aveva spiegato che lo scatto era stato fornito da "una delle tante anime belle" che era andato a trovarlo durante il coma.
Per rincarare la dose, due giorni dopo, il 13 marzo, Stramezzi pubblica su X un altro post dove si mostra intento a remare sopra una gondola. È trascorsa appena una settimana dall'annuncio del coma annunciato dal figlio Pietro. Per Stramezzi e i suoi è la prova del potere taumaturgico della preghiera e della forza di Dio che aiuta i Giusti. Per i detrattori è invece l'ennesimo tassello di una storia che non torna.
Tra questi ultimi c'è anche l'ex dottoressa Barbara Balanzoni, altra figura di riferimento dell'area no-vax che nel 2022 è stata radiata dall'Ordine dei Medici per la sua aggressiva difesa delle posizioni anti-scientifiche. Balanzoni non ha mai perdonato a Stramezzi la scelta di sottoporsi alle tre dosi di vaccino e durante i giorni dello "Stramezzi Gate" ha espresso apertamente le proprie perplessità su un decorso a suo dire troppo rapido per essere vero. Alle perplessità di Balanzoni risponde direttamente Stramezzi su X: "Mai provato il potere delle preghiere collettive? Fanno miracoli".
La prova social che alimenta i dubbi
A complicare ulteriormente il quadro ci pensa la pubblicazione – poi rimossa – della lettera di dimissione dal Policlinico che lo stesso Stramezzi posta sui social per fugare ogni dubbio. Questa mossa rischia però di essere un autogol. Se infatti il suo ricovero non è in discussione – lo stesso Policlinico lo ha confermato a Fanpage.it – alcune frasi contenute nel documento sembrano raccontare una storia un po' diversa da quella riportata dal dottore sia nei post e che in un'intervista rilasciata sempre a Byoblu.
Osservando le parti leggibili del foglio (abbiamo salvato lo screen prima della sua cancellazione) si nota infatti come tra le ipotesi diagnostiche compaia una sospetta intossicazione da ivermectina, un antiparassitario che Stramezzi consiglia nelle terapie alternative contro il cancro. Proseguendo nella lettura, il referto parla poi di un paziente "trovato incosciente con varie bottiglie di super alcolici e blister di farmaci intorno a sé". Non solo. A un certo punto compare anche un passaggio dove si fa riferimento a un riscontro positivo "solo per coca a basso dosaggio", anche se la qualità dell'immagine non permette di carpire l'intera frase. Una serie di informazioni che non si sposa facilmente con l'ipotesi dell'avvelenamento per mettere a tacere una voce troppo fuori dal coro.
Stramezzi non sembra comunque aver intenzione di indietreggiare di un solo passo e su X dichiara di essere in attesa del referto del Centro Antiveleni di Pavia per chiarire una volta per tutte la questione. Nel frattempo, continua a condividere preghiere e a raccontare la sua esperienza extracorporea durante i giorni del coma: "Ero in grado di identificare le infermiere devote a Satana, che mi lusingavano, da quelle figlie di Cristo. Ve ne erano tre, giovani e avvenenti. Le ho viste venire verso di me, e davanti a loro mi sono fatto il segno della croce, e mi hanno rimproverato. Mi fermo qui, ma questa lunga esperienza mi ha segnato. Un giorno ve la racconterò".