InvestCloud licenzia tutti i dipendenti della sede italiana: saranno sostituiti dall’IA

L'impatto dell'intelligenza artificiale nel mondo del lavoro comincia a far sentire i suoi effetti e la profezia di Geoffrey Hinton sull'estinzione dell'impiego umano già nel 2026 comincia a essere sinistramente plausibile. InvestCloud, società statunitense attiva nel settore della tecnologia finanziaria, ha avviato le procedure di licenziamento per tutti i 37 dipendenti della filiale di Marghera, l'unica che la compagnia ha aperto in Italia.
La decisione è stata comunicata a Federmeccanica, alle organizzazioni sindacali e a Confindustria Veneto Est, sancendo di fatto la fine di ogni attività umana sul territorio. La specifica non è casuale. Come riportato dal giornale La Nuova di Venezia e Mestre, l'intenzione dell'azienda è sostituire i dipendenti lasciati a casa con il lavoro svolto da un sistema di IA.
Il nuovo modello basato sull'intelligenza artificiale
InvestCloud sta progressivamente abbandonando il modello di sviluppo distribuito su più sedi nazionali per puntare su una piattaforma tecnologica integrata con l'intelligenza artificiale. Il nuovo sistema prevede dunque la progressiva eliminazione delle strutture locali autonome. Al loro posto saranno creati pochi "centri di eccellenza globali" in grado di sviluppare prodotti e servizi standardizzati, replicabili e scalabili a livello internazionale, con un forte investimento in tecnologie di automazione e IA. In questa visione, i 37 dipendenti della sede veneta – 29 impiegati, 7 quadri e un dirigente – sono solo un costo extra da sforbiciare.
La trasformazione avviata negli ultimi 18 mesi
La chiusura della sede di Marghera si inserisce in un processo di ristrutturazione più ampio avviato dal gruppo negli ultimi diciotto mesi. L'obiettivo è accelerare l'innovazione e rendere i servizi più facilmente integrabili all'interno di un'unica piattaforma tecnologica globale.
In questo scenario le soluzioni sviluppate su misura per i singoli Paesi, che richiedevano la presenza di team locali, vengono progressivamente superate. L'intelligenza artificiale diventa così lo strumento centrale per automatizzare attività di sviluppo e gestione dei servizi digitali, riducendo la necessità di strutture territoriali e, ovviamente, di personale umano.
Le preoccupazioni dei sindacati e l'impatto sul settore
La decisione ha immediatamente suscitato la reazione delle organizzazioni sindacali, che chiedono l'apertura di un confronto istituzionale. I segretari di Cgil e Fiom Venezia, Daniele Giordano e Michele Valentini, sottolineano come la vicenda non riguardi soltanto una singola azienda ma ponga interrogativi più ampi sul rapporto tra innovazione tecnologica e lavoro.
Anche la Fim Cisl di Venezia ha espresso preoccupazione. Il segretario generale Matteo Masiero ha evidenziato come il caso InvestCloud mostri concretamente l'impatto della transizione tecnologica sull'occupazione. "Questa vicenda dimostra in modo pratico come la transizione tecnologica impatti pesantemente sul lavoro", ha osservato Masiero, sottolineando che il fenomeno potrebbe estendersi a tutto il settore dell'ICT (Information and Communication Technologies). Quando si tratta di servizi digitali e beni immateriali, ha aggiunto, "i vincoli di spazio e tempo vengono meno e con essi viene messo in discussione l'intero impianto delle tutele contrattuali".
Nei prossimi giorni è prevista un'assemblea con i lavoratori per valutare le possibili azioni di tutela, mentre i sindacati chiedono l'attivazione del tavolo di crisi presso la Regione Veneto. Il caso InvestCloud diventa così uno dei primi esempi concreti in Italia di riorganizzazione aziendale in cui l'intelligenza artificiale viene indicata esplicitamente come fattore determinante nella sostituzione del lavoro umano.