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Instagram e Facebook sotto indagine in Europa: “Possono causare dipendenza”

La Commissione Europea ha aperto un’indagine su Instagram e Facebook. L’obiettivo, come ha spiegato Thierry Breton, è capire se Meta ha rispettato le regole definite dal Digital Service Act.
A cura di Valerio Berra
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L’annuncio è stato fatto da Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno. Poche parole: “Oggi apriamo un’indagine formale contro Meta. Non siamo convinti che abbia fatto abbastanza per rispettare gli obblighi del DSA”. Detto senza sigle, la Commissione Europea ha messo sotto indagine Instagram e Facebook perché ritiene che non stiano seguendo il Digital Service Act, il regolamento europeo che si occupa (tra le altre cose) di definire i binari dentro cui operano le grandi piattaforme.

Nello specifico le accuse di Thierry Breton sono tre. Secondo il commissario Meta non tutelerebbe i suoi utenti dal rischio di sviluppare una dipendenza dai social e di entrare in quella che in gergo si chiama la “tana del coniglio”, un vortice di contenuti che risucchiano l’attenzione degli utenti. La seconda accusa riguarda gli strumenti di verifica dell’età, ritenuti non sufficienti. La terza invece è quella di non garantire la privacy degli utenti più giovani.

Il commento di Elon Musk

Breton ha postato la decisione della Commissione Ue su X (fu Twitter). Insieme alle parole con cui ha spiegato come è nata l’indagine ha allegato anche i documenti ufficiali. Curioso il primo commento. Appena sotto il post di Breton si può trovare Elon Musk, proprietario della piattaforma su cui è stato fatto l’annuncio. Solo una parola: “Vero”. Anche se X (fu Twitter) ha perso importanza e utenti nel corso degli anni, per Musk i concorrenti principali restano i social di Mark Zuckerberg.

La risposta di Meta

Un portavoce di Meta ha commentato a Fanpage.it la notizia sull'apertura dell'indagine: "Vogliamo che gli adolescenti abbiano esperienze online sicure e adatte alla loro età. Per questo nell'ultimo decennio abbiamo sviluppato oltre 50 strumenti e policy pensate proprio per proteggerli. Questa è una sfida che tutto il settore si trova ad affrontare, e siamo pronti a condividere maggiori dettagli sul nostro lavoro con la Commissione Europea”.

Il precedente di TikTok

Un’indagine molto simile è stata condotta dalla Commissione Europea anche su TikTok. La notizia è stata diffusa lo scorso febbraio. Anche qui il sospetto della Commissione riguardava la “tana del coniglio”, quel meccanismo che porta a ottimizzare la sequenza di video che guardiamo sui social per trattenerci più tempo possibile sulla piattaforma.

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