Infiltrati nella Silicon Valley: i tre ingegneri iraniani accusati di aver rubato dati e segreti aziendali

Tre ingegneri della Silicon Valley sono stati accusati di aver sottratto segreti industriali da Google e altre aziende tech statunitensi, trasferendo alcune informazioni in Iran. Tra i dati presi di mira ci sarebbero progettazioni di microchip e sistemi di sicurezza crittografica, elementi strategici per la competitività e la sicurezza tecnologica degli Stati Uniti.
Gli imputati, tutti cittadini iraniani, avrebbero sfruttato le loro posizioni all’interno di aziende leader del settore per copiare file riservati e aggirare i sistemi di controllo interno. Le autorità federali li accusano di furto di segreti commerciali, complotto e ostruzione alla giustizia, reati che, se confermati, comporterebbero pene fino a 20 anni di carcere.
I rischi legati ai “insider threats” – ossia minacce interne derivanti da dipendenti con accesso privilegiato – sono al centro delle preoccupazioni di sicurezza nazionale, soprattutto in settori come i processori avanzati e l’intelligenza artificiale, fondamentali per la competitività economica e la leadership tecnologica degli Stati Uniti. L’inchiesta in corso è uno dei più gravi casi di presunta violazione di proprietà intellettuale collegata a possibili obiettivi stranieri negli ultimi anni.
Chi sono gli imputati
Gli imputati sono Samaneh Ghandali, 41 anni, ingegnera residente a San Jose, suo marito Mohammadjavad Khosravi, 40 anni, e la sorella di lei, Soroor Ghandali, 32.
Secondo l’atto d’accusa, tutti e tre sono cittadini iraniani. Soroor si trovava negli Stati Uniti con un visto per motivi di studio, Samaneh aveva ottenuto la cittadinanza americana, mentre Khosravi era titolare di un permesso di soggiorno permanente.
Stando alle dichiarazioni dei procuratori Khosravi avrebbe in passato prestato servizio nell’esercito iraniano, un elemento che ha contribuito ad accrescere l’attenzione degli investigatori sul caso.
Le accuse penali
I tre imputati rispondono a trecapi d’accusa: complotto per furto di segreti commerciali, furto e tentato furto di segreti commerciali e ostruzione alla giustizia.
Queste accuse si inseriscono in un quadro più ampio delle norme statunitensi contro il furto di proprietà intellettuale (tra cui il Defend Trade Secrets Act), volte a tutelare innovazioni e tecnologie ritenute strategiche a livello economico e di sicurezza nazionale.
Le presunte modalità del furto
Secondo l’indagine, i tre ingegneri avrebbero sfruttato le loro posizioni all’interno di aziende leader nel settore dei mobile processor – processori per dispositivi mobili come smartphone e tablet – per accedere a informazioni riservate riguardanti sicurezza dei processori, crittografia e altri elementi critici di design.
Samaneh e Soroor Ghandali avevano lavorato in passato per Google prima di passare ad altre società tecnologiche, identificate negli atti come “Company 3”. Khosravi era impiegato presso una diversa azienda, indicata come “Company 2”, che si occupa dello sviluppo di system-on-chip (SoC) – microchip che integrano CPU, GPU, memoria e altre componenti su un unico circuito.
La procura sostiene che migliaia di file riservati siano stati copiati da sistemi aziendali e trasferiti tramite piattaforme di comunicazione a terzi, prima di essere duplicati su dispositivi personali e di lavoro non autorizzati. Parte di quei dati sarebbe poi stata accessibile anche da dispositivi collegati all’Iran.
Ostacoli alle indagini e presunti tentativi di copertura
Gli atti d’accusa rivelano che Google aveva già segnalato attività sospette di Samaneh Ghandali nel agosto 2023, revocando il suo accesso ai sistemi aziendali dopo aver rilevato anomalie nei suoi download di file riservati. In risposta, la donna avrebbe firmato una dichiarazione giurata in cui negava ogni comportamento illecito.
Successivamente la coppia avrebbe cercato metodi per cancellare comunicazioni e verificare i tempi di conservazione dei dati sugli operatori di telefonia mobile, un possibile tentativo di eliminare tracce digitali. Avrebbero inoltre fotografato manualmente centinaia di schermate contenenti informazioni riservate, probabilmente per eludere gli strumenti di monitoraggio automatico.
Secondo le indagini poco prima di un viaggio in Iran nel dicembre 2023, Samaneh ha scattato circa 24 fotografie di schermate di proprietà intellettuale sul computer di Khosravi – inclusi dati su progettazioni di SoC – che sarebbero state poi accessibili durante la loro permanenza all’estero.
Furto di segreti industriali: minacce e sanzioni
Il furto di segreti industriali rappresenta una minaccia per la competitività economica e la sicurezza tecnologica. Secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, informazioni come i progetti di processori avanzati o i sistemi di sicurezza crittografica non sono pubbliche e hanno un valore economico significativo, perché non possono essere facilmente replicate o ottenute da concorrenti
Se ritenuti colpevoli, ciascuno degli imputati rischia fino a 10 anni di carcere per ogni accusa di furto di segreti commerciali e fino a 20 anni per ostruzione alla giustizia, oltre a multe che possono arrivare a 250.000 dollari per capo d’accusa.