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Il piano anti-pezzotto della Serie A non funziona: “Piracy Shield va chiuso, blocca i siti sbagliati”

Il sistema avrebbe dovuto oscurare i siti che trasmettono le partite in maniera illegale, eppure da inizio febbraio la piattaforma ha bloccato anche siti che non hanno nulla a che fare con la pirateria.
Intervista a Stefano Zanero
Professore di ingegneria informatica al Politecnico di Milano ed esperto di cybersecurity
A cura di Elisabetta Rosso
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Il problema è alla base. Piracy Shield, la piattaforma anti-pirateria della Serie A, sembra non tener conto di come funzioni Internet nel 2024. Il sistema che dovrebbe bloccare i siti illegali che trasmettono gli eventi sportivi in diretta non funziona. E infatti in mezzo ai primi 3.212 blocchi ci sono anche siti che non hanno nulla a che fare con la pirateria.

"È ovvio, è da 15 anni che lo diciamo. Gli indirizzi IP non sono univoci, non possono essere bloccati in modo selettivo solo i siti pirata, e per questo Piracy Shield va spento, prima che faccia dei danni più seri", spiega a Fanpage.it Stefano Zanero, professore di ingegneria informatica al Politecnico di Milano ed esperto di cybersecurity.

Il rischio infatti è che nel mirino finiscano anche siti della pubblica amministrazione, creando quindi un disservizio per i cittadini, "non c'è nemmeno un processo di revisione e le segnalazioni sono in mano a utenti privati, in questo modo si violano i diritti dei cittadini", aggiunge Zanero. Come se non bastasse il sistema non è nemmeno in grado di bloccare la pirateria. Chi trasmette illegalmente, infatti, dopo il blocco userà un altro indizizzo IP. E siamo punto e a capo.

Partiamo da Piracy Shield. 

Non saprei nemmeno da dove cominciare, partiamo dal fatto che Piracy Shield è un’idea sbagliata e quindi non può che dare risultati sbagliati.

Perché sbagliata?

Perché sulla rete internet non è possibile bloccare in maniera sensata gli indirizzi IP, specialmente nella internet del 2024.

E infatti la piattaforma ha bloccato anche siti che non erano pirata. 

Non poteva che succedere questo. Alcuni indirizzi IP di grandi piattaforme, come Akamai, stanno davanti a centinaia di migliaia di siti e di servizi diversi. Internet è fatta così, non è che se il legislatore decide di scrivere diversamente internet è fatta diversamente.

Facciamo un passo indietro. Quali sono i problemi del sistema?

Gli indirizzi IP non sono univoci, non possono essere bloccati in modo selettivo solo i siti pirata, e per questo Piracy Shield va spento. Non può funzionare, è sbagliato. Gli indirizzi IP ruotano, non sempre identificano lo stesso computer. Nella rete internet del 2024 un indirizzo IP sta davanti a decine di migliaia di sistemi diversi.

Per esempio?

Ci sono indirizzi IP di fornitori di servizi in Cloud che condividono gli indirizzi tra tanti dei loro utenti, ci sono le CDN che accelerano i contenuti o che proteggono i siti dai denial of service, che mettono un sacco di siti dietro gli stessi IP. Quindi se noi blocchiamo questo indirizzo, inevitabilmente blocchiamo l’accesso a tutto quello che ci sta dietro. Il problema è che ovviamente chi vuole distribuire questi contenuti pirata utilizza indirizzi IP che non necessariamente utilizza solo lui.

Quindi il rischio è che vengano bloccati anche altri siti che non sono pirata. 

Essì, ma tra l’altro, i siti pirata la settimana prossima usano un altro indirizzo IP, e invece gli alti indirizzi IP rimarranno bloccati in eterno. Non ha nessun senso questa cosa.

Ecco cosa succede agli IP bloccati?

Secondo quello che dice Agcom se entro 5 giorni nessuno protesta rimangono bloccati in eterno. Secondo loro quelli che trasmettevano illegalmente le partite di calcio avrebbero usato in eterno lo stesso IP. Capisce?

Sì. Solo danni, nessun beneficio. 

Ma è una cosa che si dice da 15 anni, da 15 anni litighiamo nei tribunali per evitare questo sistema. Nella norma c’è scritto una cosa impossibile. E come se avessero detto possiamo saltare dai grattacieli purchè siamo in grado di volare, ma noi non siamo in grado di volare.

Ma perché nonostante i tecnici e gli esperti contrari Piracy Shield è stata approvata?

Forse non ci hanno ascoltato abbastanza, o forse sono convinti che se chiedono ai tecnici di fare una cosa impossibile prima o poi questa cosa sarà possibile. Non lo è. Dopo di che, ovviamente per ogni esperto che dice che non si può fare ci sarà uno yesman che dice che si può fare. Se poi ascolti questi invece degli esperti…eh è qui la radice del problema.

Tra l’altro, c’è il problema che gli indirizzi IP non sono infiniti…

Li stiamo riutilizzando tutti proprio perché sono finiti. Come dicevo, ogni volta che si guarda un aspetto di questa vicenda si vede un errore. È una serie continua di errori.

Che poi, tra le centinaia di migliaia di siti che rischiano di essere bloccati ci saranno anche IP che coprono indirizzi importanti. 

Certo, questa cosa succederà inevitabilmente prima o poi. Naturalmente bloccheranno anche cose che non c’entrano niente, anche cose che non andrebbero bloccate.

Pensiamo allo scenario peggiore. 

Mah, per esempio tutti i sistemi delle pubbliche amministrazioni se non li blocchiamo è solo perché sono fatti male e spesso non sono protetti da sistemi anti-DDoS. Questo sistema va bloccato prima che faccia dei danni, li ha già fatti ma per ora sono contenuti.

Provando a fare un elenco dei danni: Piracy Shield non blocca i siti pirata, può bloccare siti importanti creando un disservizio, e blocca indirizzi IP che non sono infiniti. Qualcos’altro da aggiungere?

È più una velleità filosofica, però c’è da dire che in un Paese dell’Europa occidentale, entità private possano caricare un indirizzo IP su una piattaforma e bloccare l’accesso per tutta la nazione, questa cosa qui non succede nemmeno in Cina, almeno lo blocca il Partito cinese, pensi cosa mi tocca dire. Consideri che nessuna autorità pubblica e in particolare la magistratura, che si dovrebbe in tal caso pronunciare sul possibile blocco, controlla, è una cosa inaudita. Non esiste in nessun Paese occidentale. Per inserire un blocco nella lista dei siti pedopornografici c’è un processo di revisione. Qui no.

Proprio nessun controllo quindi?

No, e pensi se qualcuno inserisce per sbaglio una cifra, nessuno controlla perché i service provider devono bloccare. È una follia.

Parliamo di calcio. È anche un problema culturale. 

Certo che è culturale. Il calcio in Italia è molto importante più della libertà dei cittadini a quanto pare. Se fosse un problema economico tra i 30 miliardi del calcio e i mille miliardi di fatturato del mondo internet la decisione sarebbe evidente.

Ma c’è un modo per bloccare questi siti pirata o non si può fare?

I modi corretti sono chiedere i take down alle piattaforme e ai provider, e rassegnarsi al fatto che la pirateria è esistita, esiste e esisterà sempre.

Quindi è impossibile eliminarla?

È impossibile, stanno cercando di ottenere qualcosa di impossibile. Si ricorda la pirateria dello streaming musicale quando la gente scaricava tonnellate di mp3 da internet?

Come no. 

Ecco questo fenomeno è scomparso con Spotify. Se c’è un modo semplice, economico, per ottenere quella cosa a un'alta qualità la gente non pirata più. Questo è il modo. Il metodo scelto invece viola i diritti civili degli italiani.

Ci sono delle violazioni dal punto di vista legale?

Non sono un avvocato, però prima o poi penso che succederà un disastro sufficientemente grande, e quando succederà si arriverà in tribunale per capire di chi è la colpa. Io spero che la responsabilità ricada sui segnalatori e su Agcom.

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