Il governo Meloni ora è impegnato a far cambiare l’unità di misura Volt con Volta: “Non è solo linguistica”

Il Volt è l’unità di misura che indica la tensione elettrica. Più è alto, più la tensione elettrica sale. Il suo simbolo è la V, maiuscola. Il Volt fa parte del Sistema internazionale di unità di misura (SI): è usato in tutto il mondo, con questo nome e questo simbolo. Almeno per ora, visto che sul Volt ha deciso di intervenire Alessio Butti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Innovazione Tecnologica. In questi giorni, dalla sua pagina Facebook, ha lanciato una battaglia sulla nomenclatura di Volt. Nello specifico, ha incontrato Annette Kyo, Direttrice Generale del Bureau International des Poids et Mesures di Parigi.
Questo organo è uno dei tre che si occupano di sorvegliare e mantenere il Sistema internazionale di unità di misura. È qui che è custodito il cilindro di platino-iridio che fino al 2019 è stato il metro di paragone per definire il chilogrammo. Ora questa unità di misura si calcola a partire dalla costante di Planck. Ed è qui che Butti vorrebbe insediare l’idea di sostituire la definizione di Volt a Volta. In sè, la motivazione è comprensibile: “Non è una semplice questione linguistica. È un riconoscimento storico, scientifico e culturale a uno dei padri della scienza moderna: Alessandro Volta, lo scienziato italiano che ha cambiato per sempre il rapporto dell’umanità con l’elettricità”.
Il problema dei cognomi degli scienziati e le loro misure
Ora, il problema non è posto male. La maggior parte delle unità di misura simili al Volt portano il nome dello scienziato che le ha teorizzate. L’Ampere prende il nome dal fisico francese André-Marie Ampére, esperto di elettromagnetismo. Il Newton misura la forza, e deriva ovviamente da Isaac Newton. Il Watt, unità che misura la potenza, arriva da James Watt. L’Hertz, che misura invece la frequenza, prende il nome da Heinrich Rudolf Hertz. Il cognome è sempre stato conservato per intero, tranne quello di Volta che ha perso una A.
“Valorizzare Alessandro Volta significa ricordare che l’Italia non è solo erede di una grande tradizione scientifica. È un Paese che vuole continuare a contribuire, con autorevolezza, ai grandi processi di innovazione tecnologica internazionale”. Scrive Butti. L’obiettivo è quello di lavorare al cambio del nome per il 2027, anno in cui si celebrano i 200 anni dalla morte di Alessandro Volta. Certo, al netto delle priorità sull’Innovazione in Italia, bisogna vedere come questa piccola modifica potrebbe incidere nella gestione dei dati tra la comunità scientifica internazionale.