Il caso Minerva Salute, la dottoressa Fugger e il video sui gettonisti: “Influenza? Tachipirina e lavori”

Ai social Minerva Salute, al secolo Solange Fugger. Medico, classe 1989, migliaia di follower sui social e passata alle cronache come la primaria più giovane d'Italia. La definizione più corretta, ma questo è nella sua stessa bio, è responsabile di DEA di I livello all’Aurelia Hospial, una struttura che si occupa di medicina di urgenza. Negli ultimi giorni un suo video sui medici che lavorano come liberi professionisti ha sollevato un discreto numero di critiche. Non solo dagli utenti, ma anche da altri medici che hanno un’attività social.
700.000 follower su TikTok, 284.000 follower su Instagram, Minerva Salute è molto attiva sui social. Si occupa di divulgazione, spesso parla di casi clinici, ma aggiunge anche elementi di vlog, trend o riflessioni generiche sul mondo della medicina. Nel 2025 ha anche vinto il premio nella categoria Education Creator dell’anno ai TikTok Awards. Negli ultimi giorni ha pubblicato due video sul ruolo dei medici gettonisti.
Le parole di Fugger: “Se sei un libero professionista la malattia non esiste”
Vi lasciamo qui il video completo, riassumiamo solo i punti. Fugger parla delle disponibilità dei medici che lavorano come gettonisti, è una formula con cui si intendono i medici in partita iva che lavorano insieme a strutture pubbliche. In molte strutture questi medici sono fondamentali per garantire continuità al servizio, soprattutto in reparti d’urgenza. Non hanno uno stipendio mensile ma vengono pagati a turno. Secondo Minerva Salute questi medici dovrebbero avere un senso di responsabilità maggiore verso il proprio lavoro: “Se hai un contratto con un ospedale hai diritto a ferie, malattia e 104. Se sei un libero professionista la malattia e le ferie non esistono”.
E ancora, parlando dei turni: “Io ho compilato i turni in base alle disponibilità di ogni medico. Esce fuori che un medico che lavora con me ha un imprevisto, ha l’influenza e non si sente di venire a lavorare. Se sono un libero professionista questa cosa non esiste: devi cercare tu il cambio. Ovviamente rispettando i limiti: se viene ricoverato nessuno gli dice che direi venire a fare il turno. Altrimenti ti prendi una bella Tachipirina e vieni al lavoro”. Il tema del video, insomma, è la responsabilità verso il lavoro di chi è in libera professione.
Il video è poi stato aggiustato da un secondo contenuto pubblicato nei giorni dopo in cui Fugger spiega meglio il concetto, senza spostare troppo il baricentro. Nel frattempo ha sollevato un discreto dibattito in quella che è nota come MedTok, i medici attivi soprattutto su TikTok. Una comunità che inizia a diventare affollata anche di contenuti che forse potremmo risparmiaci, almeno per rispetto della professione. Tra autoproduzione di studi privati e consigli medici diffusi con faccette allarmate. Ma certo, il marketing gratis piace a tutti.
Ad ogni modo, le parole di Fugger sono sembrate un po’ nette rispetto a scelte che non dovrebbero passare al vaglio di chi organizza un piano di lavoro tra liberi professionisti. Al netto del senso di responsabilità, chi lavora in libera professione ha meno tutele di chi ha un contratto regolare. E non riguardano solo le malattie o le ferie, ma è più difficile anche l’accesso ad altre tutele come la disoccupazione. Certo, quando parliamo di ambiti sanitari il tema diventa più delicato, ma forse lo schema da creator video-video replica-video replica della replica non è il posto migliore dove trattarlo.