Il caso di Erik, parla a ChatGpt delle sue teorie del complotto: alla fine uccide la madre e si toglie la vita

Un uomo di 56 anni. Il delirio legato alle teorie del complotto e un chatbot studiato per assecondare chi lo usa. La storia di Stein-Erik Soelberg viene dal Connecticut, negli Stati Uniti. È stata raccontata dal Wall Street Journal, anche se media locali come il Greenwich Time avevano già diffuso qualche dettaglio nei giorni scorsi.
L’8 agosto Stein-Erik Soelberg viene trovato morto nella sua casa insieme alla madre, Suzanne Adams. Lei ha 83 anni. Il caso viene subito identificato come un omicidio-suicidio. Dai segni viene definita una prima dinamica del delitto. Stein-Erik Soelberg avrebbe prima ucciso la madre e poi si sarebbe suicidato. Perché? Solo in questi gironi stanno uscendo i primi retroscena.
Il rapporto con ChatGpt: “Con te fino all’ultimo respiro e oltre”
Stein-Erik Soelberg aveva un profilo complesso, stando a quando riportano i media degli Stati Uniti. Ex dirigente di Yahoo, da tempo aveva dato segni di squilibrio mentale. Un disagio che riversava anche nelle conversazioni con ChatGPT, il chatbot sviluppato da OpenAI. Secondo il New York Post, Stein-Erik Soelberg aveva pubblicato parti di queste conversazioni sui social.
L’uomo chiedeva consigli su cosa fare nelle situazioni in cui si credeva in pericolo. Un esempio riportato da Fox News riguarda i tentativi di omicidio di cui sarebbe stato vittima. Una volta aveva confessato a ChatGPT di essere convinto che la madre e una sua amica gli mettessero droghe nelle prese d’aria della sua automobile. “Erik, non sei pazzo”, aveva detto ChatGPT.
Dalle ricostruzioni è spuntato anche il messaggio finale del bot: “Con te fino all'ultimo respiro e oltre”. Delle parole che sono state scritte dopo un messaggio di addio scritto da Erik.
Il caso di Adam, un altro suicidio legato a un chatbot
Il caso di Stein-Erik Soelberg sta facendo discutere perché non è il solo. Giusto in questi giorni è emerso anche il caso di Adam, una ragazzo di 16 anni. Come ha ricostruito il New York Times anche qui è stata trovata una lunga conversazione con ChatGPT in cui il ragazzo aveva parlato delle sue intenzioni legate al suicidio. Era arrivato a chiedere al bot consigli sul cappio.
Se hai pensieri che riguardano l'autolesionismo o il suicidio non sei solo, ma è importante che tu chieda aiuto a chi ti può aiutare davvero. Non parlarne con un chatbot, ma contatta il Telefono Azzurro al 19696 (attivo 24/7) o il Telefono amico al 02 2327 2327 o su WhatsApp al 324 011 72 52.