I fondatori di Twitter e Pinterest lanciano un App per “guarire” i social: cos’è Tangle

Negli ultimi vent'anni il web si è rapidamente trasformato in un serbatoio di odio, linguaggio violento e modelli irrealistici spacciati da riferimenti da imitare a ogni costo, ma ora due veterani della Big Tech vogliono provare a invertire la rotta. Biz Stone, cofondatore di Twitter (ora X), ed Evan Sharp, tra i fondatori di Pinterest, hanno lanciato lo scorso novembre una nuova app che promette di essere l'antidoto alla "terribile devastazione" provocata dai social media sulla mente e sulle relazioni umane. L'app in questione si chiama Tangle ed è il primo prodotto della West Co, startup nata nel 2023 che vede lo stesso Sharp come CEO.
Al momento la piattaforma è ancora in fase di sperimentazione ed è disponibile solo in una versione a invito, ma ha già uno scopo dichiarato: mettere da parte le dinamiche tossiche del mondo digitale per riportare le persone a usare il Web per migliorarsi giorno dopo giorno
Cos'è Tangle, l'app dello sviluppo "positivo"
Stando alle intenzioni manifestate dagli stessi ideatori, Tangle non punta ad essere un social network tradizionale dove postare opinioni, video o immagini, ma una nuova forma di condivisione digitale, progettata per una vita più consapevole. Ogni mattina l'app chiede agli utenti quali siano le loro intenzioni per la giornata appena iniziata, invitandoli poi a condividere obiettivi personali, sostenerli tra amici e riflettere su come sono stati raggiunti.
Secondo West Co, Tangle vuole infatti aiutare le persone a "pianificare con consapevolezza, catturare la realtà delle proprie giornate e concentrarsi su quegli aspetti profondi che danno forma all'esistenza", come si legge in un annuncio di lavoro sul sito dell'azienda. Invece di postare foto o opinioni per ottenere like, la ferma intenzione di Sharp e Stone – i quali hanno dato il via alla nuova impresa con un finanziamento di ben 29 milioni di dollari – è dunque quella di spronare gli utenti a concentrarsi sulle proprie aspirazioni di auto-miglioramento, come dedicare più tempo ai figli o rallentare il ritmo lavorativo, e trasformare il social in uno spazio di supporto e consapevolezza.
Una risposta ai danni collaterali dei social
Descrivendo le motivazioni che lo hanno spinto a imbarcarsi in questa nuova avventura, Sharp ha affermato di essersi tormentato per anni, rimuginando continuamente su come il suo lavoro e quello del suo socio Stone abbiano contribuito a sconvolgere la vita delle persone, soprattutto tra le nuove generazioni. La domanda che si è posto è stata: "Cosa potrei costruire per rimediare, almeno in parte, alla devastazione della mente e del cuore che abbiamo causato negli ultimi 15 anni?". Stone ammette che il lavoro è complesso: "Creare qualcosa che aiuti le persone a orientarsi nella loro vita è difficile, ma ne vale la pena", ha dichiarato al Financial Times.
Stone e Sharp non sono soli in questa riflessione. Il Financial Times inserisce il loro progetto in una tendenza più ampia che vede diversi protagonisti della tecnologia fare i conti con gli effetti collaterali delle proprie creazioni. Anche Jonathan Ive, storico designer di Apple, ha parlato di "conseguenze non intenzionali" dello smartphone, motivando così il suo nuovo progetto di dispositivi basati sull’AI. Non a caso, Sharp ha lavorato per due anni proprio nello studio LoveFrom di Ive prima di fondare West Co.
Un team atipico per una sfida culturale
La startup, con sede a San Francisco, riunisce oggi ex dipendenti di Twitter e Pinterest e figure insolite per il mondo tech, come una ex ministra unitariana (l'unitarianismo è un movimento religioso collaterale della Chiesa protestante), oggi responsabile per un "utilizzo saggio dell'IA". Un segnale che la sfida non è solo tecnologica, ma culturale. Tangle, prova così a immaginare un social meno rumoroso e più umano. Resta da capire se gli utenti, abituati alla gratificazione immediata dei feed, saranno pronti a seguirli.