Gli Uffizi di Firenze sotto attacco hacker: sale chiuse e Tesoro dei Granduchi nel caveau di Bankitalia

Un attacco hacker rimasto sotto traccia per mesi sta obbligando uno dei musei più famosi del mondo a prendere drastiche contromisure di sicurezza. Dopo essere finite nel mirino di un gruppo di hacker tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio, le Gallerie degli Uffizi di Firenze hanno spostato parte del Tesoro dei Granduchi, normalmente custodito ed esposto a Palazzo Pitti, presso il più sicuro caveau della Banca d'Italia. Dal 3 febbraio 2026, intere aree del museo sono tuttora interdette ai visitatori e, stando a quanto riportato oggi dal Corriere della Sera, la situazione appare ben più complessa di quanto si pensasse. L'accesso abusivo ai sistemi sarebbe infatti cominciato già nell'estate 2025, sfruttando una falla in un software non aggiornato. Da quella vulnerabilità, gli intrusi si sarebbero mossi indisturbati all'interno della rete riuscendo a mettere le mani non solo sull'intero archivio digitalizzato delle opere custodite, ma anche su tutti i piani di sicurezza e le procedure operative che regolano l'attività dell'intera struttura.
I dati sottratti e richiesta di riscatto
Quando i responsabili degli Uffizi si sono accorti del raid informatico, i server erano già stati svuotati dei loro contenuti più preziosi. Tra i dati sottratti figura soprattutto l'intero archivio fotografico del museo che, nei decenni, ha digitalizzato tutto il campionario di opere e documenti di inestimabile valore. Un patrimonio culturale che ora è in parte perduto. Per restituirlo, riporta sempre il Corriere, i malintenzionati hanno contattato direttamente il direttore degli Uffizi, Simone Verde, per chiedere un riscatto.
Ancora più allarmante è però la natura delle altre informazioni trafugate. Gli intrusi sarebbero riusciti a entrare nei sistemi dell'ufficio tecnico, acquisendo password, codici di sicurezza, interne planimetrie, posizioni di telecamere e sensori. Una vera e propria "mappa operativa" del complesso museale che comprende anche Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli. Dati che, se diffusi o venduti sul dark web, potrebbero trasformarsi in un rischio concreto per furti e attentati.
Le misure straordinarie
Per limitare i danni e prevenire possibili azioni criminose, la direzione del museo ha disposto la chiusura di alcune aree di Palazzo Pitti e alcuni accessi di sicurezza sono stati murati in quattro e quattr'otto. Dal 3 febbraio scorso, il sito delle Gallerie degli Uffizi segnala la temporanea sospensione delle visite al Tesoro dei Granduchi, ufficialmente attribuita a interventi di manutenzione straordinaria. Oggi sappiamo che in realtà tutto dipende dagli sviluppi della questione relativa alla minaccia hacker. Ai dipendenti è stato chiesto il massimo riserbo. Nel frattempo, la procura e la polizia postale, con il supporto dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) sta proseguendo con le indagini.