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Famiglia rifiuta 26 milioni dollari per salvare la fattoria: “Vogliono costruire un data center, resistiamo”

Nel Kentucky, una madre e una figlia hanno rifiutato un’offerta di circa 26 milioni di dollari pur di salvare la loro fattoria dall’acquisizione da parte di un’azienda intenzionata a costruire nella zona un nuovo data center. A nulla sono valsi i tentativi i tentativi di persuasione, con promesse di nuovi posti di lavoro e benefici per l’economia locale: “È una truffa”.
A cura di Niccolò De Rosa
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Nell'America proiettata verso un futuro sempre più tecnologico, una famiglia del Kentucky ha deciso di non cedere all'incedere del progresso. Ida Huddleston, 82 anni, e sua figlia Delsia Bare, 54, hanno infatti rifiutato un'offerta complessiva da 26 milioni di dollari per cedere gran parte della loro proprietà a una grande azienda di intelligenza artificiale interessata a costruire un data center. Una cifra enorme, circa dieci volte superiore al valore medio dei terreni della zona, che però non è bastata a convincere le due donne. Per loro la fattoria e i suoi più di 485 ettari nei pressi di Maysville, nella contea di Mason, sono molto più di un bene economico: rappresentano un'eredità familiare tramandata da generazioni, un simbolo di identità e di autosufficienza.

La febbre dei data center per sostenere lo sviluppo americano

La proposta ricevuta dalla famiglia si inserisce in un momento storico durante il quale, negli Stati Uniti, il tema relativo ai data center più caldo che mai. Queste infrastrutture rappresentano il cuore dell'economia digitale contemporanea. Ospitano server e sistemi informatici che gestiscono enormi quantità di dati, alimentando servizi cloud, piattaforme online e applicazioni di intelligenza artificiale. La loro importanza è destinata a crescere, soprattutto con l'espansione dell'IA generativa, un settore talmente strategico che lo scorso luglio l'Amministrazione Trump ha annunciato l'accelerazione di tutte le pratiche per la concessione di autorizzazioni relative alla costruzione di nuovi data center.

Queste infrastrutture non sono però un toccasana per l'ambiente. Al contrario, sono impianti energivori, spesso al centro di critiche per l'impatto ambientale causato dai consumi elevati di acqua per il raffreddamento, l'utilizzo intensivo di energia elettrica e i possibili effetti sul territorio che le ospitano. Nelle scorse settimane, alcune aziende che hanno deciso di puntare molto sull'IA (come Google e Meta) hanno dichiarato che si faranno carico di simili costi energetici per i data center, ma al momento non è ancora chiaro se, come e quando questa promessa verrà realizzata.

Le ragioni del rifiuto

È proprio su questi aspetti che si fonda la decisione della famiglia. Come raccontato dall'emittente Local 12, Huddleston ha respinto l'offerta con parole dure: "Ci chiamano vecchi contadini stupidi, ma non lo siamo". La sua preoccupazione riguarda soprattutto le risorse naturali: "Sappiamo che quando il nostro cibo scompare, le nostre terre scompaiono e non abbiamo acqua".

Alla base di tanta determinazione – alzi la mano chi avrebbe rifiutato così tanti soldi – c'è però anche una visione che mette in discussione la narrazione secondo cui grandi investimenti tecnologici portano automaticamente sviluppo economico. Huddleston ha pubblicamente dichiarato di non credere alle promesse riguardo la creazione di nuovi posti di lavoro e i benefici per tutta la comunità che le sono state proposte. "È una truffa", ha decretato senza usare mezzi termini.

Se state pensando che, in tutta questa vicenda, gli altri membri della famiglia siano rimasti scottati dal rifiuto di una cifra che avrebbe garantito il futuro economico di tutti per generazioni, vi sbagliate di grosso. Anche la figlia Delsia Bare, 54 anni, ha rispedito al mittente un'offerta da 48.000 dollari a acro (un acro corrisponde a circa 0,4 ettari) per il terreno vicino. "Restate, mantenete la posizione e sfamate una nazione", è stato l'invito della donna agli altri agricoltori che potrebbero trovarsi nelle medesime condizioni.

La famiglia è diventata un simbolo di resistenza

Dopo la diffusione nella notizia, negli States madre e figlia sono subito diventate le eroine di quella parte dell'opinione pubblica che vede nel progresso una corruzione della società. Nel cuore dell'America rurale sono in molti a non fidarsi della feroce digitalizzazione della società moderna. Per queste persone, le aziende Tech che vogliono investire sul territorio per erigere nuove infrastrutture sono considerate alla stregua di invasori che vogliono arricchirsi alle spalle di comunità che in quei luoghi hanno lavorato, coltivato e allevato per generazioni. Nel dibattito mediatico qualcuno ha azzardato il paragone tra le due donne a Rossella O'Hara, simbolo letterario dell'attaccamento alla terra nel romanzo (e poi film) Via col vento.

Nonostante il rifiuto, il progetto potrebbe però andare avanti comunque. Secondo i media locali l'azienda avrebbe infatti modificato i piani, acquisendo terreni da altri proprietari disposti a vendere. Il rischio, per la famiglia Huddleston, è quindi quello di ritrovarsi come l'anziano protagonista del film d'animazione Up, circondata da edifici e strutture che aveva cercato in ogni modo di evitare.

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