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“Donazioni per il funerale del bimbo col cuore bruciato”: la truffa del dolore arriva sui social

Profili fake e IBAN falsi spuntano dopo la morte di Domenico: come funzionano le charity scam e quali sono i segnali per riconoscerle ed evitarle.
A cura di Elisabetta Rosso
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C'è la foto di Domenico, l'emoji di un cuore spezzato, la frase "donazioni per funerali" e poi un codice IBAN. Non è quello della sua famiglia. Il profilo è comparso online lo stesso giorno in cui il bambino, il 21 febbraio, è morto a seguito di un improvviso e irreversibile peggioramento delle sue condizioni cliniche. Nel giro di poche ore, decine di account hanno iniziato a rilanciare appelli identici, con la stessa immagine, la stessa promessa di aiutare, lo stesso invito a versare denaro. Cambia solo il conto corrente. È l'anatomia di una truffa che si nutre del dolore.

Il caso rientra in un fenomeno più ampio: le charity scam, truffe di beneficenza. I truffatori sfruttano tragedie, malattie, calamità naturali per attirare la compassione e aggirare il giudizio critico. In questo caso, la malattia e la morte di un bambino che è finita al centro di un caso mediatico. 

Come funzionano le charity scam

Queste truffe usano come leva emotiva la sofferenza per indurre le persone a versare denaro a conti falsi o a pagare somme che non arriveranno mai ai familiari o alla causa dichiarata.

I truffatori osservano il ciclo dell’informazione, intercettano una tragedia, raccolgono immagini e dettagli dai social o dagli articoli di cronaca, e costruiscono in poche ore un appello credibile. Il lessico è semplice, diretto, spesso sgrammaticato ma efficace: “Aiutate la famiglia”, “Servono fondi per il funerale”, “Anche un piccolo contributo può fare la differenza”.

La madre di Domenico, Patriza Mercolino, ha lanciato un appelloper segnalare i profili fake: "Stanno facendo truffe, non ascoltateli. Non guardate quello che sta uscendo. Assieme al mio avvocato, a breve, daremo notizie su questa fondazione che voglio creare in nome di Domenico per non dimenticarlo". La famiglia ora sporgerà denuncia alle autorità competenti.

Riconoscere i profili sospetti per non cadere nella truffa

Le raccolte fondi autentiche esistono, e spesso nascono davvero dal basso, da amici e parenti che si mobilitano per sostenere una famiglia colpita da un lutto o da una malattia. È proprio questa somiglianza a creare confusione. A distinguere le une dalle altre, però, sono dettagli che, osservati con attenzione, raccontano un’altra storia.

I profili fraudolenti spesso sono stati creati di recente, hanno un numero limitato di contatti e condividono quasi esclusivamente l’appello alla donazione. Mancano riferimenti verificabili alla famiglia, non c’è un collegamento a un canale ufficiale e non compare alcuna conferma da parte di parenti o istituzioni. L’IBAN indicato non è riconducibile ai familiari e spesso non viene fornita alcuna spiegazione su chi sia il titolare del conto.

Molto spesso il testo dell’appello è copiato e incollato su più pagine, con minime variazioni. C’è poi il fattore dell’urgenza. Le richieste insistono sul “subito”, sul “non c’è tempo”, sul bisogno immediato di coprire grandi spese in tempi brevi.

Come difendersi dalle truffe di beneficenza

Difendersi significa rallentare. Prima di effettuare una donazione, è essenziale cercare una conferma, controllare se la famiglia ha diffuso un messaggio ufficiale o se esiste una raccolta fondi promossa da persone identificabili. E, soprattutto, evitare di inviare denaro sulla base di un singolo post condiviso sui social.

È anche fondamentale non amplificare inconsapevolmente l’inganno. Condividere un appello senza averne verificato la provenienza significa contribuire alla sua diffusione. Segnalare alle piattaforme i profili sospetti e, nei casi più gravi, alle autorità competenti, è invece un modo per interrompere la catena.

Al momento, non ci sono raccolte fondi legate a Domenico. L'avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi ha dichiarato che presto assieme alla madre di Domenico verrà costituito "un comitato raccolta fondi per una fondazione in nome del figlio, per aiutare tutte le vittime di colpa medica e i bambini trapiantabili". Ha poi ribadito "stanno ponendo in essere vari tentativi di truffe e sicuramente qualcuna andrà a buon fine".

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