Cosa fare se scopri che le tue foto sono state diffuse sui forum: chi contattare

Il caso del forum Phica.eu, dove da venti anni venivano pubblicate e sessualizzate le foto di centinaia di donne all'oscuro di tutto, ha reso evidente, forse più di qualsiasi altro episodio di cronaca, quanto sia facile perdere il controllo delle proprie foto sul web. Phica.eu, che alla fine è stato chiuso (ma il sito è ancora online), è la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma non è certo un caso isolato: sul web continuano infatti a nascere e proliferare gruppi, come è successo con il caso Mia Moglie, in cui venivano pubblicate foto rubate, molte dai profili social delle dirette interessate, per essere poi date in pasto a commenti sessualizzanti e sessisti degli utenti, quasi sempre uomini.
In realtà, anche se una foto è stata pubblicata dal diretto interessato sui suoi account social, prenderla e pubblicarla senza il suo consenso altrove può costituire una violazione della privacy sanzionabile. Ancora di più se la foto in questione viene decontestualizzata e pubblicata in un forum con scopi che non hanno nulla a che fare con la sua destinazione iniziale e che potrebbero danneggiare la persona coinvolta. A Fanpage.it l'avvocato Guido Scorza, componente del Garante per la protezione dei dati personali, ha spiegato cosa possiamo fare nel caso in cui scopriamo che una nostra foto è finita in un forum a noi sconosciuto.
Il primo step possibile
"Se si verifica una cosa simile, la persona che ha trovato una sua foto in una piattaforma o un forum, a prescindere che sia porno o meno, in cui è stata pubblicata da altri senza il suo consenso può agire su più piani", spiega Scorza. Il primo step consiste nel segnalarlo alla piattaforma stessa in cui abbiamo trovato la nostra foto. "Normalmente in qualsiasi piattaforma c'è un pulsante vicino ai singoli contenuti per chiedere proprio la rimozione del contenuto o comunque c'è un'email o un altro modo per contattare il gestore della piattaforma e presentare la nostra richiesta".
"È uno strumento particolarmente utile – prosegue Scorza – perché i gestori delle piattaforme operano sui grandi numeri, quindi non hanno un interesse specifico nella singola foto o nel singolo video. Per questo, di fronte a una richiesta di rimozione da parte di un interessato, nella maggior parte dei casi tendono per loro stessa cautela a eliminare il contenuto, indipendentemente da chi lo abbia caricato. Lo fanno non per motivi nobili, ma per evitare loro stessi possibili conseguenze o problemi. Quindi, in linea di massima, è uno strumento che molto spesso funziona".
Il secondo step
Se con questo primo strumento non otteniamo la rimozione del contenuto, possiamo rivolgerci al Garante della privacy e richiedere di accertare la violazione della disciplina sulla privacy, ovvero la pubblicazione illecita del contenuto, e quindi la rimozione del contenuto. Inoltre, è possibile chiedere al Garante anche l'applicazione di provvedimenti correttivi e sanzioni pecuniarie, ma è comunque il Garante a stabilire l'eventuale violazione e quindi l'applicazione delle sanzioni.
"In questo caso si tratta di una richiesta generica – spiega Scorza – con cui l'utente chiede al Garante di accertare se c'è stata o meno la violazione e, nel caso, adottare un provvedimento. Poi sarà il Garante a stabilire eventualmente se il provvedimento è un ordine da rivolgere a chi ha pubblicato il contenuto o al gestore della piattaforma".
Cosa fare se la foto è intima
Il terzo livello di protezione riguarda invece "i contenuti sessualmente espliciti o per altri ragioni di natura diffamatoria", spiega Scorza. Rientrano in questo tipo di contenuti anche immagini non vere, ma anche deepfake generati con l'IA proprio per imitare quella data persona. "In questo caso – procede Scorza – la persona lesa può procedere presentando una denuncia alla Polizia Postale o direttamente alla Procura della Repubblica. Come per il Garante, anche in questo caso l'interessato non deve trasformarsi in un avvocato e identificare il reato, deve segnalare la violazione e sarà poi il giudice a qualificare quel fatto come reato o meno e nel caso stabilire di che tipo di reato si tratti. Se ad esempio si tratta di pornografia non consensuale, diffamazione o altro".
Quando è possibile richiedere il risarcimento dei danni
C'è infine un ulteriore livello nei possibili strumenti possibili per difendersi da questo genere di violazione. Scorza spiega infatti che se la persona ritiene di aver subito un pregiudizio (ovvero un danno anche alla propria immagine) per effetto della pubblicazione di una foto (intima o meno), può presentarsi davanti al giudice civile e chiedere due cose diverse: può chiedere di ordinare al gestore della piattaforma o a chi ha pubblicato la foto la rimozione, anche in via di urgenza, della foto, ma può chiedere anche una cosa che non può chiedere né al garante né al giudice penale, ovvero di condannare, a seconda dei casi, chi ha pubblicato la foto, piuttosto che il gestore della piattaforma, al risarcimento del danno che la pubblicazione della foto ha procurato alla persona coinvolta.