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Cosa fare se ricevi questo alert da Instagram: la funzione per fermare le ricerche sul suicidio

Instagram ha annunciato l’arrivo di una nuova funzione che invierà notifiche automatiche ai genitori per avvisarli di ricerche su autolesionismo e suicidio da parte degli figli. Per Meta si tratta di nuovo strumento di supervisione per contrastare il disagio giovanile, ma diverse associazioni sollevano dubbi sulla reale efficacia della misura. La funzione arriverà in Italia entro l’anno.
A cura di Niccolò De Rosa
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Mentre i social sono al centro delle polemiche per la causa avviata da una ventenne californiana contro i colossi delle piattaforme, Instagram annuncia l’introduzione di una nuova funzione che invierà notifiche automatiche ai genitori quando un adolescente effettuerà ricerche ripetute su contenuti legati a suicidio o autolesionismo. La novità rientra nelle strategie con cui le piattaforme tentano di rispondere alle crescenti pressioni politiche e sociali sulla tutela dei minori online.

"Nelle prossime settimane, Instagram inizierà a notificare ai genitori che utilizzano la supervisione se il loro adolescente prova ripetutamente a cercare termini legati al suicidio o all’autolesionismo in un breve periodo di tempo", si legge nel comunicato ufficiale di Meta, casa madre della piattaforma.

Come funzionano gli alert di Instagram per i genitori

Il sistema entrerà in azione solo per gli account collegati agli strumenti di controllo parentale. Se un ragazzo tenterà più ricerche sensibili in poco tempo, scatterà una segnalazione inviata via email, sms, WhatsApp o tramite notifica interna sull'app. Aprendola, i genitori troveranno un messaggio dettagliato e materiali informativi preparati con specialisti per guidare un confronto con i figli.

Come fatto notare da diversi esperti, si tratta di un cambio di approccio significativo. Piattaforme come Instagram, TikTok e YouTube finora si sono sempre limitate a bloccare le ricerche problematiche e mostrare numeri di aiuto, senza coinvolgere direttamente i genitori. Meta ha comunque sottolineato di aver impostato una soglia minima di tentativi per evitare segnalazioni eccessive, pur ammettendo che, per prudenza, qualche notifica potrebbe arrivare anche senza un rischio reale.

L'obiettivo di Meta: rintracciare segnali di disagio nei giovani

Per l'azienda, l'intento dietro a questa novità è fornire alle famiglie strumenti utili per intervenire tempestivamente ai primi segnali di disagio. Il ricercatore Sameer Hinduja, co-direttore del Cyberbullying Research Center, ha definito la funzione "un passo importante", mentre Vicki Shotbolt dell'organizzazione Parent Zone ritiene che possa offrire maggiore serenità ai genitori.

Meta ha dichiarato di star lavorando per sviluppare avvisi analoghi anche per le conversazioni con i chatbot basati su intelligenza artificiale, considerato che oggi molti adolescenti si rivolgono spesso a questi strumenti per confidarsi o chiedere informazioni su temi personali.

Quando arriverà la funzione in Italia?

La funzione partirà dalla prossima settimana in Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Canada. L'estensione ad altri Paesi, tra cui l'Italia, è prevista entro l'anno, dopo l'adeguamento alle normative sulla privacy.

Il lancio avviene in un momento storico nel quale molti governi stanno prestando grande attenzione ai rischi delle attività online per i più giovani. Lo scorso dicembre l'Australia è diventata il primo Paese al mondo a vietare i social a tutti gli Under 16 (un esempio che forse verrà imitato anche dalla Spagna) e anche in Europa, soprattutto dopo l'entrata in vigore del Digital Services Act (DSA), le autorità stanno aumentando la pressione sulle piattaforme affinché adottino sistemi di verifica dell’età più rigorosi ed efficienti.

Le critiche delle associazioni

Nonostante le intenzioni dichiarate, diverse organizzazioni hanno espresso perplessità. Contattata dalla BBC la Molly Rose Foundation, associazione nata dopo la scomparsa della quattordicenne Molly Russell, suicidatasi nel 2017, teme che notifiche improvvise possano generare panico nei genitori e conversazioni gestite male. Anche Papyrus Prevention of Young Suicide e 5Rights hanno sostenuto che la priorità dovrebbe essere impedire ai contenuti dannosi di raggiungere i ragazzi, più che avvisare le famiglie dopo le ricerche. Alcuni studi citati da queste realtà indicano inoltre che materiali su depressione e autolesionismo continuerebbero talvolta a essere suggeriti agli utenti più vulnerabili. Meta ha più volte respinto queste critiche.

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