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Come funziona il braccialetto elettronico anti-stalker: il segnale arriva subito alla vittima

La misura viene disposta dal giudice a seguito di una denuncia e un’indagine come forma di protezione nei confronti delle vittime per prevenire reati violenti e lo stalking.
A cura di Elisabetta Rosso
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Il primo braccialetto elettronico "d'urgenza" è stato applicato a dicembre 2023, fissato alla caviglia di un uomo di 30 anni di Monza già condannato per stalking. È stata la prima applicazione del nuovo disegno di legge contro la violenza sulle donne, entrato in vigore lo scorso 9 dicembre. Il dispositivo viene applicato come misura di sicurezza o pena, ed è previsto dal Codice di procedura penale per controllare la posizione a distanza. Veniva già utilizzato per monitorare soggetti sottoposti a misure cautelari o agli arresti domiciliari. La nuova normativa ha ampliato l’applicazione del braccialetto ai delitti che sono indicatori di violenza di genere. 

Il braccialetto viene indossato come una cavigliera, è leggero, pesa circa 200 grammi, e non può essere rimosso, se non dall'autorità pubblica. È collegato a un'app installata su un dispositivo, simile a un cellulare, che viene dato alla vittima. Il braccialetto suona se lo stalker si avvicina, superando il perimetro stabilito dal giudice. Il dispositivo può essere da un lato un avvertimento importante per agire in modo tempestivo allontanandosi o chiedendo aiuto, dall'altro, un deterrente per ridurre le recidive in seguito alle denunce delle vittime.

Come funziona il braccialetto elettronico

Il braccialetto elettronico viene di solito fissato alla caviglia e utilizza la tecnologia GPS per controllare in tempo reale la posizione di chi lo indossa. Se si avvicina alla vittima il dispositivo lancia un allarme alle centrali dei carabinieri e di polizia, un secondo segnale arriva invece sul dispositivo dato alla vittima sul quale è installata un'app per monitorare gli spostamenti dello stalker.

Il sistema è configurato per rilevare anche situazioni di emergenza, come tentativi di rimuovere o danneggiare il braccialetto. L'ordine di attivazione è dato da un giudice, che determina anche il perimetro di movimento del soggetto che lo indossa, e può essere tolto solo dall’autorità di pubblica sicurezza.

Quando viene utilizzato

Il braccialetto elettronico viene applicato a chi è sottoposto agli arresti domiciliari, o si trova in regime di semilibertà. Anche per controllare chi è sottoposto a determinate misure cautelari. Il braccialetto elettronico segue le direttive del decreto svuota carceri del 2000 per combattere il sovraffollamento degli istituti penitenziari italiani. La misura viene utilizzata soprattutto per alcuni reati, quali ​furto, truffa, appropriazione indebita, ricettazione, reati tributari, o legati alla droga. Ma non solo.

Dal 9 dicembre 2023 è stata infatti resa possibile l'assegnazione del braccialetto in caso dei “reati spia”, delitti che sono indicatori di violenza di genere e minacce. La misura viene disposta dal giudice, a seguito di una denuncia e un'indagine, come forma di protezione nei confronti della vittima per prevenire reati violenti e lo stalking. In caso di manomissione o di avvicinamento, la nuova legge prevede la reclusione da 1 a 5 anni.

Perché è importante per la violenza di genere

Le denunce spesso non sono sufficienti, anzi rischiano di alimentare un'escalation di violenze e persecuzioni. Gli stalker potrebbero diventare ancora più violenti, e reagire male alla denuncia da parte delle donna. Non solo, secondo la Commissione Femminicidi le recidive anche dopo il carcere sono altissime, toccano quasi l'85% dei casi. Il braccialetto elettronico potrebbe essere un deterrente per lo stalker e un dispositivo salva vita per la vittima che può tempestivamente allontanarsi o chiedere aiuto se scopre che l'individuo ha superato il perimetro stabilito dal giudice.

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