Chiesta l’archiviazione per Vagnoli, Sabene e Fonte: perché è caduta l’ipotesi di stalking

Come molti capitoli di questa vicenda, anche questo è passato da Instagram. Carlotta Vagnoli ha pubblicato un post con un atto della Procura della Repubblica, tribunale di Monza. Il senso è chiaro: il pubblico ministero Alessio Rinaldi ha chiesto l’archiviazione delle indagini in cui Vagnoli era coinvolta insieme a Valeria Fonte e Benedetta Sabene. Tutte e tre considerabili a vario titolo influattiviste.
Le ipotesi di reato riguardavano una serie di atti persecutori nei confronti di un uomo. È una vicenda che trovate riassunta in questo articolo, dove davamo notizia della chiusura delle indagini. Come possiamo leggere negli atti diffusi da Vagnoli, le motivazioni per la richiesta di archiviazione sono diverse.
Manca l’abitualità delle condotte contestate. Manca un cambiamento delle abitudini di vita della vittima, uno dei requisiti per procedere con il reato di stalking. E ancora, tra le cause che hanno portato all’archiviazione si legge che non “sussiste la prova che le conseguenze alla propria vita privata e professionale siano ricollegabili alle condotte addebitate alle indagate”. Il riferimento è sempre alla persona che si è ritenuta offesa dalle condotte delle indagate.
Cosa succede dopo la richiesta di archiviazione
In sintesi, quando un pubblico ministero chiede l’archiviazione vuol dire che secondo lui non ci sono gli elementi per continuare con un processo. A questo punto il fascicolo arriva sul tavolo del Gip, il giudice per le indagini preliminari. Chi ha presentato la denuncia può sempre fare opposizione alla richiesta di archiviazione. Certo, la valutazione del pubblico ministero su queste carte è chiara. Per la fine dell'iter giudiziario bisogna ancora aspettare la decisione del Gip.
Il commento di Vagnoli ai giornali: “Mi fate solo schifo”
Le parole di Vagnoli a corredo degli atti sono dedicate ai giornali, cosa già fatta in passato. L'attivista ha raccolto titoli e parti di articoli comparsi negli ultimi mesi. La sua vicenda ha avuto un impatto mediatico molto largo, anche se la sua storia non si è fermata alle indagini. Molto del dibattito attorno a questa storia è legato alla diffusione delle chat tra le tre indagate, chat in cui erano presenti anche altre attiviste a partire da Flavia Carlini. Anche qui vi lasciamo un approfondimento su tutta la storia.
“A distanza di tempo, dopo un bel po’ di psicofarmaci e terapia, adesso sorrido amaramente pensando ai giornali, queste istituzioni così goffe, che davvero hanno creduto che tre come noi si potessero muovere in modo scomposto e soprattutto per una storia di corna. Se non aveste tutto questo potere, fareste davvero ridere. Invece mi fate solo schifo”.