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Catapulte sulla Luna e resti di antiche civiltà aliene: cosa prevede il piano di Musk per il futuro dell’IA

In un discorso ai dipendenti di xAI, azienda appena accorpata a SpaceX, Musk ha raccontato la sua visione per il futuro dell’intelligenza artificiale, tra catapulte elettromagnetiche, città lunari e la ricerca di alieni nello spazio profondo.
A cura di Niccolò De Rosa
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In una recente riunione plenaria di xAI, la società di intelligenza artificiale che ha sviluppato Grok, Elon Musk ha parlato ai suoi dipendenti con un intervento che molti osservatori hanno definito surreale. A giudicare dalle parole dell'eclettico imprenditore, gli obiettivi dell'azienda includerebbero la costruzione di una catapulta fantascientifica sulla Luna, la scoperta di antichi alieni e persino l'idea di arrivare a consumare quote sempre più alte dell’energia solare. Un intervento tanto bizzarro arriva in un momento molto delicato per la società. Appena il giorno prima dell'esuberante speech di Musk, uno dei co-fondatori della compagnia, Tony Wu, ha annunciato le proprie dimissioni, aggiungendosi alla già lunga lista di altre figure chiave (come Igor Babuschkin, Kyle Kosic e Christian Szegedy) che nel tempo hanno lasciato il progetto.

Per comprendere la situazione può essere utile un rapido riassunto. XAI è la compagnia di IA fondata da Musk nel 2023 con l'obiettivo dichiarato di competere con i giganti del settore, come OpenAI. Lo scorso 2 febbraio l'imprenditore ha annunciato l'acquisizione della società da parte di SpaceX, la sua azienda aerospaziale, in un'operazione pensata sia per attrarre nuovi capitali (secondo il Financial Times si parla di oltre 50 miliardi di dollari), sia per inseguire l'ambizioso piano di spostare, in un futuro non troppo lontano, i data center direttamente nello spazio, così da alimentare i sistemi di IA con risorse energetiche praticamente illimitate.

I tweet allusivi di Musk e i recenti forfait da parte di dirigenti in posizioni strategiche hanno però messo in agitazione molti dipendenti di xAI, incerti sul futuro del progetto (e dei loro posti di lavoro). Proprio a loro il multimiliardario si è rivolto con una lunga spiegazione riguardo la sua visione ai limiti della fantascienza.

La catapulta per i satelliti lunari

Come riportato dal New York Times, durante l'incontro Musk ha spiegato ai dipendenti che per costruire un'intelligenza artificiale davvero potente servirà una fabbrica sulla Luna capace di produrre satelliti computazionali. Non un'idea così strana per chi sta già sognando un'intera città autosufficiente sul suolo lunare da usare come base per i prossimi viaggi verso Marte.

Per lanciare questi satelliti, però, Musk ha immaginato un gigantesco "mass driver", una sorta di catapulta elettromagnetica simile a quelle utilizzate per far decollare gli aerei dalle navi militari. Dopotutto, ha proseguito l'eclettico miliardario, andare sulla Luna permetterebbe a xAI di ottenere più potenza di calcolo rispetto ai concorrenti e di portare la tecnologia a una scala oggi difficile perfino da immaginare.

Energia, orbite e calcolo infinito

Nel suo discorso Musk ha dedicato ampio spazio a una sorta di lezione di fisica applicata all'economia dell'intelligenza artificiale, sostenendo che il vero limite allo sviluppo tecnologico sia la questione energetica. Secondo il suo ragionamento, la civiltà umana sfrutta oggi solo una frazione minuscola delle risorse disponibili, circa l’1% del potenziale energetico terrestre. Se si volesse arrivare anche soltanto a utilizzare una milionesima parte dell'energia prodotta dal Sole, ha spiegato, servirebbe una capacità produttiva milioni di volte superiore a quella attuale, obiettivo irraggiungibile restando confinati sul pianeta. Da qui la visione di una progressiva espansione infrastrutturale nello spazio, con data center orbitali sempre più potenti e funzionali.

A quel punto, ha sostenuto, la Terra non basterebbe più come base operativa. La soluzione immaginata è pertanto quella di spostare la manifattura direttamente sulla Luna, dove stabilimenti automatizzati produrrebbero satelliti dedicati all'IA e li lancerebbero nello spazio profondo in sequenza continua. Solo così, secondo Musk, sarebbe possibile avvicinarsi a quella che ha definito una vera espansione della civiltà verso le stelle.

Dalla Luna a Marte, passando per i problemi di personale

Il fondatore di SpaceX ha descritto il satellite terrestre come una tappa intermedia verso obiettivi ancora più ambiziosi: prima una città autosufficiente sulla Luna, poi il viaggio verso Marte e (qui arriva forse il passaggio più controverso) l'esplorazione di altri sistemi stellari alla ricerca di civiltà aliene o delle loro tracce. Una narrazione epica che segna anche un cambio di rotta. Per anni Musk aveva minimizzato l’importanza delle missioni lunari, preferendo concentrarsi direttamente sul Pianeta Rosso.

Nel suo intervento Musk ha anche dedicato qualche parola alle preoccupazioni dei dipendenti, ragionevolmente disorientati dalle notizie delle ultime settimane. A loro Musk ha ribadito che xAI starebbe crescendo più velocemente di qualsiasi concorrente e che una riorganizzazione interna è sempre inevitabile quando una società raggiunge nuove dimensioni, lasciando intendere che alcune uscite recenti possano essere legate proprio a questa fase.

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