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Bambole sessuali con il viso di bambine: ora inizia un’inchiesta per i prodotti venduti su Shein

La Commissione Europea ha avviato un’inchiesta su Shein dopo il caso delle bambole sessuali. Tra le accuse, la vendita di articoli non conformi alle normative, l’uso di design compulsivi e la scarsa trasparenza sui sistemi di raccomandazione.
A cura di Elisabetta Rosso
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Tutto è iniziato con un lotto di bambole sessuali con facce da bambina in vendita su Shein. A denunciare il caso, a novembre 2025, era stata la Direzione generale per la concorrenza, i consumatori e la repressione delle frodi (DGCCRF), l’ente governativo che vigila sulla correttezza delle pratiche commerciali in Francia. Poi il caso si è allargato. Il 17 febbraio 2026, la Commissione Europea ha avviato un'indagine ufficiale nei confronti di Shein. 

La Commissione aveva già inviato una richiesta di informazioni all'azienda nel 2023, sollevando interrogativi su alcune pratiche aziendali che avrebbero violato le leggi europee. Tra queste, il rischio di vendita di prodotti illegali, l'uso di tecniche di design che favoriscono comportamenti compulsivi da parte degli utenti e la trasparenza insufficiente del sistema di raccomandazioni del sito. "Abbiamo il sospetto che il sistema di Shein non sia strutturato per impedire la vendita di prodotti illegali", ha dichiarato martedì un funzionario della Commissione. "Prodotti illegali? Ce ne sono ancora molti, quindi probabilmente qualcosa non funziona".

La accuse contro Shein

L'inchiesta della Commissione Europea si concentrerà su tre ambiti specifici. Innanzitutto, la vendita di prodotti non conformi alle normative europee, in particolare per articoli pericolosi o vietati nel mercato europeo, come vestiti contenenti sostanze chimiche tossiche, giocattoli per bambini a rischio di soffocamento e articoli con cordoni pericolosi.

Un secondo punto riguarda l'approccio del sito. Shein ha adottato pratiche di gamificazione, programmi a punti e ricompense che potrebbero creare dipendenza. La ripetitività degli stimoli, il desiderio di ottenere ricompense immediate e la sensazione di “perdere qualcosa” se non si approfitta di un’offerta, sono meccanismi che, secondo gli esperti, possono indurre comportamenti compulsivi e spese eccessive

Infine, la Commissione ha sollevato preoccupazioni sulla trasparenza dei sistemi di raccomandazione. Come su altre piattaforme sono progettati per suggerire articoli sulla base degli interessi degli utenti, ma, secondo la Commissione, potrebbero essere troppo invadenti e non rispettare le normative del Digital Services Act (DSA) che impongono una maggiore chiarezza su come i dati degli utenti vengono utilizzati.

La posizione della compagnia di e-commerce

In risposta alle accuse, Shein ha ribadito il suo impegno nel rispettare le normative europee, dichiarando di aver adottato misure per rafforzare la conformità al DSA, tra cui valutazioni dei rischi sistemici e protezioni per gli utenti più giovani.

"Negli ultimi mesi, abbiamo continuato a investire in modo significativo in misure volte a rafforzare la nostra conformità al DSA. Queste includono valutazioni complete del rischio sistemico e quadri di mitigazione, protezioni rafforzate per gli utenti più giovani e un lavoro continuo per progettare i nostri servizi in modo da promuovere un'esperienza utente sicura e affidabile", ha dichiarato Shein. La compagnia ha anche sottolineato di aver rimosso i prodotti problematici e di continuare a collaborare con le autorità competenti.

Il precedente in Francia

L'inchiesta europea arriva dopo un periodo complesso per Shein in Francia. Le autorità avevano minacciato una sospensione totale dei suoi servizi a causa della vendita di prodotti illegali. In particolare, a novembre 2024, il governo francese aveva sollevato preoccupazioni riguardo alla vendita di bambole sessuali con facce da bambine, con una proposta di bloccare il sito per un periodo di tre mesi. Le indagini in Francia, tuttavia, si sono concentrate principalmente sulla legittimità dei singoli prodotti in vendita, piuttosto che sulle pratiche sistemiche di Shein.

Nel dicembre 2024, durante un’udienza legale a Parigi, il tribunale ha stabilito che Shein dovrà implementare misure per verificare l’età degli utenti e bloccare l'accesso a contenuti inappropriati, come la pornografia. Nonostante le preoccupazioni sollevate, la corte ha riconosciuto che la vendita di prodotti illegali era stata sporadica e che Shein aveva agito prontamente, rimuovendo i prodotti in questione non appena segnalati.

Le indagini europee sui giganti digitali

Il caso Shein non è isolato. Altre indagini sono in corso su piattaforme cinesi come AliExpress, nonché su giganti dei social media come Facebook, Instagram, X (ex Twitter) e TikTok. La Commissione Europea ha recentemente richiesto anche a TikTok di modificare il proprio design, che è stato accusato di creare dinamiche addictive simili a quelle di Shein.

La crescente attenzione dell'Unione Europea riflette un cambiamento significativo nella regolamentazione digitale globale. Mentre le grandi aziende dell'e-commerce e dei social media continuano a espandere la loro influenza, le autorità europee sembrano intenzionate a garantire che queste operazioni avvengano nel rispetto delle normative, con un occhio di riguardo alla protezione dei diritti dei consumatori e alla sicurezza degli utenti.

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