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20 Gennaio 2023
14:20

Addio a Google Stadia: il servizio per giocare in cloud ha chiuso definitivamente i suoi server

Gli utenti non potranno più accedere alle loro librerie digitali di titoli acquistati nel corso di questi anni, a partire dal 2019, quando il servizio di Google è stato lanciato.
A cura di Lorena Rao
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La mattina del 19 gennaio Google Stadia ha spento i suoi server definitivamente. Ciò vuol dire che gli utenti non potranno più accedere alle loro librerie digitali di titoli acquistati nel corso di questi anni, a partire dal 2019, quando il servizio di Google è stato lanciato. La chiusura di Stadia è arrivata poche ore prima che Google annunciasse oltre 12.000 licenziamenti in tutto il mondo.

Quanto al controller di Stadia, nei giorni scorsi l'azienda ha rilasciato un aggiornamento per renderlo utilizzabile su PC, Mac e sistemi Android in modalità wireless. In questo modo si evita di avere un soprammobile privo di uso in casa.

Il fallimento di Google Stadia

Lo scorso settembre, il vicepresidente e general manager di Stadia, Phil Harrison, aveva diramato un comunicato stampa sulla chiusura definitiva del servizio, puntata per gennaio 2023. "Sebbene l'approccio di Stadia ai giochi in streaming per i consumatori sia stato costruito su una solida base tecnologica, non ha ottenuto la spinta che ci aspettavamo, quindi abbiamo preso la difficile decisione di iniziare a chiudere il nostro servizio di streaming Stadia", scriveva Harrison. In seguito al comunicato, sono partiti i rimborsi ai clienti che avevano creduto in Google.

Oggi si conclude la triste epopea di Google Stadia, un servizio presentato nel 2019 come un nuovo modo di concepire il videogioco, non più legato a specifiche piattaforme. Tuttavia, la comunicazione iniziale poco chiara ha subito invertito la rotta verso il fallimento. Google Stadia è stato infatti presentato come "il Netflix dei videogiochi", ossia un servizio in abbonamento che avrebbe messo a disposizione un catalogo di giochi, tra cui esclusive sviluppate da team interni di Google, da poter giocare in cloud su qualsiasi dispositivo grazie alla potenza dei server.

Questo almeno sulla carta, perché nella realtà era necessario acquistare singolarmente i vari titoli per poterci giocare. Successivamente, la progressiva crescita di servizi concorrenti (come xCloud di Microsoft) e la perdita di esclusive, giunta con la chiusura dei team interni nel 2021, hanno sancito il fallimento di Stadia. E questo è successo nonostante l'ottima impalcatura tecnologica su cui si reggeva il servizio. Si tratta di uno dei più grandi flop della storia videoludica.

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