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Covid 19
23 Marzo 2022
16:10

Un nuovo tipo di luce UV uccide quasi tutti i microbi al chiuso e può prevenire future pandemie

Testato in ambienti chiusi delle dimensioni di una normale stanza di casa o di un ufficio, ha ridotto di oltre il 98% il livello di virus e batteri presenti nell’aria in soli 5 minuti.
A cura di Valeria Aiello
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Una lampada FAR–UVC / Columbia University
Una lampada FAR–UVC / Columbia University
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Si chiama Far-UVC ed è un nuovo tipo di luce ultravioletta in grado di uccidere la quasi totalità di microbi presenti nell’aria dei luoghi chiusi. A testare la possibile soluzione al problema della diffusione delle malattie infettive che si trasmettono per via aerea, compreso il Covid-19, è stato un team di ricerca della Columbia University di New York che, insieme agli scienziati dell’Università di Leeds, Università di St. Andrews e dell’Università di Dundee, nel Regno Unito, hanno osservato una riduzione del 98% delle particelle microbiche attive in meno di 5 minuti.

I dati della sperimentazione, appena pubblicati su Scientific Reports, una rivista del portfolio di Nature, evidenziano che, rispetto alla luce UVC germicida convenzionale – che non può essere utilizzata direttamente per uccidere i virus presenti nell’aria perché la sua lunghezza d’onda (254 nm) rappresenta un pericolo per la salute della pelle e degli occhi – la luce Far-UVC, sviluppata circa un decennio fa dagli scienziati della Columbia University, è altrettanto efficace ma sicura per le persone, perché ha una lunghezza d’onda più corta (222 nm), per cui non può penetrare nelle cellule della pelle umana o degli occhi, pur riuscendo ad inattivare batteri e virus, che sono molto più piccoli delle cellule umane.

Il test della luce Far-UV

In questi anni, diversi studi hanno dimostrato che la Far-UVC è sia efficiente nel distruggere batteri e virus presenti nell’aria sia sicura per l’uso in presenza di persone, ma le ricerche finora condotte hanno riguardato solo piccole camere sperimentali, e non stanze a grandezza naturale che simulano le condizioni del mondo reale. Pertanto, in questo nuovo studio, gli scienziati hanno verificato l’efficacia della luce FAR-UVC in una camera grande quanto una normale stanza di casa o di un ufficio (circa 14 mq) e con la stessa velocità di ventilazione (circa tre ricambi di aria all’ora). Durante l’esperimento, nell’ambiente è stato spruzzato un aerosol contenente batteri S. aureus, un patogeno che è stato scelto perché leggermente meno sensibile alla luce Far-UVC rispetto al coronavirus, fornendo ai ricercatori un modello opportunamente conservativo. Quando la concentrazione di microbi nella stanza si è stabilizzata, gli studiosi hanno acceso le lampade Far-UVC posizionate sul soffitto, misurando l’inattivazione del patogeno nel tempo.

Schema della camera di studio: in alto le dimensioni della stanza, la posizione delle lampade, la fonte del patogeno, i punti di areazione e il punto di raccolta dei campioni. In basso, esempio illustrativo del raggio di azione delle lampade Far–UVC / Scientific Reports
Schema della camera di studio: in alto le dimensioni della stanza, la posizione delle lampade, la fonte del patogeno, i punti di areazione e il punto di raccolta dei campioni. In basso, esempio illustrativo del raggio di azione delle lampade Far–UVC / Scientific Reports

Come premesso, la luce ha inattivato oltre il 98% dei microbi presenti nell’aria in soli cinque minuti, mantenendo un basso livello di patogeni vitali nel tempo, anche quando l’aerosol batterico è stato nuovamente spruzzato nella stanza. Tale riduzione, precisano gli studiosi, è l’equivalente di 184 ricambi di aria all’ora, il che supera qualsiasi altro approccio di disinfezione in ambienti chiusi. “Le nostre prove hanno prodotto risultati spettacolari, di gran lunga superiori a ciò che è possibile con la sola areazione – ha affermato il professor Kenneth Wood, docente presso la School of Physics and Astronomy presso l'Università di St. Andrews e autore senior dello studio – . In termini di prevenzione della trasmissione di malattie per via aerea, le luci Far-UVC potrebbero rendere gli ambienti chiusi sicuri come gli spazi aperti”.

Studi precedenti – ha aggiunto David Brenner, direttore del Centro di ricerca radiologica presso la Columbia University Vagelos College of Physicians and Surgeons e co-autore della ricerca –  hanno dimostrato che la luce Far-UVC può uccidere Sars-Cov-2, altri coronavirus che infettano l’uomo, i virus dell’influenza e batteri resistenti ai farmaci. Ciò che è particolarmente interessante della tecnologia Far-UVC, come metodo pratico per prevenire la trasmissione di malattie indoor, è che sarà ugualmente efficace nell'inattivare tutte le future varianti Covid, così come i nuovi virus infettivi che devono ancora emergere, pur mantenendo l'efficacia contro i ‘vecchi virus’ come quelli dell'influenza e del morbillo”.

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