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Sette mesi da astemi riparano i danni al cervello provocati dall’abuso alcol: lo dimostra uno studio

Un team di ricerca statunitense ha dimostrato che, in chi abusa dell’alcol, riuscire a non bere per circa 7 mesi ripara i danni provocati al cervello dalla dipendenza. Nello specifico si ripristina larga parte dello spessore della corteccia cerebrale, con molteplici benefici sulla salute.
A cura di Andrea Centini
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Astenersi dall'alcol ripristina larga parte dei danni al cervello provocati dall'abuso. Più nello specifico, lo spessore della corteccia cerebrale – che si riduce sensibilmente in chi abusa della sostanza – dopo circa sette mesi senza toccare alcol ritorna alla normalità nella maggior parte delle regioni cerebrali. Ciò determina significativi benefici non solo sulla salute mentale e sulle funzioni cognitive, ma anche nel continuare a perseguire il virtuoso percorso intrapreso smettendo di bere. In parole semplici, il ripristino dei danni cerebrali aiuta a mantenersi sobri e a non ricadere nell'abuso.

A determinare che i danni al cervello provocati dall'abuso di alcol vengono ripristinati dopo sette mesi di astinenza è stato un team di ricerca statunitense guidato da scienziati del Palo Alto Health Care System, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Psichiatria e Scienze Comportamentali della Scuola di Medicina dell'Università di Stanford, del Center for Imaging of Neurodegenerative Diseases (CIND) del San Francisco VA Medical Center, e del Dipartimento di Radiologia e Imaging Biomediacale dell'Università della California. I ricercatori, coordinati dal professor Timothy C. Durazzo del Sierra-Pacific Mental Illness Research and Education Clinical Centers, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver scansionato il cervello di un gruppo di pazienti affetti da disturbo da uso di alcol (AUD) e aver messo a confronto le immagini ottenute con quelle del cervello di persone che non bevevano.

Per scansionare la corteccia cerebrale, il cui assottigliamento è un effetto noto dell'abuso di alcol, il professor Durazzo e colleghi hanno effettuato risonanze magnetiche a gruppi di pazienti in astinenza da 1 settimana (68 persone), 1 mese (88 persone) e 7,3 mesi (40 persone). Lo spessore corticale è stato esaminato anche in 45 persone del gruppo di controllo, non fumatori che non hanno mai sofferto da disturbo di uso di alcol. Le scansioni a questi partecipanti sono state fatte al basale, cioè all'inizio della sperimentazione, e dopo nove mesi e mezzo. Incrociando tutti i dati raccolti sono emersi effetti molto positivi per coloro che avevano smesso di bere. Lo spessore corticale, infatti, oltre ad accrescersi rapidamente entro il primo mese di astinenza, in chi è riuscito a non bere per 7,3 mesi si è arrivati a un livello equivalente a quello di chi non soffriva di abuso di alcol. Questo effetto è stato osservato in 24 delle 34 regioni corticali analizzate con le risonanze magnetiche.

Tra le regioni che si sono ispessite con la sobrietà anche la corteccia prefrontale, che è la parte del cervello intimamente connessa al processo decisionale e alla pianificazione. Quando è ridotta dall'abuso di alcol può rendere più complicato prendere la decisione di smettere di bere o di resistere alle ricadute qualora vi si riuscisse. Far tornare la corteccia prefrontale nello stato tipico può a sua volta essere un preziosissimo aiuto nel riuscire a mantenere la barra dritta, evitando di ricadere nel tunnel dell'alcol. “Questi risultati supportano gli effetti adattativi e benefici della sobrietà prolungata sul recupero strutturale del cervello nei soggetti con disturbo da uso di alcol”, hanno chiosato il professor Durazzo e i colleghi. Uno dei limiti dello studio è legato al campione ridotto di partecipanti, pertanto i risultati dovranno essere confermati da indagini più approfondite. I dettagli della ricerca “Regional cortical thickness recovery with extended abstinence after treatment in those with alcohol use disorder” sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica specializzata Alcohol.

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