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Scoperti nuovi benefici della semaglutide: gli effetti del farmaco contro il diabete sui reni

Secondo i risultati un vasto studio condotto su oltre 17.000 persone la somministrazione di semaglutide può ridurre il rischio di malattie e complicazioni renali nelle persone con obesità o sovrappeso. Ma attenzione a non scambiare questo farmaco per un rimedio fai da te: può essere assunto infatti solo sotto prescrizione medica e in determinate circostanze.
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Dopo la scoperta dei suoi potenziali effetti benefici per la salute cardiovascolare, si torna a parlare di semaglutite, il principio attivo inizialmente utilizzato nel trattamento del diabete e poi rivelatosi efficace anche nella cura di obesità e sovrappeso (in determinate circostante che spetta esclusivamente al medico valutare).

Ora, la semaglutide, nota anche con il nome di uno dei farmaci più noti che la contiene, l'Ozempic, sembrerebbe avere degli effetti protettivi anche sulla salute dei reni nelle persone con obesità o sovrappeso.

Dai risultati di un vasto studio condotto su più di 17.000 persone è emerso infatti che la somministrazione di questo principio attivo può ridurre il numero di eventi gravi legati alle malattie renali in un numero significativo di pazienti, riducendo anche il tasso di mortalità.

Cosa suggeriscono i risultati dello studio

Lo studio in questione è in realtà lo stesso che aveva indagato la salute cardiovascolare nelle persone obese o in sovrappeso trattate con la semglutide, evidenziando la capacità di questo farmaco di ridurre infarti e ictus in queste categorie di pazienti. Parliamo dello studio "SELECT" (Semaglutide Effects on Heart Disease and Stroke in Patients with Overweight or Obesity), di cui i nuovi risultati, relativi agli effetti del farmaco sui reni, sono stati diffusi in occasione del 61° Congresso dell'European Renal Association (ERA), l'associazione europea per la salute dei reni.

Dopo tre anni e mezzo dall'inizio dello studio è emerso che gli eventi avversi legati alla salute dei reni erano il 22% meno frequenti nei pazienti che avevano ricevuto un'iniezione sottocutanea di 2,4 mg di semaglutide una volta alla settimana rispetto a quelli segnalati nel gruppo di confronto a cui non era stato somministrato il farmaco. Tra gli eventi avversi si considerano morte, declino importante (maggiore del 50%) della funzione renale o sviluppo di microalbumimuria persistente, ovvero la presenza di quantità sopra la norma di albumina nelle urine. I ricercatori hanno sottolineato l'importanza di questo risultato in quanto questa condizione è considerata tra le principali cause dei problemi ai reni.

La semaglutide non è un farmaco fai da te

Dato che le persone con obesità sono tra le più predisposte a sviluppare complicazioni a livello dei reni, secondo i ricercatori questo studio offre una prospettiva incoraggiante sul possibile impiego della semaglutide in questa categoria. Lo studio infatti – lo ribadiamo – è stato condotto e si riferisce a persone con obesità o in sovrappeso.

Inoltre, in questi ultimi mesi si è parlato molto della semaglutide, soprattutto dopo che sempre più persone, compresi personaggi famosi, hanno iniziato ad assumerlo per dimagrire, ancor prima che l'efficacia e la sicurezza di questa modalità di assunzione venisse confermato dalle autorità scientifiche di competenza. Tuttavia, come ha spiegato a Fanpage.it la professoressa Annalisa Capuano della Società italiana di farmacologia (SIF), la semaglutide resta un farmaco e in quanto tale non è privo di effetti collaterali: anche per questo motivo va assunto solo sotto prescrizione medica e non può essere trattato alla stregua di un comune rimedio fai da te per perdere qualche chilo.

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