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Cos’è la ketamina, quali sono i suoi effetti e perché Elon Musk può prenderla senza che gli causi problemi

Elon Musk non è l’unico a fare uso di piccole dose di ketamina, un potente anestetico dissociativo, o altre sostanze per scopi diversi da quelli allucinogeni, soprattutto negli ambienti della Silicon Valley: il fenomeno si chiama “micro-dosing” e si basa sulla convinzione che, se assunte in minime dosi e sotto controllo medico, queste sostanze possono avere effetti positivi.
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Il dibattito sull'uso delle sostanze stupefacenti a scopo terapeutico esiste ormai da tempo. A riaccenderlo in queste ore sono state le parole di Elon Musk in un'intervista all'ex direttore della CNN, Don Lemon, durante la quale il ceo di Tesla e SpaceX ha raccontato di assumere "una piccola dose" di ketamina ogni due settimane, su prescrizione medica come trattamento contro la depressione. Si tratta di un potente anestetico dissociativo, utilizzato anche in modo illegale come  sostanza stupefacente.

In realtà, non è la prima volta che Musk rivela pubblicamente di far uso di ketamina a scopi medici. Qualche mese fa, a giugno 2023, parlando del problema della depressione negli Stati Uniti, Musk aveva scritto in un post su X (fu Twitter): "Da quello che ho visto tra i miei amici, la ketamina, presa occasionalmente è l'opzione migliore", rispetto agli antidepressivi tradizionali.

In realtà, quello di cui parla Musk è ormai un fenomeno piuttosto diffuso, soprattutto negli ambienti della Silicon Valley: si chiama "micro-dosing", ovvero l'assunzione di sostanze, soprattutto psichedeliche (Lsd), in un dosaggio molto ridotto rispetto a quello che ne fa chi le usa come droga, per scopi medici o alternativi a quelli tradizionali: soprattutto come antidepressivo o come trattamento di diversi problemi di natura psicologica, tra cui le forme d'ansia o il disturbo bipolare.

Che cos'è la ketamina

Tornando al caso specifico di Musk, il fondatore di Tesla ha detto di utilizzare minime dosi di ketamina come antidepressivo e di farlo su prescrizione medica. D'altronde, sebbene venga assunta anche in modo illegale per i suoi effetti allucinogeni, la ketamina è un farmaco e può quindi essere utilizzato anche in modo legale. Tuttavia, su questo tema ci sono approcci e idee contrastanti.

Sta di fatto che, come si legge sui Manuali Msd per professionisti, la ketamina è un "anestetico dissociativo". Assunto in dosaggi inferiore di quelli impiegati per l'anestesia, è in grado di agire sul sistema nervoso, creando un effetto di dissociazione tra corpo e mente. Viene usato in genere per la sedazione, il trattamento di forme depressive o il controllo del dolore, spiega ancora il Manuale Msd. Inoltre, la ketamina è anche usata in ambito veterinario.

Effetti collaterali della ketamina

Tuttavia, questa sostanza può causare diversi effetti collaterali, come confusione o intossicazione, e perfino coma e morte, in caso di sovradosaggio. Uno dei casi di cronaca più recenti è stata la morte di Matthew Perry, il "Chandler Bing" di Friends, scomparso il 28 ottobre 2023, per un'overdose di ketamina, che stava assumendo per infusione come terapia contro depressione e ansia.

Cos'è il micro-dosing

A giugno 2023, il Wall Street Journal ha pubblicato un lungo articolo in cui ha fatto luce sull'abitudine sempre più diffusa tra i manager e le menti della Silicon Valley di fare micro-dosing di ketamina e funghi allucinogeni. Il titolo è piuttosto indicativo del senso dell'inchiesta: "Le droghe che alimentano la Silicon Valley". Oltre a Musk, l'articolo cita l'esempio del cofondatore di Google, Sergey Brin, che invece farebbe uso di funghetti. L'idea alla base del movimento non è quindi quella di usarle come droghe ma di farne un consumo controllato per tenere sotto controllo l'ansia, lo stress, e in alcuni casi la depressione. Non solo, tra i sostenitori di questo movimento – spiega il Wall Street Journal – c'è anche la convinzione che usare piccole dosi di queste sostanze potenzi la mente e le sue capacità.

Punti di forza e possibili effetti collaterali

Il microdosing non va però confuso con il puro e semplice uso medico di alcune sostanze. Si tratta infatti di un fenomeno culturale e sociale, per quanto ristretto a certi ambienti, su cui la comunità scientifica e medica non ha ancora espresso un parere definitivo. Ci sono però interessanti studi universitari sull'argomento, che puntano a indagare potenzialità e limiti (o rischi) di questa pratica. Uno  di questi è stato condotto dall'Università di Toronto, Canada, per studiare gli effetti della pratica di microdosing di acido lisergico, o più comunemente detto "Lsd".

I ricercatori di Toronto hanno contattato 300 microdoser e in base alle loro risposte hanno stimato la compresenza di effetti positivi, come umore migliore, maggiori capacità di concentrarsi e di esserere creativi, ed effetti collaterali come mal di testa, nausea, ansia e insonnia. Il risultato più significativo riguarda proprio il miglioramento dell'umore (nel 27% dei pazienti), che secondo gli autori potrebbe rappresentare un valido punto di partenza per studiare meglio l'utilizzo di questa pratica come terapia nel trattamento della depressione nei pazienti che non rispondono ai tradizionali antidepressivi. Si tratta però di uno studio ancora solo esplorativo, con diversi limiti, che quindi necessita di ulteriori conferme.

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