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Pechino sta sprofondando sotto il peso dei suoi grattacieli e lo sfruttamento delle falde acquifere

Ad esacerbare il problema della subsidenza è l’eccessiva estrazione di acqua dal sottosuolo, che abbassa la falda freatica: nelle aree metropolitane della capitale della Cina, il collasso ha raggiunto una velocità di 45 millimetri all’anno.
A cura di Valeria Aiello
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Pechino è tra le città della Cina maggiormente colpite dalla subsidenza / Credit: Pizabay
Pechino è tra le città della Cina maggiormente colpite dalla subsidenza / Credit: Pizabay

Pechino sta sprofondando e l’eccessivo sfruttamento delle falde acquifere sta esacerbando il problema. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science da un team di ricerca internazionale, che ha valutato la subsidenza, ovvero l’abbassamento del terreno, in 82 grandi città della Cina.

I risultati mostrano che il 45% delle aree urbane analizzate sta sprofondando, con il 16% che collassa a una velocità superiore ai 10 millimetri all’anno. Le città dove il fenomeno è più preoccupante sono la capitale cinese, dove lo sprofondamento ha raggiunto i 45 millimetri l’anno, e le città costiere come Tianjin e Shangai, particolarmente colpite perché la subsidenza si combina con l’innalzamento del livello del mare a causa del riscaldamento globale.

Cos’è la subsidenza e perché Pechino e le grandi città della Cina stanno sprofondando

La subsidenza è l’abbassamento della superficie terrestre, che può essere legato a fattori naturali e all’azione dell’uomo, compreso l’eccessivo sfruttamento delle falde acquifere, che è una delle principali cause del fenomeno. Ciò significa che il grado di urbanizzazione di un’area soggetta alla subsidenza può sia aggravare il fenomeno sia esserne condizionato, con effetti che possono compromettere l’integrità di edifici, infrastrutture e le attività umane.

In Cina, dove la subsidenza indotta dall’uomo è nota da tempo, la comprensione della reale entità del fenomeno è rimasta tuttavia poco studiata, nonostante la massiccia urbanizzazione degli ultimi decenni. Per avere un quadro più chiaro della situazione, i ricercatori hanno analizzato i dati satellitari raccolti dall’interferometro radar ad apertura sintetica (InSAR), uno strumento che consente di rilevare in modo accurato la deformazione del suolo, per mappare il cedimento del terreno in tutte le principali città della Cina dal 2015 al 2022.

Dei terreni urbani esaminati – dicono gli autori dello studio – il 45% si sta abbassando più velocemente di 3 millimetri all’anno, e il 16% a velocità superiori di 10 millimetri all’anno, colpendo rispettivamente il 29% e il 7% della popolazione urbana”. Complessivamente, si tratta di 270 milioni di residenti nei centri urbani della Cina, di cui quasi 70 milioni interessati dal rapido abbassamento di 10 millimetri all’anno o più.

Particolarmente colpita la città di Pechino, dove si registra uno sprofondamento di 45 millimetri all’anno vicino alle metropolitane e alle autostrade, dove le vibrazioni del traffico e la creazione di tunnel sotterranei sono un potenziale fattore che contribuisce alla subsidenza a livello locale, combinato alla geologia del territorio, al peso dei grattacieli e, soprattutto, all’estrazione dell’acqua da sottosuolo, che abbassa la falda freatica.

Per avere un’idea di quanto lo sfruttamento delle falde acquifere influenzi la subsidenza, basti pensare che dove l’estrazione delle acque sotterranee è stato interrotto, come nelle città giapponesi di Osaka e Tokyo, l’abbassamento del suolo è cessato o si è notevolmente ridotto, dimostrando che si tratta di un’efficace strategia di mitigazione.

La preoccupazione maggiore riguarda le città costiere della Cina, come Shanghai e Tianjin, particolarmente colpite dal fenomeno perché si combina con l’innalzamento del mare. Shanghai, nello specifico, la più grande città del Paese e la seconda per numero di abitanti (circa 27 milioni) dopo Chongqing (33 milioni), è sprofondata di 3 metri negli ultimi cento anni e continua a collassare.

Senza un’azione per fermare il fenomeno, avvertono gli studiosi, la combinazione della subsidenza con l’innalzamento del livello del mare finirà per minacciare dai 55 ai 128 milioni di persone che vivono nelle città costiere della Cina, dove l'area urbana sotto il livello del mare rischia di triplicare le sue dimensioni entro il 2120. “La subsidenza mette a repentaglio l’integrità strutturale degli edifici e delle infrastrutture critiche ed esacerba gli impatti del cambiamento climatico in termini di inondazioni, in particolare nelle città costiere, dove rafforza l’innalzamento del livello del mare” ha affermato il professor Robert Nicholls del Tyndall del Center for Climate Change Research dell’Università dell’East Anglia (UEA) di Norwich (Regno Unito), che non è stato coinvolto nello studio, ma autore insieme al professor Manoochehr Shirzaei della Virginia Tech di Blacksburg (Stati Uniti) di un editoriale su Science sulla subsidenza nelle principali città cinesi e sui rischi associati all’innalzamento del livello del mare, all’erosione costiera e alle inondazioni.

Questi nuovi risultati – hanno concluso di due esperti – evidenziano la necessità di una risposta nazionale, che possa affrontare la minaccia della subsidenza, un problema presente anche fuori dalla Cina e sempre più diffuso in tutto il mondo”.

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