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Artemis 1, la navetta Orion ha accarezzato la Luna: sorvolo ad appena 130 km di quota

Alle 13:57 ora italiana la navetta Orion della NASA ha compiuto uno spettacolare sorvolo della Luna, avvicinandosi ad appena 130 km dalla superficie.
A cura di Andrea Centini
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Credit: NASA
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A cinque giorni dallo storico lancio di Artemis 1, la prima missione del programma spaziale che riporterà l'essere umano sulla Luna, la navetta Orion libera dal colossale razzo lanciatore Space Launch System (SLS) ha effettuato un sorvolo ravvicinatissimo alla superficie del satellite naturale. Alle 13:57 ora italiana la navicella spaziale della NASA si è infatti trovata ad appena 80 miglia di quota dalla regolite lunare, cioè poco meno di 130 chilometri. Ha praticamente accarezzato la Luna. Durante i 25 giorni di durata complessiva di Artemis 1 il velivolo non compirà fly-by più ravvicinati di quello odierno. La spettacolare manovra si è resa necessaria per “agganciare” la corretta e peculiare orbita lunare “retrograda distante” – chiamata Distant Retrograde Orbits (DRO) – nella quale entrerà effettivamente il 25 novembre.

Le immagini dell'avvicinamento di Orion alla Luna sono state condivise in diretta streaming della NASA TV, il canale ufficiale dell'agenzia aerospaziale statunitense che in questo momento sta ancora trasmettendo. Particolarmente suggestivi sono stati i momenti in cui si potevano ammirare la Luna in primo piano e la Terra sullo sfondo, con il suo inconfondibile e meraviglioso colore azzurro. Era dai tempi del programma Apollo – conclusosi cinquanta anni fa con l'Apollo 17 – che non vedevamo immagini così. Sebbene infatti negli ultimi decenni diverse sonde, orbiter e lander abbiano raggiunto ed esplorato il satellite naturale, è la prima volta in mezzo secolo che un veicolo spaziale progettato per il trasporto di persone raggiunge la compagna della Terra. Come indicato, infatti, Artemis 1 è la prima missione – un test dimostrativo senza equipaggio – del programma che riporterà l'essere umano sulla Luna, più precisamente la prima donna e il prossimo uomo. Tra un paio di anni, grazie ad  Artemis 2, gli astronauti saliranno a bordo della navetta Orion e viaggeranno in orbita attorno al satellite, mentre nel 2025 è previsto l'allunaggio vero e proprio, con Artemis 3.

Il momento più coinvolgente della diretta NASA si è verificato proprio quando la Terra, piccolissima, è stata eclissata dalla Luna, facendo perdere le comunicazioni tra Orion e il centro di comando. Pochi minuti dopo si è verificato lo spettacolare sorvolo a meno di 130 chilometri dalla superficie, raggiunto grazie a un boost dei propulsori della navetta che si sono accesi attorno alle 13:45 ora italiana. Le immagini del fly-by verranno probabilmente pubblicate dalla NASA nel corso della giornata. La navetta Orion – lunga 8 metri – del resto è dotata di molteplici fotocamere progettate per riprendere la Luna in tutto il suo splendore. Orion è comunque già rientrata in contatto con il centro di comando terrestre e ha trasmesso un'immagine del pianeta blu – lontanissimo – visto dall'altro lato della Luna.

Credit: NASA
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Ricordiamo che grazie alla peculiare orbita DRO la navicella, dotata di una capsula e di un modulo di servizio, diventerà il veicolo spaziale progettato per il trasporto umano ad allontanarsi più di tutti dalla Terra. Arriverà infatti a 70mila chilometri di distanza dalla Luna, circa 50mila in più dell'Apollo 13, che fu costretta a una drammatica manovra di rientro verso la Terra per il famoso “problema” comunicato a Houston, come raccontato anche nel celebre film di Ron Howard interpretato da Tom Hanks, Kevin Bacon e Gary Sinise. La massima distanza della navetta Orion dalla Terra verrà raggiunta alle 22:05 del 28 novembre, quando si troverà a oltre 480mila chilometri da noi.

Il modulo di servizio della navetta è stato costruito dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e contiene sia i propulsori che permettono di controllare il veicolo sia i computer del sistema di guida. La capsula può invece ospitare quattro astronauti, che in Artemis 1 sono stati sostituiti da manichini dotati di sensori per misurare i livelli di radiazioni (uno ha anche uno speciale giubbotto anti radiazioni). Al suo interno gli astronauti possono sopravvivere per tre settimane.

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