La Procura di Macerata ha smentito l'indiscrezione secondo la quale Oseghale avrebbe rivelato alla compagna, in carcere, di aver ucciso la diciottenne Pamela Mastropietro. Secondo il procuratore Giovanni Giorgio, la notizia dell'intercettazione e quella del ritrovamento del DNA di Oseghale sui resti di Pamela, sarebbero entrambe, "destituite di ogni fondamento".  A questo riguardo Giorgio ha fatto presente che il risultato degli accertamenti (compresi quelli genetici) del Ris dei carabinieri non è stato ancora depositato.

Al momento il 29enne africano resta accusato di occultamento di cadavere nel delitto di Macerata che vede invece altri due africani indagati per omicidio: Desmond Lucky e Lucky Awelima. Secondo la ricostruzione che il giovane africano ha fatto al pm, avrebbe incontrato Pamela il giorno seguente alla sua fuga dalla comunità ‘Pars' di Corridonia, dove era ricoverata per la sua dipendenza dalle droghe, ai giardinetti pubblici, dove la ragazza gli avrebbe chiesto una dose di eroina. Oseghale ha dichiarato do aver messo in contatto la giovane con il connazionale Desmond Lucky responsabile di averle  fornito la dose di eroina, che, nel racconto di Oseghale, avrebbe stroncato la ragazza.

L'autopsia sul corpo della vittima, però, ha recentemente rivelato che un'altra è stata la causa della morte: Pamela, infatti, è stata colpita alla testa e trafitta con un fendente. Dopo la sua morte, avvenuta verosimilmente nell'appartamento in via Spalato, a Macerata, il suo corpo è stato smembrato con grande precisione e lavato con la candeggina per cancellare le tracce di DNA.